Naturalmente per fascismo non intendo solo quello del Ventennio o di Salò, ma ogni forma di potere autoritario, liberticida e fortemente condizionante l’autorealizzazione della persona umana. Penso allo stragismo: banche, treni, stazioni saltate in aria; ai tentativi di golpe, alla P2 ; ai servizi segreti che anche oggi rappresentano un potere occulto, incontrollato dagli organi democratici dello Stato. Un’ analisi per molti versi ancora da compiere, anche in rapporto a centrali straniere delegate ad impedire con ogni mezzo l’affermazione del comunismo (e sappiamo come l’ Italia fosse considerata, durante la “Guerra Fredda”, negli ambienti americani, nazione a rischio, con un partito comunista, il più consistente tra quelli europei, potenzialmente in grado di andare al potere per via democratica). Limitiamoci dunque al presente. Mi viene in mente una frase di Benedetto Croce : il fascismo è soprattutto una mentalità.

E’ sconvolgente: Erich Priebke è “ libero nella persona.” La decisione del Tribunale di sorveglianza consente al capitano delle SS, condannato all’ergastolo per la strage delle Ardeatine, di andare tutti i giorni a lavorare nello studio del suo avvocato. Priebke, agli arresti domiciliari per età e condizioni di salute, ha infatti 93 anni, è libero di uscire, fare la spesa, svolgere diverse attività. Anche da questo gravissimo episodio si può partire per affrontare un discorso più ampio sull’antifascismo.
Le manifestazioni che si rifanno al regime fascista con riti ed emblemi, le sfilate di gruppi di facinorosi in camicia nera che inneggiano a Mussolini, l’intitolazione di strade e piazze ai gerarchi del Ventennio e di Salò , i siti internet che annunciano la ricostituzione del partito fascista ed invitano ad iscriversi, accompagnati da manifesti affissi tanto frequentemente e in quantità tale da far ritenere gli esponenti provvisti di danaro in straordinaria abbondanza e, ciò che è ancora più grave, le spedizioni di neosquadristi che bastonano e accoltellano i giovani dei centri sociali e delle organizzazioni di sinistra (a Roma si sono contati in pochi mesi più di centocinquanta spedizioni punitive con molti feriti e un morto pugnalato al petto e alle spalle, l’appena laureato in fisica Renato Biagetti, impegnato ad aiutare gli altri, i menomati fisicamente, i poveri, i diseredati, gli immigrati senza casa e senza cibo, e forse ucciso per questo), le manifestazioni antisemite espresse anche con scritte ingiuriose rivolte sui muri alle vittime dell’ Olocausto, i concerti “nazirock”, in cui si esaltano persino Hitler ed i collaborazionisti , tuttociò va considerato come una minaccia del ritorno e del successo di quel movimento autoritario che governò l’ Italia per due decenni e la portò alla guerra di aggressione finita con la disfatta?