
Trent'anni fa Walter Rossi moriva ammazzato dai missini della Balduina. Trent'anni dopo Roma, almeno la parte più sana della città, si ferma, rende omaggio e ricorda uno dei suoi figli migliori. Nel corso di questi anni la città è ancora minacciata e oltraggiata dalla violenza fascista. Dall'omicidio di Renato Biagetti all'assalto di Villa Ada, avvenuto a due passi dalla caserma dei Carabinieri di zona, Roma è ancora un luogo di proselitismo ed azione dei neofascisti militanti.
Proprio per questo, la commemorazione di Walter Rossi, oltre che un'occasione di ricordo, di verità e di giustizia, è anche un occasione per riaffermare la "Liberazione" della città medaglia d'oro della resistenza. Roma non lo ha mai dimenticato. La sua fotografia, con la bella faccia sorridente e i lunghi capelli ricci, ricompare nei manifesti e nei siti a ogni anniversario. Walter Rossi, non solo il nome di una giovane vita distrutta, ma anche il simbolo cruento della violenza politica e l'esempio di un delitto rimasto senza colpevoli. Uno dei tanti negli anni di piombo. Il teatro è quello "nero" dei fascisti del Msi della Balduina, la cui sezione in via delle Medaglie d'oro fa da centro catalizzatore per tutti i "camerati" della zona nord della capitale. Una sezione forte e famigerata, con molti e anche giovanissimi facinorosi in seno, abbondantemente all'opera. Con incidenti e provocazioni contro sedi e militanti di sinistra, comunisti, ma soprattutto Lotta continua, movimento studentesco. Un clima di tensione con episodi di intolleranza, pestaggi, vandalismi, aggressioni, che si susseguivano a ripetizione. Era la Balduina "cuore nero". Ma anche nel resto d'Italia saranno numerosi, al nord e al sud gli episodi di violenza, quasi uno stillicidio quotidiano. Compaiono le spranghe, le fionde, i sassi ma anche le P38, con la polizia pronta ad attaccare in formazione anti guerriglia. A Bologna in marzo, durante una manifestazione è ucciso da un carabiniere lo studente di Lotta continua Francesco Lorusso. In maggio a Roma la polizia, con l'ausilio di agenti travestiti, spara e colpisce a morte Giorgiana Masi. E a Milano sempre nello stesso mese, nello scontro tra sinistra extraparlamentare e polizia, resta ucciso il brigadiere Antonino Custrà. E anche le Brigate rosse sono in azione.
Kossiga arriva a sospendere le garanzie costituzionali e impone un divieto di manifestazione per due mesi. E, il 7 novembre, all'alba, su ordine del ministero dell'interno, un plotone di militi viene inviato alla sede dell'Autonomia romana, quella famosa di via dei Volsci 6, dove vengono messi i sigilli, causa "associazione sovversiva". Un centinaio di militanti è denunciato. Giorni "che valgono anni", ma per la morte del ragazzo comunista Walter Rossi nessuno finora ha pagato. E ancora oggi a Roma la violenza neofascista non ha smesso di colpire ed aggredire nei luoghi di ritrovo dei giovani di sinistra e persino durante le iniziative culturali del Comune di Roma. La violenza neofascista ha prodotto inoltre l'efferato e vigliacco assassinio a Focene del giovane Renato Biagetti nella notte del 26 agosto 2006, mentre questo usciva in compagnia della sua ragazza da uno stabilimento balneare dove si era concluso un concerto di musica reggae».
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