mercoledì, 30 aprile 2008


Una “Città Aperta” non può e non deve consentire la riproposizione di una "cultura" fascista, vanno quindi adottate da subito misure drastiche per sconfiggere questa subcultura che sfrutta con assoluta demagogia tutte quelle "esigenze" dei cittadini che via via si vengono a creare., strumentalizzando e negando non solo la realtà delle cose, ma la storia. Vanno quindi attuati immediatamente tutti gli interventi possibili...e non, con le necessarie applicazioni sociali tempestive che contrastino efficacemente il proliferare di tutti questi contesti deleteri, agghiaccianti e criminali che ormai operano a piene mani in tutto il territorio urbano ed oltre. La situazione oramai diffusa che si ha oggi a Roma, ma non solo, è quella di una irrefrenabile voglia di “ordine & disciplina” e di una assoluta certezza e consapevolezza del proprio potere, che permetta stavolta di applicarlo realmente, In più questo stato di "malessere" è stata l'occasione per la destra che ora richiederà deportazioni di massa per romeni, rom, etc, persone con disagio e senza tetto, con dichiarazioni che riproporranno “modalità” dei regimi fascisti e nazisti e che hanno rappresentato un “invito” agli interventi squadristici razzisti dei gruppi neofascisti. Ma interpretare il disagio della città solo come lotta tra esclusione e inclusione, significherebbe solo alimentare la cultura dell’ineguaglianza da sempre peculiare del pensiero della destra, istituzionale e neofascista, accompagnata dal principio della difesa della nazionalità da qualsiasi inquinamento etnico. Per la destra l’ineguaglianza è in natura e legittima la caccia al diverso che di volta in volta può essere un qualsiasi come l’omosessuale, il calciatore di colore, la “zecca” comunista, quello a cui piace una musica diversa dalla tua. Ma agli odiosi temi del razzismo e dell’intolleranza, la destra , istituzionale e neofascista, sta affiancando in modo sempre più capillare e sistematico, quelli dell’attacco alla vita democratica del paese, riuscendo a radicare nel disagio sociale del popolo ignorante e nelle difficoltà del vivere della nostra città e del paese. Per trovare spazi la destra si è trasformata, ha cambiato la sua immagine “a cura“ di uomini comunque cresciuti secondo modelli e pensieri del regime fascista e dei protagonisti del neofascismo delle stragi e dei golpe. Una trasformazione evidente nelle formazioni neofasciste, che da gruppi “militari” si ricostituiscono come gruppi “sociali”, sulla base dei principi del primo fascismo, rifacendosi al suo carattere”rivoluzionario” e populista. Un neofascismo che non assume più le forme del terrorismo militarizzato, ma che usa la democrazia come strumento per conquistare quegli spazi sociali che la Costituzione gli ha negato sessanta anni fa, dove la parola popolo è riferita alla folla che omaggia il trionfatore, dove l’oppositore viene intimidito, dove il diverso viene deportato, dove l’uso della forza e della violenza è funzionale all’esercizio del potere.
martedì, 29 aprile 2008
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La targa commemorativa delle vittime delle Fosse Ardeatine, collocata in piazza della Stazione Vecchia ad Ostia, quartiere del litorale di Roma, e’ stata frantumata, probabilmente con un grosso martello, e sopra e’ stato scritto, con la vernice, ‘’Il popolo di Ostia inneggia al Duce’’. Lo rende noto il presidente del XIII municipio Paolo Orneli spiegando che la targa si trova in prossimita’ dei locali del Municipio Roma XIII. ‘’Si tratta di un gesto di inaudita barbarie – ha commentato Orneli – uno scempio gratuito e ingiustificato alla memoria dei nostri concittadini che hanno trovato la morte in uno degli episodi piu’ cupi della storia contemporanea di Roma. Sono fiducioso che le forze dell’ordine sappiamo quanto prima individuare gli autori di questo gesto barbarico. Non appena saranno concluse le indagini provvederemo a ripristinare la targa e alla pulizia del muro’’.


http://www.romacivica.net/novitch/FosseArdeatine/25.gif

...Lo avrai, camerata Kesselring,
il monumento che pretendi da noi italiani,
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi
non con i sassi affumicati dei borghi inermi
straziati dal tuo sterminio
non con la terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non con la neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non con la primavera di queste valli
che ti vide fuggire.
Ma soltanto con il silenzio dei torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi che volontari
si adunarono per dignità non per odio
decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi con lo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama ora e sempre
Resistenza !
lunedì, 28 aprile 2008
28 ottobre 1922 - 28 aprile 2008

http://viaggionellamemoria.interfree.it/Immagini/Persone/021-Villafranca-Marcia%20su%20Roma.jpg

.... "Marcia" Roma !

http://www.luna-nera.co.uk/bgimg.jpg

P.S.
Nella giornata decisiva per la corsa alla poltrona di sindaco del Comune di Roma, il candidato fascista del Pdl, Gianni Alemanno, detto "er celtica", ha indossato, anche se per pochi minuti, la fascia tricolore. Lo ha fatto, dicono, per celebrare il matrimonio dell'esponente, fascista anche lui, del Pdl Marcello De Angelis, in virtù di una delega ricevuta dal commissario al Comune di Roma, Mario Morcone. De Angelis è il fratello di Nanni, militante di Terza Posizione suicidatosi nel carcere di Rebibbia il 5 ottobre del 1980...ed il resto vien da se....NO COMMENT!
domenica, 27 aprile 2008
http://www.osservatoriodemocratico.org/public/iaio.jpg

Fausto Tinelli era nato a Trento, poi si è trasferito a Milano con la famiglia.
Il 18 marzo 1978, in via Mancinelli a Milano, venne assassinato con otto colpi di pistola da terroristi di destra, insieme all’amico Lorenzo Iannucci detto Iaio.
Per la sua morte, ad oggi, nessuna giustizia penale, anche se dalle carte giudiziarie emerge una verità storica. Fausto Tinelli e Lorenzo iannucci sono stati riconosciuti dallo Stato vittime del terrorismo.
Fausto è da trent’anni seppellito nel cimitero di Trento.
In occasione del giorno della memoria (9 maggio), istituito dalla Presidenza della Repubblica in ricordo delle vittime delle stragi e del terrorismo, chiediamo alle istituzioni di Trento di dedicare una strada, una piazza, o un parco in sua memoria.
Sarebbe un riconoscimento delle istituzioni trentine ad un cittadino ucciso per le sue idee di pace e giustizia sociale.
domenica, 27 aprile 2008



Un gigantesco incendio divampato ieri mattina in una fabbrica di materassi a Casablanca, la "capitale economica" del Marocco, ha provocato la morte di almeno 55 lavoratori. Lo ha riferito l'agenzia ufficiale Map. Altri dodici operai risultano gravemente feriti, ma il bilancio è ancora provvisorio. Le fiamme si sono sviluppate al piano terra dell'azienda Rosamor Ameublements, nel quartiere di Lissasfa, divampando rapidamente a causa delle sostanze chimiche necessarie alla lavorazione. Erano circa le 10 ora locale (le 12 in Italia) e in quel momento in fabbrica erano presenti un centinaio di dipendenti, che in totale sono 150. I soccorsi, secondo l'agenzia marocchina, sono stati immediati, ma non sono bastati a contenere i danni umani e materiali. "Le vittime sono morte carbonizzate o per asfissia", ha detto ai mezzi di informazione un portavoce della protezione civile. Prima di riuscire a mettere l'incendio sotto controllo, oltre cento vigili del fuoco hanno lottato per 3 ore. Secondo una radio locale, sarebbe stato impossibile aprire le porte e i soccorritori avrebbero praticato delle aperture nei muri di uno stabile confinante per cercare di portare in salvo gli operai. E' stata avviata un'inchiesta per accertare le cause della tragedia.
sabato, 26 aprile 2008

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La Corte d’Assise di Cosenza ha respinto tutte le richieste di condanna avanzate dal Pm Domenico Fiordalisi che prevedevano in totale di cinquanta anni di carcere e cinque milioni di euro come indennizzo per i danni subito da parte dello Stato. In particolare pene pesanti erano state chieste per tre imputati. Francesco Caruso, deputato uscente eletto nelle liste di Rifondazione comunista, Luca Casarini e Franco Cirilli, e per ciascuno ben sei anni di carcere e tre di libertà vigilata. Quando la presidente della Corte d’Assise, Maria Antonietta Onorati, ha letto la sentenza, si sono levati applausi da parte del pubblico che assisteva al processo ed attendeva, con ansia ed emozione, il pronunciamento della Corte. Uno degli avvocati difensori dei tredici imputati, Annalisa Senese, ha annunciato che verranno chiesti i danni per il ritardo con la quale è stata riconosciuta l’innocenza degli imputati. In particolar modo per quanto riguarda Caruso la sentenza assolutoria parla di “improcedibilità” per un processo che si è già tenuto a Napoli . Insomma, una clamorosa smentita dell’operato di Domenico Fiordalisi che ha lasciato l’aula della Corte d’assise da una porta secondaria senza rilasciare alcuna dichiarazione. La ricostruzione degli avvenimenti di Genova, nel corso dei quali venne assassinato dai Carabinieri dello Stato Carlo Giuliani, fatta da Fiordalisi è stata smontata pezzo per pezzo. Un primo commento a caldo è venuto proprio da Francesco Caruso il quale sottolinea che la sentenza assolutoria “ è la dimostrazione che si è trattato di un teorema accusatorio costruito ad arte per aggredire e ridurre al silenzio i movimenti”. Sul fronte delle forze politiche il primo commento è quello del ministro uscente Paolo Ferrero ( Rifondazione comunista) che parla di “ una buona notizia”. “ Emerge infatti, afferma, come la protesta sociale e le grandi mobilitazioni di Genova del 2001 non possono essere ridotti a fatti di ordine pubblico. Una sentenza giusta indubbiamente, ma chissa se per mano politica o solo perchè giusto così?

sabato, 26 aprile 2008



Il disastro di Chernobyl avvenne il 26 Aprile 1986 con l'esplosione del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina (allora parte dell'Unione Sovietica), vicino al confine con la Bielorussia. In seguito alle esplosioni, dalla centrale si sollevarono delle nubi di materiali radioattivi che raggiunsero l'Europa orientale e la Scandinavia oltre alla parte occidentale dell'URSS. Vaste aree vicine alla centrale furono pesantemente contaminate rendendo necessaria l'evacuazione e il reinsediamento in altre zone di circa 336.000 persone. Le repubbliche, adesso separate, di Ucraina, Bielorussia e Russia sono ancora oggi gravate dagli ingenti costi di decontaminazione ed è alta l'incidenza dei tumori e delle malformazioni sugli abitanti della zona colpita. Chernobyl si trova vicino all'insediamento di Pripyat, in Ucraina, 18 km a nord-ovest e 110 km a nord della capitale Kiev, e dista 16 km dal confine con la Bielorussia. L'impianto era composto da quattro reattori, ognuno in grado di produrre 1 GW di energia elettrica (3.2 gigawatt di energia termica), i quattro reattori, insieme, producevano circa il 10% dell'elettricità ucraina. La costruzione dell'impianto iniziò negli anni '70, il reattore n° 1 fu commissionato nel 1977, e fu seguito dai reattori 2 (1978), 3 (1981), e 4 (1983). Altri due reattori (i n° 5 e 6, da 1 GW ciascuno) erano in fase di costruzione quando si verificò l'incidente. I reattori erano di tipo RBMK-1000, un reattore a canali, moderato a grafite e refrigerato ad acqua. Una caratteristica di questo reattore è quella di operare a coefficiente di vuoto positivo. Cioè, con l'aumentare della temperatura, la reazione nucleare, anziché moderarsi, aumenta. Tale caratteristica è vietata nei reattori occidentali per motivi di sicurezza. Infatti se manca il liquido refrigerante, il reattore deve essere in grado di spegnersi autonomamente, senza interventi umani o di mezzi meccanici. Il fine del reattore era la produzione di elettricità per uso civile e di plutonio ad uso militare. Per aumentare l'efficienza del sistema erano state adottate alcune soluzioni tecniche che ne diminuivano la sicurezza. Innanzitutto la scelta della grafite come moderatore: questa sostanza viene utilizzata per moderare i neutroni e soprattutto per facilitare la produzione di Plutonio-239.

http://www.clandestinoweb.com/images/stories/immagini/chernobyl.jpg

- Le Cause
Riguardo le cause dell'incidente esistono due ipotesi contrastanti. La prima, pubblicata nell'agosto 1986 attribuiva tutta la responsabilità agli operatori dell'impianto. La seconda, proposta da Valeri Legasov e pubblicata nel 1991, attribuiva l'incidente a debolezze nel progetto del reattore RBMK, in particolare alle barre di controllo. Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi del reattore. Secondo uno di loro, Anatoliy Dyatlov, i progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. In aggiunta il personale dell'impianto era composto per la maggior parte da personale non qualificato per il reattore RBMK: il direttore, V.P. Bryukhanov aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali; anche Anatoliy Dyatlov, capo ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari, per lo piú su piccoli esemplari di reattori VVER progettati per i sottomarini nucleari sovietici. In Particolare Il reattore RBMK ha un coefficiente di vuoto pericolosamente positivo, questo significa che le bolle di vapore, che si formano nell'acqua usata come refrigerante, incrementano la reazione nucleare in modo incontrollato. Ancora peggio, alle basse potenze, il coefficiente positivo non è compensato da altri fattori, rendendo il reattore instabile e pericoloso in tali condizioni. Il reattore RBMK presenta un difetto nelle barre di controllo. Normalmente inserendo le barre di controllo in reattore nucleare si riduce la reazione. Nel reattore RBMK le barre di controllo terminano con gli estensori (la parte finale lunga circa 1 metro) in grafite, mentre la parte funzionale, che riduce la reazione assorbendo neutroni, è in carbonato di boro. Questo significa che quando si inseriscono le barre, gli estensori rimpiazzano l'acqua refrigerante (che assorbe neutroni) con la grafite (che fa da moderatore di neutroni) e quindi inizialmente, per pochi secondi, si ottiene un incremento della reazione. Questo comportamento contro-intuitivo era ignoto agli operatori della centrale. Tale anomalia creò un problema nel 1983 in Lituania con una reattore dello stesso tipo. Gli operatori commisero diverse violazioni delle procedure, e questo insieme alla scarsa comunicazione tra gli addetti alla sicurezza e gli operatori che dovevano condurre l'esperimento contribuì all'incidente. Va anche sottolineato che gli operatori disattivarono i sistemi di sicurezza del reattori, che è proibito dai manuali operativi dell'impianto. Secondo il rapporto dell'agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori rimossero almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.
venerdì, 25 aprile 2008
24-MARZO-1944

http://www.inilossum.it/images/2guerr4055.gif

24-MARZO-2008
venerdì, 25 aprile 2008
http://colleges.ac-rouen.fr/renoir/Afrique%20du%20sud%20-%20site%20Coll%E8ge%20Jean%20Renoir/afrique%20image/apartheid.gif

La vicenda agghiacciante che vado per raccontare ora non è successa nel Sud Africa di qualche anno fa, ma è successa in Italia, qualche sera  fà (mercoledì) nel comune di Monterotondo (Roma). A.C., diciannove anni, arriva alla stazione e si avvicina all'auto posteggiata lì vicino e fa per aprirla. Viene avvicinato da una guardia giurata che gli intima di fermarsi e contemporaneamente chiama i carabinieri. Ne arrivano due che senza chiedere i documenti lo sbattono a terra e lo ammanettano. Nel frattempo sopraggiunge il fratello maggiore del ragazzo che, a fatica, riesce a farsi ascoltare. I familiari indignati accompagnano il ragazzo in caserma anche per capire come era potuta succedere una cosa tanto incredibile e sporgere denuncia. Uno dei carabinieri autori dell'aggressione raggiunto il giovane in ospedale si sarebbe giustificato dicendo di averlo scambiato per un romeno....NO COMMENT !
venerdì, 25 aprile 2008
La data del 25 aprile rappresenta un giorno fondamentale per la storia della Repubblica Italiana.

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FESTA D'APRILE

I fascisti han capito,
se non son proprio tonti,
che siamo arrivati
alla resa dei conti!
Scendiamo giu' dai monti
a colpi di fucile!
Evviva i Partigiani!
E' festa d'Aprile!
(Canto Partigiano, inizi aprile 1945)

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 E’ l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare
contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i loro fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.
Il 25 aprile 1945 segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana impegnata nella riscossa contro gli invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio di dittatura fascista.

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....Quella luce era speranza di giustizia
non sapevo quale: la Giustizia.
La luce è sempre uguale ad altra luce.
Poi variò: da luce diventò incerta alba,
un'alba che cresceva, si allargava
sopra i campi friulani, sulle rogge.
Illuminava i braccianti che lottavano.
Così l'alba nascente fu una luce
fuori dall'eternità dello stile....
Nella storia la giustizia fu coscienza
d'una umana divisione di ricchezza,
e la speranza ebbe nuova luce.

Pier Paolo Pasolini



E ora tocca a voi battervi
gioventù del mondo;
siate intransigenti
sul dovere di amare.
Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza,
che vi consiglieranno
di mantenere il giusto equilibrio.
La più grande disgrazia
che vi possa capitare
e' di non essere utili a nessuno,
e che la vostra vita
non serva a niente.
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I NOSTRI OCCHI
SON FISSI ALLA VITTORIA:
NOI INIZIEREMO
LA NOSTRA NUOVA STORIA
C'È UN POPOLO
CHE IN ANSIA ATTENDE
IL PARTIGIANO
CHE IN ARMI LO DIFENDE.
VILE TEDESCO,
SCAPPA BEN LONTANO,
ARRIVA IL QUARTO
BATTAGLIONE ITALIANO.
ROSSA UNA STELLA
SBOCCIATA E' COME UN FIORE
NEL CIELO BIANCO
DEL NOSTRO TRICOLORE.
CANE FASCISTA,
CHE SERVI GLI OPPRESSORI,
PER TE SARANNO
PRESTO GRAN DOLORI!

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lunedì, 21 aprile 2008
 REGGAE  NATIONAL TICKETS §


"IL MONDO"
domenica, 20 aprile 2008
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Per l’italiano medio, “normale”, anche se democratico e di sinistra, la parola “zingaro”, la vista nel proprio quartiere di una famiglia di zingari (la roulotte, i moltissimi bambini, le donne con le gonne lunghe), provocano inquietudine, diffidenza, qualche ribrezzo. Nessun’altra minoranza etnica suscita un così forte e totale sentimento di “sgradevolezza”, nessuna è altrettanto misconosciuta, ignorata. Noi, i “gagé” - i non zingari -, non sappiamo niente di queste comunità, di questo piccolo popolo che vive tra di noi da più di cinque secoli. Ma crediamo di sapere. Al posto della conoscenza mettiamo un mito e crediamo che il mito sia conoscenza. “Sono molti, moltissimi - pensano i gagé - dilagano, ci invadono; sono vagabondi senza arte né parte, nomadi disordinati; sono pigri e ladri; maltrattano e sfruttano i loro bambini; non sono una realtà etnica, sono una realtà malavitosa; sono infidi, violenti, pericolosi; sono - come recitava il titolo di un vecchio film sui borgatari romani - sporchi, brutti e cattivi”. Nel nostro immaginario collettivo questo mito negativo convive, a sprazzi - complice un po’ di mediocre cinema e ancor di più mediocre letteratura e tanti ambigui nostri desideri - con un mito diverso, opposto, che esprime fascinazione: “Sono liberi, figli del vento; sono musicisti straordinari; le loro donne sono voluttuose e i loro uomini fieramente virili; non si piegano alle false lusinghe della civiltà e del progresso; loro sì, che sono felici!”. La diversità basta non vederla com’è, basta esorcizzarla nei sogni delle nostre nevrosi, delle nostre paure, dei nostri ambigui desideri. Prevale, comunque, fortemente, il primo mito, quello negativo. Ogni fatto di cronaca viene accolto se conferma il mito, rimosso se lo contraddice. Se Brambilla ruba, conferma semplicemente che ci sono i ladri; se uno zingaro ruba, conferma che gli zingari sono tutti ladri; se un bambino viene stuprato in una famiglia borghese di Milano, Roma o venduto a Napoli o prostituito ad Amsterdam c’è allarme per la sorte e il destino dell’infanzia; se un bambino zingaro viene “ceduto” per svaligiare appartamenti, si rafforza la nostra certezza che gli zingari maltrattano e sfruttano i loro bambini. Già nell’Ottocento (e ancora oggi) quanta parte dell’opinione pubblica rimuoveva il funzionamento strutturale della finanza e dell’industria capitalistica per vedere solo il finanziere ebreo o, nella Francia cattolica, la “banque protestante”?. Non si tratta, badate bene, di un mito negativo passivo. Esso viene agito. Questo nostro “sguardo” sulla realtà zingara ha drammatiche conseguenze pratiche su di loro. Sulla localizzazione delle loro comunità, per esempio. I campi attrezzati dai Comuni (pochi, e simili a lager) bisogna cercarli lungo le ferrovie, le tangenziali, i canali, le periferie più abbandonate, lontani dalle linee di trasporto, dai servizi, dai negozi, dalle scuole. Lontani dai luoghi della “gente per bene”. Gli stessi zingari, per i loro insediamenti spontanei, scelgono di sfuggire al nostro “sguardo” e di stare lontani e nascosti. “Popoli delle discariche”, scrive Leonardo Piasere. Popoli che le nostre sinistre paure collocano nelle nostre discariche. Di fatto, per gli zingari vige l’apartheid. Non solo per gli insediamenti. Certo, nessuna legge vieta loro di prendere i mezzi di trasporto, di entrare nei negozi e nei bar, di andare a scuola, di frequentare i servizi sanitari. Ma entrare in un negozio o in un bar è entrare nel territorio del sospetto, della fretta di servirti per vederti uscire; a volte, non ti servono. Se prendi un tram, la gente si scansa. Ci sono medici di base che rifiutano l’iscrizione di zingari o che, come ripiego, chiedono loro di frequentare l’ambulatorio solo determinati giorni, per “non disturbare la gente normale”. Ci sono stati scioperi di genitori perché gli zingarelli non frequentassero la scuola e scuole che ne scoraggiano l’iscrizione nelle scuole, quando va bene, c’è assistenzialismo paternalistico e solo in pochi casi c’è accoglienza vera, intelligente e rispettosa. Se uno zingaro cerca lavoro deve nascondere la propria appartenenza etnica, camuffarsi, mentire, se no, il lavoro offerto scompare d’incanto.
domenica, 20 aprile 2008
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NO alle cariche di eurodeputati per i fascisti e negazionisti Fiore e Romagnoli. Preoccupazione per la deriva razzista e omofobica in corso in Italia. Tutti ma proprio TUTTI dovrebbero esprimere la più ferma protesta contro la decisione del PDL, vincitore delle elezioni politiche 2008, di mandare al Parlamento Europeo, in sostituzione di eurodeputati eletti per il centrodestra, i due neofascisti, propugnatori di ideologie razziali e negazionisti dell’Olocausto Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, e Luca Romagnoli (La Destra-Fiamma Tricolore). L’ideologia xenofoba ed estremista di Roberto Fiore è nota universalmente. Ecco alcune recenti dichiarazioni di Romagnoli: “Le camere a gas? Devo dire francamente che non ho elementi per dire che siano esistite o no”; “Hitler? Fu uno statista che commise degli errori”. E riguardo al suo partito: “Chiamarci fascisti è molto riduttivo. Ma del fascismo siamo portatori di alcuni valori, come la socializzazione. Poi, se fascismo significa onestà, dirittura morale, capacità di riconoscere prima lo Stato e poi l’individuo…”. Il Gruppo EveryOne protesta con altrettanta decisione contro la candidatura di Antonio Tajani quale sostituto di Franco Frattini, vicepresidente della Commissione Europea. Antonio Tajani è infatti noto sia per le sue posizioni omofobe che per la sua avversione nei riguardi dei Rom, ideologie che contrastano con le convenzioni internazionali per i diritti umani e con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. “E’ davvero inquietante che il centrodestra favorisca irresponsabilmente l’inserimento di personaggi legati a ideologie pericolose in ruoli di grande responsabilità politica e civile,” affermano i leader del Gruppo EveryOne, Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau “ed è altrettanto inquietante l’ipotesi, avanzata quest’oggi dal leader del PDL Silvio Berlusconi, di affidare il Ministero italiano dell’Interno alla Lega, un partito che non ha mai nascosto posizioni xenofobe e razziali: sarebbe come dare il via a purghe etniche e campagne di discriminazione razziale incontrollabili, proprio quest’anno, in cui il Parlamento Europeo e la Commissione contro le discriminazioni razziali delle Nazioni Unite hanno ammonito ufficialmente e ripetutamente l’Italia per le sue politiche intolleranti, in violazione di tutte le Convenzioni che proteggono gli individui e i popoli. La Lega, inoltre, con il suo accanito antimeridionalismo, non rappresenta tutto il Popolo italiano, condizione essenziale per un ministero come quello degli Interni”. Esprimendo viva preoccupazione per la deriva fascista, xenofoba, omofoba, antizigana e antisemita in cui le Istituzioni italiane stanno scivolando, (anzi sono già scivolate da tempo), il Gruppo EveryOne chiede alle Organizzazioni per la tutela dei diritti delle minoranze, alle Comunità ebraiche e a tutti coloro che ritengono di portare la fiaccola dei valori dell’antifascismo, della Memoria dell’Olocausto e della solidarietà sociale di unirsi alla nostra protesta e di chiedere che a rappresentare il Popolo italiano presso le Istituzioni nazionali e internazionali siano scelti candidati esemplari, in possesso di comprovati requisiti di integrità, civiltà e tolleranza.
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fonte: http://isole.ecn.org/antifa/
domenica, 20 aprile 2008
http://www.infernobiancorosso.it/Foto/Stagione%2005-06/Scavo-Pusterlengo%2002-10-05/scavo-pusterlengo1.jpg

Ha vinto uno dei due poli confindustriali e il nuovo governo applicherà quindi uno dei due programmi fotocopia. L'unica differenza tra Pd e Pdl è che Berlusconi non porta in dote il rapporto con le burocrazie sindacali e la socialdemocrazia, motivo per cui la grande borghesia ha puntato fino all'ultimo sul Pd di Veltroni, o forse è proprio il contrario?. Ora la borghesia farà di necessità virtù e si adatterà al nuovo governo, sperando che non faccia troppi danni (cioè che gli interessi di Berlusconi non ostacolino quelli delle altre famiglie capitalistiche), aspettando che il pendolo, nella logica dell'alternanza borghese tra due schieramenti simili, si risposti verso Veltroni che intanto proseguirà nella costruzione del suo partito confindustriale. Ovviamente è da anni che la sinistra governista (Prc, Pdci, etc.) ha fallito e sta sparendo, ormai priva di radicamento e militanza. Ora anche le urne confermano questa prognosi persino sul terreno elettorale, la conferma è clamorosa. Prc, Pdci, Verdi e Sd arretrano al di sotto di qualsiasi minimo storico e non avranno più né deputati né senatori. Nemmeno uno! Se la rappresentanza parlamentare non è il fulcro per un partito rivoluzionario, lo è invece per partiti che hanno fatto del governismo la loro ragion d'essere e che hanno apparati elefantiaci che oramai stanno implodendo. Siamo di fronte ad un fallimento politico e strategico senza precedenti. E' la conferma completa di tutto quanto diciamo da anni e della ragione di fondo che ha ispirato la nostra azione extraparlamentare anni fa, per avviare la costruzione di un nuovo movimento. La socialdemocrazia, cioè il progetto di governare con una parte del padronato ingabbiando le lotte, è fallita per l'ennesima volta nella storia. Stavolta con un tonfo gigantesco. Non è ancora chiaro quale sarà la sorte dei gruppi dirigenti dell'Arcobaleno, ma è probabile che si avvierà una resa dei conti tra le diverse burocrazie, che una parte (l'ala di Bertinotti e Giordano) proseguirà nel progetto di scioglimento in una "casa comune socialista" che si candiderà a una nuova stagione di governo col Pd veltroniano per la prossima oscillazione del pendolo dell'alternanza, mentre un'altra parte (Diliberto e Grassi ma anche in qualche modo Ferrero) sarà tentata dal mantenimento e dal rilancio strumentale dei simboli del mondo del lavoro a puri fini elettorali, comunque rimanendo all'interno di un orizzonte governista che verrà giustificato, anche la prossima volta, con "l'esigenza di battere le destre" etc etc. A farne le spese comunque, nello scontro politico tra i poli borghesi sono i lavoratori. Colpiti dagli uni e dagli altri, raggirati dalle burocrazie sindacali e socialdemocratiche che svendono i loro interessi in cambio di una mezza porzione di lenticchie. La prima esigenza è allora quella di ripartire dalle lotte di opposizione a entrambi gli schieramenti borghesi, ai loro governi nazionali e locali. Un'opposizione fondata sull'indipendenza di classe dei lavoratori, dei disoccupati, di tutti gli sfruttati. Una lotta che per noi è già partita anni fa, ma che ora dovrà intensificarsi, nelle piazze, e ovunque si renda necessario contro la terza riedizione del governo Berlusconi-Bossi-Fini, a cui la sinistra governista ha spianato la strada governando con i padroni e rimuovendo l'opposizione di classe.
sabato, 19 aprile 2008
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Uno splendido esempio di Grand Opera la cerimonia papale in diretta da Washington. Musiche, canti e coreografie degne dei più grandi teatri d'opera. Ma il costumista è da Premio Oscar. Tutto in rosso Valentino l'ampio mantello del papa, con croci stilizzate e ghirigori in oro. Una stola bianca si incrocia e si sovrappone con "nonchalance" sulla spalla sinistra. In testa una mitria sfolgorante d'oro giallo, ma foderata dello stesso tessuto rosso che sarà pure la scelta giusta per Vogue ! Lasciamo stare per il momento i contenuti del discorso perché sempre di aria fritta si tratta, soffermiamoci invece alla mattinata di Natzinger che aveva sorpreso tutti con una novità assoluta, sovrapponendo allo spolverino bianco anziché la solita modesta mantellina uno splendido scialle ecrù probabilmente in cachemire, con sottilissime filigrane d'oro e una deliziosa bordatura di soffice e preziosa pelliccia. Beati noi italiani, avranno pensato gli yankee, che ci godiamo queste passerelle di alta moda 24 ore su 24 per appena 106 Euro l'anno di canone. Queste dirette del papa sono meglio di "donna sotto le stelle" da Piazza di Spagna, con la sola speranza che tutta la "messainscena" stavolta se la paghino i cattolici americani. Almeno in America, dicono,  a differenza dell'Italia la religione se la pagano direttamente i credenti e non viene messa a carico di tutti i cittadini,  compresi i NON credenti. Da parte nostra noi italiani abbiamo già contribuito con le spese di viaggio, grazie ad Alitalia che sarà pure a secco per pagare gli stipendi ai dipendenti, ma i soldi per finanziare la tournée americana del papa e dei sui cari amanti li ha tirati fuori senza batter ciglio.
La religione ispiri la politica
, questo il folle messaggio che il papa fa a Bush, ma non specifica quale particolare versione della Menzogna Globale debba essere la fonte ispiratrice e si limita a parlare genericamente di "credenze" religiose che negli USA sarebbero fonte di "ispirazione" della vita civile e politica. Queste "credenze", però, almeno all'inizio della storia degli USA, sono solo di matrice cristiana, e pure abbastanza conflittuali, o quanto meno fortemente concorrenziali, anche se non hanno dato luogo a secoli di stragi e guerre sanguinarie e drammatiche come in Europa dove fra cattolici, protestanti e ortodossi si sono ammazzati allegramente in nome dello stesso Cristo fino a pochi anni fa, come in Irlanda e nella ex-Jugoslavia. Ma poi in America le tanto lodate "credenze" si sono arricchite dei contributi di molte altre versioni della Menzogna Globale, con l'arrivo degli immigrati ebrei, musulmani, induisti, animisti, buddisti e così via da tutte le parti del mondo. E ad ognuna di queste "credenze" sono attribuibili una infinità di diramazioni, sette e sottospecie che ora Natzinger cerca di unificare con la sua furba e generica definizione. Ma ora Natzinger, ci dia anche  una l"ectio magistralis" come a Ratisbona e ci spieghi come fanno le tante, concorrenziali e conflittuali versioni della Menzogna Globale ad essere fonte di ispirazione per la politica, dal momento che l'unica ispirazione che alimentano è quella alla sopraffazione del proprio dio su quello degli altri, visto che è proprio lo stesso Natzingher, che ci sbomballa le palle un giorno sì e l'altro pure che solo l'entità immaginaria di cui si proclama vicario, è l'unica vera e giusta ?
L'ipocrita Natzingher ha detto che si vergogna per lo scandalo dei preti pedofili e ha giurato che mai più accadranno episodi di questo tipo, meglio tardi che mai, peccato lo abbia fatto solo per timore delle proteste minacciate dalle famiglie delle oltre quattromila vittime di violenze sessuali compiute dai suoi sacerdoti  nelle diocesi americane. Peccato che il suo “Mai più preti pedofili” somigli tanto al “Mai più morti sul lavoro” annunciato incautamente da Prodi dopo l'incidente alla Thissen. Peccato che proprio mentre lui stava volando in America sia arrivata la notizia che il tribunale di Ferrara ha condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione un sacerdote per atti sessuali nei confronti di bambini fra i tre e i sei anni. Peccato che praticamente tutti i giornali italiani abbiano vergognosamente censurato la notizia. Peccato che l'illuminato vescovo di Gravina non ci abbia spiegato che tutto ciò è colpa della cultura del laicismo.
Ricordiamo che il 19 Aprile 2005 il cattolico nazista si insediava sul "trono" Vaticano...!

"Un sacerdote 44enne è stato condannato in Corte d'Appello a Bolzano a 7 anni e 6 mesi di reclusione per violenze sessuali nei confronti di una sua parrocchiana, minorenne all'epoca dei fatti. La clamorosa sentenza è arrivata dopo l'assoluzione in primo grado e dopo otto ore di Camera di Consiglio. Il prete è stato anche condannato a un risarcimento di 500 mila euro per la giovane donna e di 200 mila euro per i suoi genitori."

...Ah dimenticavo di dire che mi fate schifo e non poco !