domenica, 27 maggio 2007

A quasi 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale la destra neofascista in Italia sembra vivere una seconda giovinezza, caratterizzata dalla capacità di inserirsi nelle contraddizioni sociali di quei settori popolari una volta audience più o meno esclusiva della sinistra più o meno rivoluzionaria. Assistiamo a nuova capacità di aggregazione, di fare senso comune, di esercitare egemonia culturale in particolare sui giovani precari delle periferie. La loro semplice ricetta identitaria fa leva come sempre sui concetti di dio, patria e famiglia, declinati però con una certa capacità di mettere in campo linguaggi adeguati alla modernità, apparendo perciò “nuovi” a chi non ha memoria storica. Attualmente, invece, la cosiddetta destra radicale investe su un immaginario antagonista, con forti tinte di rivendicazione sociale e di opposizione ai detentori del potere. E’ una destra “sociale” che ha nel fascismo “rivoluzionario” il suo background culturale. Tutto ciò, naturalmente, è stato reso possibile dalla difficoltà di intervento nel campo delle problematiche sociali che ha investito le istanze di movimento. Ci troviamo di fronte ad un fenomeno articolato, pericoloso, in grado di esprimere intervento “di massa”. Il disagio sociale, il clima di guerra, l’incapacità della sinistra di fornire risposte adeguate sono sempre stati gli ingredienti che storicamente hanno favorito l’ascesa della destra populista e demagogica. Naturalmente noi sappiamo che il ruolo storico dei fascisti sostanzialmente non è mutato: sono il braccio armato del potere capitalista contro i movimenti sociali che al capitalismo si oppongono. E purtroppo abbiamo prova di questo praticamente tutti i giorni: la pratica delle aggressioni sistematiche insanguina le nostre città e ci colpisce fin negli affetti più cari. Sono proprio i compagni e le compagne del movimento, per il loro essere in prima fila nei territori, a doversi confrontare con la violenza neofascista. Ma questo confronto ha bisogno di nuovi strumenti di conoscenza, di una nuova consapevolezza che integri la memoria storica della lotta partigiana, con il bagaglio di pratiche e di saperi dei movimenti antifascisti dal dopoguerra ad oggi, e che sappia guardare anche al futuro, interrogandosi in quali direzioni stiano andando le tendenze totalitarie del potere, di cui il neofascismo non è che la punta dell’iceberg.

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categoria:pensieri e parole, memorandum
sabato, 26 maggio 2007

http://video.libero.it/app/play/index.html?id=d3c8e2a13b3815589f89c1e5d0fa91c1
SEX CRIMES AND VATICAN....NO COMMENT

In attesa che le televisioni italiane si decidano a mandare in onda, preferibilmente doppiato in italiano, il video firmato BBC “Sex Crimes & Vatican” su internet è al primo posto su Google Video Italia per numero di accessi. Il ritardo con il quale l’interesse manifestato dal pubblico viene ad essere soddisfatto finisce per ottenere l’effetto opposto a quello che eventualmente i responsabili di tale ritardo volessero far concretizzare. Qualcuno ha obiettato che la necessità di mandare in onda in televisione un filmato facilmente e liberamente visibile su internet è inutile. L’obiezione però non regge. Non solo perché occorre tutelare il diritto ad essere informati di coloro che non si collegano ad internet, ma anche perché l’interesse destato sulla rete dal servizio mandato in onda dalla BBC è di per sè un fatto degno di cronaca. Quando internet avrà avuto una diffusione tale da rendere tali obiezioni sensate sarà un giorno importante.

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categoria:notizie
sabato, 26 maggio 2007

Un nonno affettuoso, un nipote curioso, una casa piena di aggeggi come quella di Archimede pitagorico e poi la musica, il circo, la banda, le pistole, un'esplosione di colori, un'invenzione continua : è il "solito" cinema energetico di Emir Kusturica, oggi in concorso con Promise me this.
"Non posso cambiare il mio cinema  - ammette il regista, nato a Sarajevo in Bosnia ma serbo per scelta - avete presente il mio primo film Ti ricordi di Dolly Bell? Ebbene non è mai finito".
Kusturica a Cannes è di casa, è un regista da record: due palme d'oro, nell'85 con Papa' in viaggio d'affari e nel '95 con Underground, e un premio per la regia nell'88  al Tempo di gitani. Ha fatto sette film fino ad oggi, tutti premiati tra Venezia, Cannes e Berlino. E c'è chi dice che Cannes potrebbe domani premiarlo ancora.
Lui tra un film e l'altro ha fatto del set della Vita e' un miracolo, un villaggio divertimento e ha messo su una piccola industria biologica di succhi di frutta, la Biorevolution, chiamati con eroi di riferimento (da Maradona, su cui sta finendo un documentario che uscirà nel 2008, a Che Guevara).
In cima ad una collina isolata tra la campagna serba vivono nonno (Alexander Bercek), il nipote Tsane (Uros Milavanovic) e la vacca Cvetka. Il nonno è un inventore, ha buffe trappole tutto intorno la casa, metodi originali per svegliare il bambino ogni mattina e periscopi per osservare la campagna e la procace maestra della scuola (Liliana Blagojevic), di cui e  in realta innamorato.
Sente che morirà presto e si fa promettere dal nipote di andare in città per vendere al mercato la vacca, comprare un'icona religiosa di San Nicola e trovare una sposa, solo cosi' potra' andarsene in pace.
Una banda di criminali, una maestra prostituta che cerca di evitare che la bella figlia Jasna divenga una schiava del sesso, due fratelli armati, forzuti ma tanto sentimentali, un capo banda che preferisce le galline alle donne e mille altre invenzioni porteranno all happy end finale con il nonno che sposa la maestra e il nipote che sposa Jasna.

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martedì, 08 maggio 2007

Strinsi le mani sotto il velo oscuro...
"Perché oggi sei pallida?"
Perché d'agra tristezza
l'ho abbeverato fino ad ubriacarlo.
Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.
Soffocando, gridai: "E' stato tutto 
uno scherzo. Muoio se te ne vai".
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: "Non startene al vento".

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domenica, 06 maggio 2007

Stella, mia unica stella,
Nella povertà della notte, sola,
Per me, solo, rifulgi,
Nella mia solitudine rifulgi;
Ma, per me, stella
Che mai non finirai d'illuminare,
Un tempo ti è concesso troppo breve,
Mi elargisci una luce
Che la disperazione in me
Non fa che acuire.

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categoria:pensieri e parole, armonie
sabato, 05 maggio 2007

c'e' sta na guera antica che infatti c'e' stà un regazzetto che se'ngarella de na'bionna eppoi infatti se la porta accasa cor gommone allora er marito se'ncazza eddice a su'zzio e a su cuggino e a tutta la palazzina sua annamio aripià mi mojie che è scappata mesà co un arbanese allora infatti poi fanno a guera antica che'nfatti c'e' stanno un zacco de guerieri antichi che combattono eccianno i nomi strani che'nfatti c'e' stà parride che combatte contro gonade che spanza adenoide che se magna arachide che tajia la testa a emoroide che'nfatti allora poi c'e' stà un gueriero campione der monno che'nfatti è fortissimo ma'ccià un pò le chiappe chiacchierate che se chiama achille che'nfatti combatte co la corazza de dorceggabbana allora lui e'piu forte de tutti maqquanno ji'ammazzano l'amichetto se'ncazza evvò spanzà tutti allora poi infatti so'tutti morti stanchi de sta guera anche se stavano a combatte da du'ggiorni allora infatti an certo punto a uno furbo jie viè n'idea eddice regalamio er cavalluccio daafoppapedretti! che'nfatti na vorta lo regalato amm'izzio e e'morto! che'nfatti poi sti guerieri vincono tranne che achille che'nfatti lo pjiano ner suo punto debbole che'nfatti ie se tojie la scarpa curativa e more.
mi cuggino na vorta a'ncontrato na'gguriera che'nfatti e'qquasi morto. se chiamava sifilide.

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sabato, 05 maggio 2007

infinitamente lungo
e il tempo che vorrei
stare con te,
come la strada che
la luna ci ha regalato.

Intensa è la voglia
di un tuo eterno sorriso,
misteriosa è l'alchimia
delle nostre anime.

Non sarà il tempo
a misurare la nostra unione,
forse sarà un attimo,
ma vivrà per l'eternità.

Una strada che si crea
in una notte d'amore,
che vive in tutti
i raggi di sole.

Attimo dopo attimo,
per sempre.

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categoria:pensieri e parole, armonie
sabato, 05 maggio 2007

Ingerenza è una parola che indica l'indebita intromissione in affari altrui, l'illecito esorbitare dal proprio ambito di competenza per desiderio di controllare e dominare gli altri. Tuttavia, pure intervenire in soccorso di qualcuno che viene aggredito per strada è un'ingerenza. L'ingerenza può essere dunque, a seconda dei casi, la libidine di potere di donna Prassede che smania di regolare l'esistenza degli altri, magari convinta di farlo in nome della Divina Provvidenza, la brutale invasione di territori materiali e spirituali che appartengono ad altri o il nobile impulso di non assistere vilmente inerti alle violenze e alle ingiustizie subite da chi non può difendersi. Ma il moralista, quanto più è sincero, tanto più è tentato dal potere, di cui ha realmente bisogno per combattere le sopraffazioni patite dai deboli e per difendere i valori universali-umani minacciati. Ciò vale pure per le istituzioni.
Più un’istituzione esercita un ruolo rilevante, più essa sente il dovere morale di intervenire per migliorare le cose o almeno impedire che esse cambino, ma a questo senso di responsabilità etica si mescola facilmente un' ambigua o brutalmente esplicita volontà di potenza, un tentativo di estendere il proprio dominio, che spesso provoca reazioni polemiche e proteste, spicciativi inviti a farsi i fatti propri. E' quanto ad esempio accade, da sempre, ma recentemente rilevato con sempre  più frequenza, nei confronti degli interventi e delle dichiarazioni della Chiesa.
In generale si rimprovera alla Chiesa, e spesso a ragione, un'ingerenza nella sfera politica, che non compete ad essa, semmai allo Stato, cosa che avveniva anche nel passato, anzi è sempre avvenuto, ma ultimamamente, viene non si sà come messo sempre più spesso in risalto rispetto al passato, secondo il monito del Vangelo che esorta a dare a Dio ciò che è di Dio, ma a Cesare ciò che è di Cesare. Quando la Chiesa e mi riferisco, per il peso che ha in Italia, a quella cattolica, ma il discorso vale per tutte le Chiese e confessioni religiose nel loro rapporto con lo Stato, che esercita indebite pressioni per mantenere o accrescere il suo potere, come è accaduto tante volte, il suo comportamento va censurato e le sue pretese vanno respinte.

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categoria:pensieri e parole, girovagando
martedì, 01 maggio 2007

Non mai più bella luce o più bel sole

del viso di costei nel mondo nacque;

né 'n valle ombrosa erranti e gelid'acque

bagnâr più fresche e candide viole.

Né quando l'età verde aprir si suole,

rosa mai tal sovra un bel lito giacque;

né mai suono amoroso al mio cor piacque

simile a l'onorate sue parole.

Dal bel guardo vezzoso par che fiocchi

di dolce pioggia un rugiadoso nembo

che le misere piaghe mie rinfresca.

Amor s'è posto in mezzo a' suoi begli occhi,

e l'afflitto mio cor si sente in grembo

troppo ardente favilla a sì poca esca.
--
--

Poich'a quest'occhi il gentil lume piacque,

senza 'l qual cieco al mondo ancor sarei,

vissuto son fin qui de' danni miei

cantando, né mai poi mia lingua tacque.

Oimè, quanti arbuscei, quante dolci acque,

quanti monti hanno udito i versi miei!

E tu, sacro terren, saper tel déi,

sacro terren, dove mia donna nacque.

Ma se mai per cantar le labbra apersi,

or ne' versi d'amor piango e sospiro,

lontan vivendo dal mio vivo sole:

e mentre gli occhi al bel paese giro,

dove i colpi d'amor primi soffersi,

il cor s'adira, e star meco non vuole.

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categoria:pensieri e parole, armonie
martedì, 01 maggio 2007

PALERMO – La strage di Portella della Ginestra non fu solo un affare di mafia, di fronde anti-comuniste e lobby terriere che contrastavano le lotte contadine, a muovere la mano del bandito Salvatore Giuliano, ritenuto l’autore dell’eccidio, furono anche reduci fascisti, in particolare i militanti della Decima Mas del principe Junio Valerio Borghese, spalleggiati da servizi neo-nazisti in un estremo tentativo di riaffermare il blocco ‘nero’. A delineare il nuovo scenario, in cui sarebbe maturata quella che viene definita la prima strage di Stato, sono alcuni documenti inediti che escono fuori dagli archivi Usa di College Park, nel Maryland, e raccolti dallo storico Giuseppe Casarrubea che da anni si batte per la ricerca della verità sulla strage del Primo maggio del 1947, protagonista in passato di alcune querelle storiche sulla vicenda.
Casarrubea è venuto in possesso di questi documenti lo scorso gennaio e li consegnerà alla Procura di Palermo, dove nel dicembre del 2004 ha già depositato un memoriale chiedendo la riapertura delle indagini. «Queste carte – sostiene lo storico – ci consegnano uno scenario nuovo e convincente. Gli archivi Usa confermano il coinvolgimento dei fascisti che fu denunciato, senza che nessuno però ne desse troppa importanza, dalla famiglia mafiosa di Monreale al processo di Viterbo». Tra il marzo e il maggio del 1945, il Servizio informazioni militari (Sim) e il controspionaggio angloamericano scoprono una pericolosa rete di «commandos» di Salò che, fin dall’estate del 1944, opera tra Napoli, Reggio Calabria e la provincia di Palermo. E in Sicilia, a ricevere armi, denaro e addestramento alla guerriglia, secondo i documenti inediti fu la banda di Salvatore Giuliano che agiva a Montelepre.
Le indagini partono per caso. Alla fine di febbraio del 1945 una pattuglia americana cattura sull’Appennino pistoiese due militi degli NP (Nuotatori-Paracadutisti) della Decima Mas di Junio Valerio Borghese: Pasquale Sidari e Giovanni Tarroni. I due confessano di aver trascorso vari mesi nell’Italia liberata per organizzare l’eversione armata del fascismo della RSI nelle regioni meridionali. Fanno nomi e cognomi, che permettono agli Alleati di identificare nel giro di poche settimane una complessa rete di spionaggio e di sabotaggio nazifascista. Sono decine gli arresti a Napoli e provincia. Qui operano Gino Locatelli e Bartolo Gallitto (Decima Mas) ed i fascisti del principe calabrese Pignatelli. Ma ben presto le indagini si estendono a Calabria e Sicilia. A Partinico, in provincia di Palermo, dal luglio 1944 è attiva la «filiale» siciliana di Borghese, composta da tre militi della Decima Mas al comando di Dante Magistrelli.
Oltre ad addestrare e ad equipaggiare la banda di Giuliano, Magistrelli si reca regolarmente a Napoli e a Roma per ricevere ordini e denaro dai neofascisti romani, a loro volta in contatto con i servizi segreti nazifascisti a Verona e a Milano. In un rapporto del ‘45 del maggiore dei carabinieri Camillo Pecorella si legge che «Dante Magistrelli ha ricevuto istruzioni per una missione da svolgere nell’Italia liberata ed è da considerare un agente sabotatore al servizio del nemico. Non vi è il minimo dubbio che il soggetto appartiene ad una organizzazione di spionaggio e sabotaggio e che è stato reclutato tra i militi della Decima Flottiglia Mas. In Sicilia, la banda Giuliano costituisce un fattore di grave disturbo dell’ordine pubblico, nell’interesse dei servizi segreti nazifascisti».
« Siamo alla vigilia del 58esimo anniversario della strage di Portella della Ginestra. Le decine di nuove carte dei servizi segreti statunitensi, provenienti in gran parte dagli scaffali desecretati dell’Office of Strategic Services, hanno un eccezionale valore storico: ci permettono, ad esempio, di retrodatare all’estate del 1944 i criminali contatti terroristici tra Salvatore Giuliano, i suoi emissari e la Decima Mas di Borghese, con importanti implicazioni storico-politiche».

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categoria:notizie, memorandum