martedì, 24 febbraio 2009
Santa Marinella
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categoria:gli artisti, musika
lunedì, 23 febbraio 2009

ph_croce-gmg-sanlorenzo-450_grIl 16 di Febbraio 2009, quasi 400 anni dopo il rogo di Giordano Bruno, e’ stata resa esecutiva la sospensione, da parte dell’U.P.S. di Terni, del prof. Franco Coppoli, dopo il parere del CNPI del MIUR, che ha tenuto la sua adunanza l’11 febbraio, nell’80º anniversario dei Patti Lateranensi tra “l’uomo della provvidenza”, il fascista Mussolini, e Pio XIº. Il “provocatore” Franco Coppoli, come amabilmente lo ha definito il suo Dirigente Scolastico, è stato punito per il suo “eretico” comportamento di togliere all'inizio delle lezioni il Crocifisso dalla parete dell'aula per rendere la classe un ambiente neutrale da simboli religiosi, laico ed inclusivo. Così avrebbe “posto in essere un comportamento in contrasto con la volonta’ degli studenti”, ma il compito di un docente non e’ sicuramente quello di avallare decisioni che calpestano i diritti e le minoranze e si configurano come discriminatori, bensi’ quello di porre in atto pratiche educative che servano ad intraprendere percorsi di attivazione di coscienza critica con i propri alunni. Ci chiediamo se, la maggioranza di un’assemblea di classe decidesse di affiggere una svastica, o un altro simbolo, come dovrebbe comportarsi un docente (sicuramente se la lasciasse in questo periodo, riceverebbe una bella promozione ndskb). La questione apre scenari pericolosi: richiamarsi alla volontà (della maggioranza) di un assemblea studentesca, senza assumersi le responsabilità del proprio ruolo -come ha fatto il Dirigente Scolastico- apre scenari pericolosi di conteggi e stigmate identitarie nelle nostre classi, che dovrebbero costruire una societa’ multiculturale e inclusiva delle differenze e non creare potenziali situazioni di scontro o di imposizione di simboli identitari in posizioni dominanti. La dittatura della maggioranza e’ dietro l’angolo, ricordiamo che democrazia è tutela delle minoranze, soprattutto nell’ambito delle libertà, altrimenti si rischia lo stato etico o clericale di fascista memoria. Ci pare grave per gli studenti la sospensione dalla docenza del prof. Coppoli, tra i quali ci sono alunni di una Vª classe, che dovranno affrontare gli esami di Stato. Piu’ che la scelta laica del docente è stato l’atteggiamento del Dirigente e le sue conseguenze disciplinari che influiscono negativamente sul profilo formativo dei ragazzi. Invitiamo a tener conto della “volontà” degli studenti non quando fa comodo, per strumentalizzarla, ma quando si esprime per gestire in piena autonomia formativi percorsi autorganizzati, di cogestione, autogestione o occupazione, magari per protestare contro le pericolose riforme poste in atto dai governi degli ultimi 15 anni, che stanno avendo la “soluzione finale” nella devastazione della scuola pubblica prospettata dalla “riforma” Gelmini. E’ sicuramente piu’ economico fare una “neocrociata” confessionale che non impegnare fondi e personale nel sapere pubblico, critico e per tutti. Ricordiamo che nei prossimi anni saranno oltre 180.000 i docenti e gli ATA precari espulsi dalla scuola dal governo Berlusconi, lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento delle nostre scuole. Inoltre visto che nel nostro paese non dovrebbe esistere una religione di Stato, ne’ sussistono norme rispetto all’affissione del crocefisso nelle scuole superiori -mentre sono stati abrogati i fascisti Regi Decreti, di stampo albertino, che riguardavano scuole elementari e medie- ci sembra pericolosamente populista appellarsi non alle norme ma alle maggioranze: chiediamo quali norme avrebbe violato il prof. Franco Coppoli nel rendere laica e non confessionale la sua classe togliendo il crocefisso. Annunciamo il ricorso al Giudice del lavoro contro la sua sospensione e la presentazione di un ricorso per discriminazione nei posti di lavoro, insieme all’U.A.A.R., al Tribunale di Terni, certi dell’affermazione del diritto ad una scuola laica e non confessionale, come riconosciuto nelle settimane scorse dal tribunale spagnolo di Valladolid che ha imposto la rimozione dei crocefissi dalle aule scolastiche in quanto influenzano gli alunni in formazione e configurano il pericolo di mettere in stretto rapporto lo Stato con la chiesa cattolica. Anche la sentenza, del 16 febbraio…, che ha riconosciuto la validità della scelta del magistrato di Camerino Luigi Tosti di poter avere aule del tribunale senza crocefissi ci fa ben sperare nell’affermazione di questo principio di civiltà laica riconosciuto ed affermato in tutta Europa. Infine sembra che il Dirigente Scolastico si presentera’ alle prossime primarie del Partito Democratico (o Partito Democristiano ndskb) e che siano state raccolte nei locali scolastici firme in supporto a tale candidatura. Se cio’ fosse vero, ci parrebbe, questa si, una grave violazione dei locali, delle relazioni e delle funzioni scolastiche, se non a livello legale, sicuramente etico ed educativo.

Comunicato Stampa dei: COBAS, COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA - TERNI

lunedì, 23 febbraio 2009

ROMA - Nella giornata di ieri un cittadino romeno di 31 anni, residente a Roma, operaio in una ditta di Capena, vicino a Roma, è morto dopo essere stato investito da un'auto guidata da un giovane italiano, ubriaco, poi denunciato dai carabinieri. E' successo ieri sera lungo la strada provinciale 51/B che dalla Tiberina conduce a Capena. Il cittadino romeno è stato investito da un'autovettura Citroen C2 che viaggiava a forte velocità verso il centro abitato di Capena condotta da un ragazzo italiano di 24 anni residente a Castelnuovo di Porto (Rm). Il conducente dopo l'urto ha continuato la marcia fino alla propria abitazione. Successivamente con i militari è ritornato sul punto dell'incidente e a margine della strada, tra la vegetazione bassa, è stato trovato il corpo del cittadino romeno. Il conducente del veicolo sottoposto al test dell'etilometro è risultato positivo con tassi di alcool nel sangue superiori a 1,5 g/l e successivamente è risultato positivo anche ai test clinici per accertare l'uso di sostanze stupefacenti che evidenziavano tracce di cocaina. Il giovane italiano dovrà rispondere al Tribunale di Tivoli di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza alcolica nonchè sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'autovettura è stata sequestrata.

P.s.
Qualcuno di voi ha sentito qualche tg che ha dato o aperto con questa notizia?
domenica, 22 febbraio 2009


Sono trascorsi quasi 30 anni da quel barbaro crimine di matrice fascista. E gli infami vigliacchi assassini di Valerio, i fascisti dei Nar, rimangono purtroppo ancora vergognosamente anonimi ed impuniti. Aldilà delle inchieste, congetture, omissioni, insabbiamenti etc...dell’instancabile impegno di mamma Carla, donna di un coraggio e di una forza senza pari...Ancora nessuna verità è stata fatta, o voluta fare sulla tragica morte di Valerio. Si rende quanto mai necessario ricordare, necessario per NON dimenticare, MAI ! Ma si rende anche quantomai necessario inorridire, e indignarsi senza però mai smettere di lottare difronte al tempo passato senza aver dato la Verità ad una mamma che da sempre lotta per far si che ciò avvenga ! Le storie oggi sono peggiorate. Peggiorate a causa del degrado morale e materiale del ceto politico che ahinoi si nutre degli stessi nefasti ideali di chi allora uccise Valerio Verbano, magari commilitone degli stessi, e che ha fatto ad oggi, tramite un vergognoso revisionismo storico, la chiave di volta per autolegittimarsi e dedicarsi così esclusivamente alla loro carriera politica e all’affarismo. Non fa piacere, anzi fa ribrezzo, udire le bocche "istituzionali" di Fini e Alemanno dichiarare “di essere antifascisti”, o come il secondo permettersi solo di pensare di voler partecipare al corteo per Valerio, sapendo quanta ipocrisia e calcolo c’è in questo atteggiarsi revisionista, mentre nei fatti continuano a dimostrarsi fascisti con i centri sociali e solidali invece con chi aggredisce i Rom, i Migranti, i Diversi etc. C’è sempre una buona scusante, un’esimente, per il truce comportamento dei vari clan nazifascisti. C’è il placet alle scorrerie, ai pogrom, alle ronde, all’uso diffuso della violenza e dell’esercito. Aggiungiamoci lo scenario di fondo, quel clima generale di smobilitazione dei valori della Resistenza, il decadimento dei partiti ed il totale fallimento delle istituzioni che hanno da sempre tradito un popolo troppo spesso compiacente a questo decadimento annunciato.  Ecco così che rispunta prepotente la cultura nazifascista che si pensava oramai sepolta per sempre, in cui l’addestramento ad offendere, a colpire, ad uccidere diventa la norma. Le lame, soprattutto i famigerati coltelli a serramanico portati-branditi-usati, diventano ancora una volta la triste e torva divisa del fascista, la mentalità dell’agire fascistoide che alligna sempre più e a cui si modellano i membri del branco, la "coatteria" di molte curve e periferie. In questo mutato orizzonte si inquadrano le centinaia di coltellate già esercitate “contro i nemici” in gran parte d’Italia. Scatenate da motivi banali, uno sguardo di troppo, la sigaretta negata, l’occhiata alla donna, un sorpasso maldestro, se non deliberatamente contro comunisti o "zecche", contro gli anarchici, contro i gay. Ma tutte sempre e solo riconducibili a quella matrice fascista devastante e a cultura-zero, quella mentalità bacata, deviata, invasata, che ha armato le mani che hanno assassinato compagni come Valerio appunto, ma anche Dax, Renato, Nicola, altri Giovani, Donne, Rom e Migranti. L’antifascismo, è il riconoscere che il pericolo fascista è tutt'oggi ancora presente nella società, guai se non fosse così. Che persiste in quanto la società in cui viviamo, dal dopoguerra alle attuali mutazioni, non ha voluto fare fino in fondo i conti con la propria storia, fino a cancellare alla radice l’impronta del ventennio e dello stato autoritario. Permangono infatti come iperboli ed abissi, il Codice Rocco e il Tulps, norme razziste, leggi corporative, Ordini professionali , caste,gerarchie, concordato, scuola selettiva , residui coloniali, le stele e i monumenti fascisti, i tombini con i fasci littori e tanto troppo altro che invece sarebbe stato più salutare distruggere o cancellare per sempre. Se il pericolo c’è, l’antifascismo non può essere solo “la ragion dell’anima”, ma va praticato, reso militante, a significare il tratto distintivo di una formazione della personalità tesa ad acquisire e a respirare “uguaglianza, fraternità, solidarietà”. E’ una sfida al sistema di potere, tesa a realizzare la nuova società attraverso la riappropriazione dei bisogni negati e dei diritti universali. Il sacrificio di Valerio Verbano è inscritto in questa vicissitudine. Non si può capire la profondità del suo arguto impegno se non si inquadrano i terribili avvenimenti che caratterizzarono il paese dal ’68, durante la lunga stagione stragista iniziata con la Strage di P.za Fontana, passando per i moti del ’77 e la resistenza contro lo Stato e le bande armate fasciste. Quando, a quella generazione insorgente che voleva rivoluzionare l’Italia e il mondo, già nel ‘69 si contrappose lo Stragismo di Stato e la manovalanza fascista, con bombe mortali nelle banche-piazze-treni-stazioni, con assassini di compagni ed anarchici (Pinelli, Varalli, Zibecchi, Serantini, Lupo...), con torture e prigionia (Valpreda e centinaia di antifascisti). Successivamente, dal ’77 all’81 le leggi emergenziali e le bande armate di Kossiga (Gladio compresa), quelle della nuova destra, misero in atto disegni criminosi ai danni del moto popolare che ebbe come protagonisti il Movimento ’77 e l’autonomia operaia. L’antifascismo militante e il prezioso lavoro di controinformazione realizzato da giovani come Valerio, ebbe la meglio e mise a tacere il nuovo squadrismo (si arresero). In questa resistenziale impresa persero la vita numerosi compagni a cui perennemente rendiamo memoria e tributo : Walter Rossi, Roberto Scialabba, Benedetto Petrone, Ivo Zini, Valerio Verbano e tanti altri….Lo smascheramento dello stragismo dei NAR, le loro relazioni con la grande criminalità (banda della Magliana, Loggia P2, mafia), le protezioni di cui godevano in ambienti borghesi, nei partiti, nella magistratura e apparati dello stato, fu un lavorone di Valerio e compagni. Il Dossier che i Nar (e non solo) cercavano da Valerio, era tanto prezioso da causarne la morte! Copia del Dossier (sequestrato dalla Digos il 20/4/79 nella perquisizione- arresto, Valerio si fece 7 mesi di carcere per detenzione di una pistola), la stessa pistola che poi lo uccise, il passamontagna e un guinzaglio lasciati dai Killer, "Il faldone portante” (uno dei 2 dell’Istruttoria), sono presto spariti dall’Ufficio Corpi di Reato e dall’Archivio del Tribunale, a testimonianza degli intrighi intorno alla verità su Valerio, gli stessi di cui abbiamo parlato sulle Stragi di Stato. Il popolo italiano "sovrano" non deve sapere come in verità sono andate le cose dal ’68 ad oggi. Al tempo dell’assassinio di Valerio, il giudice romano Mario Amato era giunto a buon punto nelle indagini incrociate su quegli intrighi (utilizzando anche il Dossier), tanto da rendere necessaria la sua eliminazione, che puntualmente avvenne sempre per mano dei Nar il 23/6/1980. Aldilà della scontata rivendicazione Nar dell’assassinio di Valerio, rimangono vergognosamente introvabili esecutori e mandanti, per il solo fatto che quando ci sono di mezzo anche i servizi e la malavita, “diventa impossibile“ poter o voler risolvere i casi. Cadrebbero presto le argomentazioni sul presunto “spontaneismo armato“ dei Nar e di altre infami bande fasciste, la scomoda verità rivelerebbe ancora una volta le trame imbastite dallo “stato parallelo” (con l’utilizzo dei fascisti in chiave anticomunista) ai danni della sinistra e della trasformazione della società. La verità storica e popolare ha già condannato per le Stragi, fascisti-DC-apparati dello Stato. Così come ha attribuito l’assassinio materiale di Valerio ai Nar, aldilà di altri possibili mandanti. Per tutte le generazioni presenti e a venire, Valerio rimane il simbolo amatissimo dell’antifascismo militante, di quei nuovi partigiani che dal ’68 in poi sacrificarono la loro gioventù ed anche la vita per sconfiggere lo stragismo e per impedire che potesse riprodursi in forme più subdole e atroci. Per la riconoscenza e l’amore grande verso quel giovane di 19 anni che si è sacrificato per valori universali, da quel tempo e ancora in futuro, tutto questo non dovrà MAI essere dimenticato, per far si non solo di ottenere quella giustizia e quella verità da troppo tempo negata, ma soprattutto per far si che la morte di Valerio come quella di altri non sia stata vana.

valerio vive
domenica, 22 febbraio 2009
ITALIA MACHT FREI
http://www.provincia.mantova.it/sociale/osservatorio/sintierom/b.jpg

Le camere a gas sterminavano solo i pidocchi. Così c'era scritto sul giornale qualche tempo fa. L’ha detto un prete francese e l’ha ripetuto un suo "collega" di Treviso. Ma allora è per questo che ancor oggi la "pulita" borghesia odia i rom? O i nazifascisti allora con le loro "pulite e stirate" divise, tutti bianchissimi, arianissimi, tutti carucci e pettinati, odiavano anche loro gli zingari ? Forse perché sono un popolo che non ha fatto mai guerra, non ha un esercito o una polizia. Non ambisce alla bomba atomica e se ne frega delle mine antiuomo, dello scudo spaziale e delle armi chimiche. Non fonda banche e assicurazioni, né terrorizza con l’inganno del prodotto interno lordo. Non costruisce galere e manicomi. Non ha fabbriche che inquinano i fiumi, né compagnie aeree che avvelenano l’aria. Non ha prodotto l’amianto cancerogeno, né imbottiglia l’acqua per lucrare su un bene che dovrebbe essere comune. Non bombarda la frutta coi raggi gamma, né produce ortaggi transgenici. Non possiede supermercati, fast food e ipernegozi del mobile componibile. Non ha leader che diventano burocrati, politici, preti o commercialisti, papi o re, leader di schieramenti politici e segretari di partito o di sindacato, amministratori delegati e maestri venerabili di lobbie massoniche, ministri, sindaci, presentatori televisivi e veline. Non controlla l’informazione con giornali e televisioni. Non viaggia nello spazio e nel cyberspazio. Non guadagna col copyright e non fonda multinazionali. Non gestisce le masse con la religione o col traffico di droghe.
E’ vero, si tratta proprio di "pericolosi parassiti". Un problema da risolvere col ddt.

da un testo di A.Celestini
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http://xoomer.virgilio.it/parmanelweb/parma3/lesa.jpg


Ripensandoci a mente fredda, "The Dog" R.Maroni non ha tutti i torti, quando dice che le ronde faranno dimunuire drasticamente gli stupri. Infatti grazie alle ronde nazionalfasciste centinaia se non migliaia di mariti saranno fuori di casa impegnati appunto nelle ronde e questo significa che centinaia se non migliaia di mogli, rimarranno a casa da sole. Ecco lì che non saranno quindi più esposte a pestaggi e violenze sessuali. D'altronde queste sono situazioni che fanno "clamore" quindi le ronde nazionalfasciste s'hanno da fare lo stesso, come ha detto qualche giorno fà l'incompetente liberista e pluripregiudicato Berlusconi, nonostante gli stupri siano diminuiti fuori, ma non dentro le italiote case. Certo però che gran bastardi stì qua che fanno "clamore" su stupri e violenza, ma chi saranno poi ? Non saranno mica i proprietari di televisioni che fanno aprire con la cronaca nera ogni edizione dei loro tg ? Certo se uno va a vedere le statistiche 2007 di quante aperture fatte con la cronaca nera, diffuse dal Centro di ascolto sull'informazione televisiva, si può tranquillamente notare di quanta paura sia stata "iniettata" nei lobotomizzati cervelletti italioti  dalle tv del pluripregiudicato pidduista Berlusconi, che infatti sono in testa con it1 da record con 197, tg5 con 64 rispetto alla "comunista" rai3 che ne ha solo 32, passando per gli amichetti del tg2 con 62 e quella del leccaculo a tariffa di Fede che ne ha invece 70. Quindi è chiaro, impaurita a dovere la lobotomizzata italietta con lo stesso "clamore" di chi oggi lo denuncia ed il gioco è fatto, basterà ora solo raccogliere i razzisti e xenofobi frutti applicandoli a questa pulizia etnica in atto ad oggi. Certo che qualcuno dirà che costoro hanno proprio una faccia come il culo, o il culo in faccia è li stesso, visto che poi cercano di far passare le ronde nazionalfasciste come la soluzione al problema di un popolo che vuole farsi giustizia da se...Un bel paradosso. L'unica speranza rimane forse quella che prima o poi qualcuno applichi la stessa tolleranza zero verso codeste facce da culo...ma non penso che ciò possa avvenire presto.

Da un art.lo di A.Robecchi su il manifesto
domenica, 15 febbraio 2009


Le nefaste reazioni e le vergognose strumentalizzazioni del mondo politico di destra e non solo, che si stanno susseguendo in queste ore, in seguito alle sempre più frequenti notizie di stupri avvenuti, purtroppo, in questi ultimi tempi, altro non sono che delle vili speculazioni sul dolore di vittime indifese, con il solo chiaro obiettivo di scatenare nei cittadini italiani, già razzisti di loro, ulteriori offensive violentissime di stampo xenofobo e razzista ai danni del migrante in generale e del popolo rom nell'ultimo specifico caso di Roma avvenuto alla Caffarella. Secondo le ricostruzioni, ancora confuse, fatte dalla ragazzina e dal suo fidanzatino, gli aggressori sarebbero stati due, avrebbero avuto un forte accento dell'Est europeo e sarebbero stati armati di pistole e ben vestiti. Quest'ultimo particolare, più di tutti metterebbe in forte dubbio il fatto che fossero di etnia Rom, in quanto i Rom della zona in cui è avvenuto l'aberrante episodio, vivono in condizioni di igiene e povertà tragiche, senza acqua corrente, vestiti di stracci e soprattutto impossibilitati a entrare in possesso armi da fuoco, visto che la questua non consente loro di procurarsi ormai nemmeno un pezzo di pane per sfamarsi. Ricordiamo inoltre che finora mai nessun Rom è stato incriminato per un reato di stupro, visto che Romulus Mailat, condannato peraltro in base alla testimonianza di una donna sofferente di gravi turbe psichiche, era infatti un romeno-tedesco di etnia bunjas e i due presunti stupratori di Guidonia sono Romeni, non Rom. E' comunque incivile e in contrasto con le più elementari norme di diritti umani, attribuire il crimine di singoli a un intero popolo. Un grido che deve urgentemente arrivare come una sorta di allerta  all'eurodeputata ungherese di origine rom Viktoria Mohacsì e i membri della Commissione europea affinché vigilino sin da subito sull'operato delle Istituzioni dei media e delle autorità italiote, che in queste ore fanno a gara nel diffondere ignobili dichiarazioni razziste e xenofobe irresponsabili. Si rende quindi quanto mai necessario che l'Unione europea si renda conto di come il governo italiano e i politici più intolleranti, stiano strumentalizzando l'intera vicenda per creare un pretesto di pulizia etnica, con sgomberi simili a pogrom e la messa in strada di decine di innocenti, tra cui molti bambini e malati gravi, senza alcuna risorsa per poi poter sopravvivere. Di contro nessuno invece ha segnalato un altro tragico evento, contemporaneo agli stupri, ma vergognosamente trascurato dai media, quando la sera del 14 febbraio le autorità romane hanno rinvenuto all'interno di una baracca distrutta dalle fiamme il cadavere carbonizzato di un senza tetto, probabilmente Rom. La macabra scoperta è stata fatta dai vigili del fuoco in via Filippo Tommaso Marinetti, fra Acqua Acetosa Ostiense e Laurentino. Questa tragedia, però, non ha ottenuto spazio sulle prime pagine dei quotidiani né all'interno dei telegiornali, così come sono costantemente ignorate le innumerevoli violenze, anche sessuali, perpetrate da intolleranti sulle ragazze e le donne migranti in generale, o tutti gli stupri e violenze di ogni genere che ogni giorno vengono perpetrate da italiani ai danni delle loro mogli o compagne all'interno delle stesse case, senza che nessuno però dia loro spazio o apertura dei tg o sui giornali.

Contro gli articoli 42 (ex 36) e 50 (ex 44) del decreto 733
con l'approvazione degli articoli 42 e 50 la stragrande maggioranza dei Sinti italiani, ma anche tantissimi altri cittadini italiani perderanno l'iscrizione anagrafica dal loro luogo di residenza e saranno schedati in un registro apposito dal Ministero dell'Interno: il registro dei senza fissa dimora.
domenica, 15 febbraio 2009
Gianni Collaterali
- Tutti gl'uomini di Lupomanno -




Dal picchiatore Lucarelli al generale Mori fino ai discussi Kappler e Bonifati. Tracciamo per la prima volta la mappa degli uomini piazzati da Alemanno nei posti chiave della capitale. Un sistema di potere che mostra il vero volto del sindaco nero di Roma.

Avrebbe dovuto rivoluzionare e mutare lo scacchiere di potere che controllava Roma da un quindicennio. Aveva assicurato tutti in campagna elettorale: «Questa è la pioggia che è venuta a bagnare Roma, per lavare la capitale dall'affarismo e dai gruppi di potere». Voleva destrutturare il feudo, prima rutelliano e poi veltroniano, contro i palazzinari per una città sicura. Gianni Alemanno voleva. Ma dopo i suoi primi otto mesi da sindaco è già possibile tracciare la mappa di un impresentabile sistema di potere. Punto per punto, vediamo quali sono temi e personaggi caldi.

ACQUA, RIFIUTI E BOTTE

Subito definito Retromanno (o anche Lupomanno), per le altalenanti scelte e dichiarazioni, su un punto il sindaco è stato fulmineo: le nomine. Ha dimissionato 31 dirigenti dell'era veltroniana imbarcandone 33: «un contentino per tutti i fedelissimi di An - ringhiano gli avversari - sembra la prima repubblica, sarà l'influenza del suo vice Mauro Cutrufo, democrazia cristiana per le autonomie». Alla presidenza di Acea, multinazionale dell'acqua, che gestisce i processi di privatizzazione dell'oro blu e affari milionari dalla Campania fino all'Honduras, Alemanno ha messo un palazzinaro, Giancarlo Cremonesi, che in campagna elettorale non si perdeva una cena con l'amico Gianni. Toccherà a Cremonesi, ex presidente dell'Acer, l'azienda che riunisce tutti i costruttori romani, gestire il cambio di assetto societario in Acea, con la possibilità dell'aumento di quote azionarie da parte dei soggetti forti. Un processo di privatizzazione che potrebbe sottrarre al comune la quota di maggioranza, oggi al 51%. Due i colossi privati in campo: la francese Suez Gaz e il gruppo di Francesco Gaetano Caltagirone. Giorgio Cremonesi mantiene però il suo ruolo nella discussa Sviluppo Lazio, alla cui guida siede il piduista Giancarlo Elia Valori. Acea intanto ha esteso il suo raggio d'azione ai rifiuti. Alemanno ha chiesto e ottenuto la proroga della discarica di Malagrotta, un'autentica bomba ecologica per gli ambientalisti del Lazio. Ma l'ennesimo affare per un altro potente fan del sindaco "nero", il re del sacchetto Manlio Cerroni. Il Consorzio Coemo, targato Cerroni, è già pronto a costruire un inceneritore ad Albano. A capo del dipartimento che vigila sul delicato settore rifiuti Alemanno ha piazzato Paolo Togni. Un passato al ministero dell'Ambiente tra grane e inchieste giudiziarie, nel 2006 Togni era stato coinvolto in una indagine su affari e massoneria. Accanto a sé il sindaco sceriffo ha voluto poi un fascistone della prima ora come Antonio Lucarelli, ex base autonoma, protagonista dell'occupazione del primo centro sociale di destra "porte aperte", un cuore nero che lo ha condotto a Forza Nuova di Roberto Fiore. Lucarelli nel 2000 guidava i camerati alla rivolta contro il gay pride, gonfiando il petto: "Impediremo fisicamente agli omosessuali di arrivare l'8 luglio al Colosseo". Qualche anno dopo Fn con manifesti in tutta la città chiarirà il suo pensiero: "No more gay, basta froci". Lucarelli, transitato in An, ha fatto il grande salto: ora in Campidoglio è a capo della segreteria politica di Alemanno. Doveva essere un "segnale concreto" a tutti coloro che si aspettavano, col cambio di amministrazione, una svolta sul terreno a rischio della sicurezza. E invece? "Da quando è sindaco sono aumentati le aggressioni verbali, ma anche fisiche" denuncia Fabrizio Marrazzo, presidente dell'Arcigay Roma, "in questi mesi le segnalazioni sono cresciute del 30% ". Del resto Alemanno, che aveva vinto le elezioni battendo il tasto della sicurezza e cavalcando l'onda dell'indignazione per lo stupro-omicidio della signora Reggiani, quando si era trattato di condonare tre anni a malfattori di ogni genere, nel 2006, non ci aveva pensato su due volte, votando l'indulto contro la linea del suo stesso partito. All'epoca era anche indagato nell'affaire Parmalat: aveva ricevuto, secondo l'accusa, finanziamenti da Calisto Tanzi prima del crac. Diventato primo cittadino dell'Urbe ha capito che con gli annunci non si va da nessuna parte e ha dovuto portare fiori a destra e a manca, dopo i ripetuti casi di violenze e stupri.

MEMENTO MORI

Così Alemanno ha pensato bene di affidare l'ufficio extradipartimentale per la sicurezza a un generale e a metà luglio ha incaricato Mario Mori di assumere questo ruolo. Spesa per i contribuenti: circa 150 mila euro all'anno. Esclusa la parcella del Capitano Ultimo (al secolo, Sergio Di Caprio), giunto in Campidoglio al seguito di Mori. Lo stesso tandem di investigatori che avrebbe dovuto sorvegliare il covo palermitano di Totò Riina, svaligiato e ritinteggiato dai boss, ma soprattutto ripulito del maxi elenco (3000 nomi di personalità colluse con la mafia) al quale fa esplicito riferimento lo stesso Ultimo nel corso di un'udienza dibattimentale al tribunale di Milano. Insieme a Mario Obinu, suo ex braccio destro, il generale Mori è a giudizio per favoreggiamento aggravato alla mafia nell'ambito di un processo che si svolge a Palermo. Per i pm, avrebbe favorito la latitanza di Bernando Provenzano. Grande accusatore al processo è il colonnello dei carabinieri Michele Riccio, oggi in pensione. Sotto i riflettori, in aula, il mancato blitz di Mezzojuso, nel palermitano, che nel 1995 avrebbe potuto portare, in base alle indicazioni del boss Luigi Ilardo, confidate a Riccio, all'arresto di Provenzano. Tra un'udienza e l'altra Mori si occupa di garantire la sicurezza nella capitale.
sabato, 14 febbraio 2009
NO VAT 2009 (come già le precedenti manifestazioni NO VAT) è una manifestazione organizzata interamente dal basso, con dinamiche orizzontali, senza padri, padrini
nè maternage.




http://www.facciamobreccia.org/media_vari/novat2009.mp3



Fonte: http://www.facciamobreccia.org/
lunedì, 02 febbraio 2009



 Perchè lo schiavo non è quello 
 che ha la catena al piede 
 ...ma chi non è più capace 
 di immaginarsi la libertà ! 

domenica, 01 febbraio 2009

ANZIO (Roma) -  Dietro la folle ed inqualificabile aggressione ad un immigrato indiano, che  è stato selvaggiamente picchiato e poi bruciato, alle 4 di questa notte, nell'atrio della stazione ferroviaria di Nettuno (Roma), c'è la chiara dimostrazione, semmai ancora c'e ne fosse bisogno, che tutta questa vergognosa subcultura razzista propinata attraverso la quotidiana attività mediatica e le folli leggi varate dagli attuali e precedenti governanti, stanno avendo l'effetto di evidenziare la vera natura razista e fascista, da sempre radicata nelle contorte e lobotomizzate menti italiote, come il vergognoso e assurdo "Pacchetto Sicurezza" appena varato (vedi sotto). L'uomo di origini indiane è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale sant'Eugenio di Roma. Ha 35 anni, ed era solito dormire nell'atrio della stazione. Gli aggressori sono arrivati portandosi dietro una bottiglia di liquido infiammabile: prima lo hanno selvaggiamente e vigliaccamente picchiato mentre stava dormendo e poi lo hanno cosparso di benzina ed hanno appiccato il fuoco. Il raid razzista sembrerebbe essere stato compiuto da due o più persone. Il folle gesto di chiara matrice razzista è stato premeditato e studiato nei minimi particolari. Quando sono arrivati i carabinieri hanno trovato l'indiano ancora con gli abiti in fiamme, le gambe già completamente ustionate. L' uomo è riuscito a dire pochissime parole poi ha perso i sensi per l'isopportabile dolore. Portato d'urgenza nell'ospedale di Anzio è stato trasferito per le gravissime ustioni subite al Sant'Eugenio di Roma nel reparto ustionati. Nella stazione di Nettuno, queste persone trovano spesso riparo per la notte, non avendo purtroppo altro luogo dove poter soggiornare. Ma stamani, al momento dell'aggressione razzista, l'indiano era l'unico trovato dai carabinieri che dormiva nella sala d'aspetto. Dalle ultime notizie apprese sarebbero state fermate tre persone tra cui un minorenne.

CIVITAVECCHIA (Roma) - Un poliziotto di Civitavecchia nel popoloso quartiere di Campo dell'Oro ha barbaramente ucciso il suo vicino di casa di origine senegalese. Da tempo il poliziotto stava in "rotta" con tutto il quartiere per ogni minima cosa, ed in nessun frangente, come invece falsamente e vergognosamente riportano i media, c'era mai stata, in passato, una lite o un diverbio tra i due. L'omicidio è avvenuto nel giardino di casa dell'uomo di origine senegalese, in quanto il poliziotto ha attraversato la strada che separa le due abitazioni, ed una volta entrato, ha caricato il fucile a pompa ed ha sparato per ben 2 volte, il primo andato a vuoto, mentre il secondo ha colpito il povero malcapitato, ferendolo mortalmente. Ferito ad una gamba, l'uomo di 42 anni di nome Chehari, è infatti morto poco dopo in ospedale dissanguato, visto che il secondo colpo che lo ha colpito, spiegano i medici, gli ha reciso l'arteria femorale, senza dargli scampo. Appena uditi gli spari immediatamente escono fuori di casa il cugino e un altro convivente della vittima, il poliziotto gli punta il fucile dichiarando questa frase :"annatevene dentro sennò v'ammazzo pure a voi". Appresa notizia della morte di un loro connazionale, davanti al commissariato di Civitavecchia si è radunato un gruppo di decine di senegalesi. Mustafà era amico della vittima: "Chehari era una persona bravissima e a Civitavecchia lo conoscevano tutti. Era in Italia e a Civitavecchia da più di 20 anni per lavorare e mantenere la sua famiglia in Senegal". il poliziotto autore del folle gesto, già circa 15 anni fa aveva ripetuto un episodio simile, sparando un colpo in aria e uno ad altezza d'uomo ad una persona che molestava la sua amante (che si prostituiva), ed era stato sospeso per un periodo minimo. Alcuni colleghi poliziotti hanno così commentato il folle gesto: " è no stronzo ..io non l'ho mai potuto vedè" riferendosi al collega. I civitavecchiesi descritti da molti come un popolo antirazzita, si sono dimostrati l'esatto contrario, visto che a portare solidarietà verso l'uomo così barbaramente ucciso, son state solo una ventina di persone (nel totale della giornata) e i commenti uditi dalle persone prima di arrivare sul sit-in erano agghiaccianti. Ma la vergogna e lo schifo più grande come sempre lo hanno fatto i giornali ed alcune radio, pieni di vergognose menzogne, tra cui la più eclatante, che ha fatto passare il gesto come una vendetta per molestie ad un bambino (figlio), cosa vergognosa ed assolutamente falsa.

- Pacchetto sicurezza -
Approvato dalle commissioni riunite passa ora all’esame del Parlamento l’ultimo tassello del pacchetto sicurezza presentato quest’estate dall’esecutivo. E’ il Disegno di legge 733 modificato dagli emendamenti passati in commissione.
Ecco cosa prevede:

Matrimoni e cittadinanza italiana
L’acquisto della cittadinanza italiana per matrimonio potrà avvenire dopo due anni di residenza nel territorio dello Stato o dopo tre anni nel caso in cui il coniuge si trovi all’estero. Tempi dimezzati in presenza di figli. Le precedenti disposizioni prevedevano un termine di sei mesi; Sarà poi necessario il pagamento di una tassa di 200 euro. Ulteriore stretta sui matrimoni con una modifica al Codice Civile che prevede l’introduzione dell’obbligo di esibire il permesso di soggiorno. Niente più matrimoni quindi neppure tra "irregolare" ed "irregolare", che non comporterebbe nessun tipo di "regolarizzazione";
Ingresso e soggiorno irregolare
Si introduce il reato di ingresso e soggiorno irregolare ma senza che questo comporti l’immediata incarcerazione. E’ prevista un’ammenda da 5.000 a 10.000 euro. Inoltre è prevista la possibilità di rimpatrio senza il rilascio del nulla osta da parte dell’autorità competente;
Iscrizione anagrafica
Sarà richiesta per l’iscrizione o la variazione della residenza anagrafica, la certificazione dell’idoneità alloggiativa.
Moltissime abitazioni, anche tra quelle reperibili dietro lauto compenso nel mercato privato, non potranno rispondere a questo criterio. Ecco uno dei provvedimenti che andranno ad intaccare i diritti dei cittadini migranti, dei comunitari e degli stessi cittadini italiani;
Esibizione del permesso di soggiorno
Si introduce la necessità di esibire il permesso di soggorno per tutti gli atti di stato civile. Ciò significa che anche il semplice ma sacrosanto diritto di riconoscere un figlio verrà sottoposto al filtro della richiesta del permesso di soggirono;
Visto d’ingresso per ricongiungimento familiare
Non sarà più possibile richiedere il vosto di’ingresso se il nulla osta non verrà rilasciato dopo 180 giorni dal perfezionamento della pratica.
Svanisce così anche l’unica possibilità di garanzia del diritto all’unità familiare prevista per far fronte alle lentezze burocratiche;
Rimesse di denaro
I cosiddetti servzi di money transfer avranno l’obbligo di richiedere il permesso di soggiorno e di conservarne copia per dieci anni. Inoltre dovranno comunicare l’avvenuta errogazione del servizio all’autorità competente nel caso riguardi un soggetto sprovvisto di permesso;
Trattenimento nei CIE
Prorogata fino a 18 mesi la detenzione nei centri di identificazione ed espulsione;
Permesso Ce di lungo periodo
L’estensione del diritto ad ottenere la carta di soggiorno ai familiari dei titolari della stessa potrà avvenire solo se questi sono soggiornanti già da 5 anni e solo dopo il superamento di un test di lingua italiana;
Reati ostativi all’ingresso
Dovranno essere prese in considerazione anche le condanne non definitive;
Una tassa di 200 euro
Per tutte le pratiche relative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno;
Esibizione dei documenti
Arresto fino ad un anno e multe fino a 2.000 euro;
Registro per senza fissa dimora
Se da un lato viene cancellata per i senza fissa dimora (ma non solo) la possibilità di iscrizione anagrafica, vienen istituito presso il Ministero dell’Interno un registro per la schedatura dei cosiddetti clochard;
Cancellazione anagrafica
E’ prevista dopo sei mesi dalla data di scadenza del permesso di soggiorno;
Permesso di soggiorno a punti
E’ disposta l’istituzione di un accordo di integrazione articolato in crediti da sottoscrivere al momento della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno. i criteri e le modalità verranno stabiliti da un apposito regolamento; [ leggi il commento dell’Avv. Marco Paggi ];
Favoreggiamento ingresso regolare
Vengono inasprite tutte le norme legate al favoreggiamento dell’ingresso irregolare, non vengono invece minimamente toccate le sanzioni per quanto concerne gli sfruttatori. Chi, nello sfruttamento di situazioni di soggiorno irregolare trarrà un ingiusto profitto (chi impiega lavoratori irregolari sottopagati) non vedrà quindi aggravata la sua situazione.

Ulteriori folli e vergognosi emendamenti potranno essere, anzi sicuramente saranno presentati in sede di discussione parlamentare come per esempio quello relativo all’obbligo di segnalazione da parte del personale medico, di persone senza un regolare permesso di soggirono...come se già questo non fosse abbastanza...Ehia Ehia alalà !