
















;
DENUNCIAMO:
- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;
- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;
- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;
- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;
- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.
MANIFESTIAMO:
- contro ogni integralismo e fondamentalismo,
- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,
- per l’autodeterminazione delle donne,
- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,
- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una maternità libera e consapevole,
- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,
- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale,
- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,
- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,
- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico.
Per chi non vive a Roma :




La Commissione Giustizia della Camera ha approvato circa due settimane fa le norme contro lo stalking e l’omofobia. Sarà punito con il carcere da 6 mesi a 4 anni chi commette il reato di stalking (sindrome del molestatore assillante), ovvero insegue la sua vittima in modo ossessivo con molestie reiterate e gravi. Le persone perseguitate sono prevalentemente donne e i persecutori sono prevalentemente ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma anche conoscenti, colleghi e persino sconosciuti con i quali ci si è spesso imbattuti per caso.
C’era la necessità di un intervento normativo urgente del Parlamento per colmare un vuoto legislativo a tutela delle vittime, intervento che tutte le forze politiche hanno condiviso decidendo lo stralcio dalla proposta di legge sulla violenza sessuale di quella parte che introduce il reato dello stalking, alla quale per l’appunto si è deciso di dare maggiore velocità di discussione.
Nessuna e nessuno di noi vuole ridurre l'importanza del passaggio in Commissione Giustizia con il riconoscimento del reato di Stalking. Ciò che preme comunque sottolineare è che va riproposto nelle aule parlamentari, con urgenza e determinazione, il tema di una nuova legge sulla violenza sessuale, che aggiorni quella precedente rispondendo in modo più organico, attraverso interventi più articolati a sostegno delle vittime, alla questione della violenza contro le donne come simbolo il più brutale dell’ineguaglianza e del non riconoscimento dei più elementari diritti umani.
Fin qui nessun problema quindi, anzi, la stessa destra plaude al passo avanti compiuto in Commissione Giustizia. Il problema più serio riguarda un altro punto del provvedimento, quello che introduce le norme contro l'omofobia, proprio quelle che hanno messo in forte fibrillazione il Governo nel dicembre scorso. Chi discrimina in base all’orientamento sessuale o alla identità di genere è punito con il carcere fino ad un anno e sei mesi e la multa fino a 6000 euro. A questa parte del testo si oppone una area consistente del centro destra e quell’area di parlamentari cattolici per i quali il riconoscimento del reato di omofobia metterebbe in grave imbarazzo la Chiesa che, come è noto, considera l’omosessualità una pratica contro natura e anche una malattia che si può tentare di curare riportando le persone insidiate alla normalità dei comportamenti sessuali.
L’agenda della Camera dei prossimi giorni, dunque, dimostrerà se questo è un Parlamento nel quale si pratica per davvero l’autonomia e la libertà della politica o se una parte di questo Parlamento ancora una volta darà di sé una rappresentazione di pesante subalternità agli orientamenti della Chiesa in tema di diritti e libertà di scelta delle persone.
“Laicità è libertà” hanno declamato con enfasi alcuni parlamentari del centro destra nel corso del dibattito sulla visita del Papa all’Università, e con parlamentari e politici sono accorsi in P.zza San Pietro in una sorta di succube-solidarietà al Papa, che però poi voltano le spalle supponenti e arroganti a quelle coppie portatrici di malattie genetiche che vorrebbero poter mettere al mondo un figlio sano tramite la fecondazione assistita, o a quelle coppie che vorrebbero pubblicamente dichiarare al mondo che si assumono una responsabilità nei confronti della persona con la quale vivono e alla quale sono legati da un rapporto d’amore, o a quelle donne che vengono dagli atei devoti alla Giuliano Ferrara accusate di omicidio se decidono di abortire, o a quelle che persone che vorrebbero poter vivere con dignità gli ultimi momenti della loro vita.
Omofobia, riconoscimento delle unioni di fatto, aggiornamento delle linee guida sulla fecondazione assistita per correggerne le parti più vergognose, Dichiarazioni anticipate di trattamento, attacco alla legge 194, sono di stretta attualità politica e anche nell’agenda dei lavori parlamentari parlamentare. E’ su queste questioni che nelle prossime settimane e nei prossime mesi, tenuta del Governo permettendo, si verificherà l'autonomia e la laicità della politica. Adesso è necessaria una rapida calendarizzazione per la discussione in aula del provvedimento che riguarda l’introduzione nel nostro ordinamento giudiziario del reato di stalking e del reato di omofobia.
Sarà l’occasione per ogni forza politica di assumersi la propria responsabilità in modo trasparente di fronte al Paese. Vediamo chi intenderà imporre posizioni etiche di parte o chi, invece, si eserciterà in una professione di libertà della politica a sostegno della libertà di scelta delle donne e degli uomini di questo paese.

Intervista ad H.Giuliani (madre di Carlo Giuliani) sulla caduta del gov.no Prodi....

una Grande Donna
Senatrice Giuliani agli occhi di tanti elettori-sostenitori questo Centrosinistra è stato un Calvario, lei come lo giudica?
‘‘Lo è stato ancora di più per noi della sinistra antagonista. Abbiamo sempre avuto le mani legate, siamo stati bloccati, ostacolati. Ci siamo sentiti non in una maggioranza ma in una gabbia. Quest’ultima è una personale emozione ma credo tanti colleghi del mio gruppo parlamentare hanno condiviso tale sofferenza’’.
Parecchie critiche sono state mosse anche alla Rifondazione di governo, stare nell’Unione ha significato perdere la propria identità?
‘‘Secondo me no. La nostra identità è chiara fra chi è dentro o fuori il partito come me (H.Giuliani è subentrata al Senato a Malabarba come indipendente nell’ottobre 2006). Possiamo dire, e non solo ora che il governo è caduto, che abbiamo commesso un grosso errore di valutazione. Si pensava davvero di poter realizzare il famoso programma pur ciclopico che fosse. Da quando sono stata investita dell’incarico ho cercato di comprendere anche personalmente tutto ciò che si potesse fare. Per quanto occorre riconoscere che su alcuni punti vitali per la nazione questo governo si sia mosso risanando i conti pubblici, che il passato centrodestra aveva saccheggiato, e facendo pagare le tasse agli evasori. E avete visto quanto disappunto s’è creato nei partiti che quell’evasione tollerano o proteggono’’.
Ora tutti pensano al futuro anche Rifondazione che si smarca dal governo e torna a rivolgere lo sguardo ai movimenti ‘
‘Se Rifondazione ha scontentato qualcuno non è stato per sua volontà (mhm qui non sono pienamente d'accordo). Il partito non ha mai smesso di prendere posizioni decise, ricordo le scelte sulle guerre in Afghanistan, sulla base di Vicenza che sono costate critiche al governo da parte dell’opposizione. Purtroppo il precedente discorso dell’essere ostaggi in una maggioranza, dove certe forze fanno pesare il loro dirigismo o i loro ricatti, è sotto gli occhi di tutti. Oggi siamo qui vittime di queste tattiche’’.
Ma i movimenti hanno avuto poco dal partito, il matrimonio non sembra riuscito
"Il problema è annoso, direi generazionale. E’ difficile tradurre nelle istituzioni spinte che le istituzioni fanno difficoltà ad accettare. Prendiamo l’esempio dei Tav, conciliare le esigenze dei valligiani e il servizio dell’alta velocità ferroviaria già di per sé non è semplice. Se s’aggiungono tensioni e incomprensioni attorno a forme di protesta che vengono giudicate illegali e se le trattative diventano impossibili i due mondi non riescono a comunicare prima che a comprendersi. E su certe questioni i margini di mediazione risultano scarsissimi’’.
Caso clamoroso il fallimento della commissione parlamentare su Genova, la real politik è prevalsa su tutto il resto
‘‘Si sa da chi siamo stati affossati: dagli stessi alleati dell’Udeur e dell’Italia dei Valori. Che Forza Italia e AN votassero contro era scontato ma quando le componenti amiche con cui s’è cucito un copiosissimo programma, che ha visto la stessa sinistra cedere su molti punti, si mettono di traverso ecco la dimostrazione del fallimento d’un’esperienza come questa del Governo Prodi che ha marciato continuamente claudicando’’.
Il caos della Legge Elettorale però non lascia spazi alle microformazioni e molti hanno guardato alla mossa di creare la Sinistra-Arcobaleno solo con questo scopo
‘‘Non lo so. E sono la persona meno adatta per esprimere giudizi. Posso però testimoniare che fra il gruppo dei senatori la "Cosa Rossa" è stata una realtà, abbiamo lavorato insieme, in armonia e con sentita coesione. Finché le sinistre autentiche non riusciranno a essere unite ci saranno gli effetti disastrosi che abbiamo davanti in queste ore. Non parlo d’un partito unico, penso a una coalizione di partiti fortemente coerenti su un programma che sia un vero programma da rispettare’’.
Problemi reali come carovita, precarietà legalizzate dalla Legge 30, morti bianche hanno visto piuttosto assenti sia il PD sia la sinistra radicale‘
"Stavolta spendo una parola nei confronti del governo appena impallinato: non ne ha avuto il tempo(mhm non ne serei così sicura). Le forze come quelle citate che rappresentavano l’Unione e l’Esecutivo stesso hanno per un anno e mezzo lavorato su risanamento dei conti e fisco, ora doveva iniziare la fase sociale puntando soprattutto sulla sicurezza sul lavoro, che è l’unica sicurezza di cui l’Italia ha bisogno. Era iniziata una rete fitta di controlli, qualcuno ha detto a causa del dramma della Thyssen, ma era iniziata. Con frequenti ispezioni nei luoghi di lavoro a rischio e l’organizzazione di commissioni che avrebbero portato in Parlamento ulteriori ritocchi alle leggi per incrementare le verifiche, rendere più severe le pene, scongiurare le tragedie. Ma non ci hanno fatto lavorare, siamo stati ostaggio della demagogia delle destre. Ha vinto il partito trasversale dei corrotti e dei corruttori’’.
Ora cosa farà?
‘‘Tornerò a casa, a impegnarmi nuovamente dal basso come ho sempre fatto. Ero venuta qui per aiutare i compagni e con l’ambizione di seguire quella commissione che è stata affossata. Ho un unico rimpianto: dover restituire il tesserino con cui avevo accesso nei luoghi di detenzione e potevo spendere il mio mandato per sostenere le contraddizioni di quelle strutture’’.
fonte : Dazebao.org del 25/1/08







