L'unità dei bisogni dell'essere umano con gli interessi di tutti, creerà libertà completa all'interno di solidarietà completa.
Io sono...
Nome: skender back Più numerosi sono gli esseri liberi che mi circondano, più profonda e più ampia diventa la mia libertà. Per il resto se non si può avere la vita, come la si vorrebbe, il costringersi a non prostituirla dovrà essere sempre e cmq una priorità ! Inoltre la parola può essere sublime, ed ogni essere umano con essa può raggiungere le vette più alte concesse dall'esistenza.
P.s.
Non c’è comunismo (uguaglianza) senza libertà (autodeterminazione) e Non c'è libertà senza comunismo.
Nella notte fra il 16 e il 17 marzo 2003 moriva Davide “Dax” Cesare, militante del Centro Sociale O.R.So (“Officina di Resistenza Sociale”) di Milano. Era da poco uscito, assieme ad alcuni compagni, da un bar del quartiere ticinese. Fuori, ad aspettare i ragazzi, un paio di neofascisti armati di coltelli, spalleggiati da un terzo elemento più anziano. Si scoprirà solo in seguito che i due giovani sono fratelli e che l’uomo è il loro padre; si tratta rispettivamente di Federico, Mattia e Giorgio Morbi (28,17 e 54 anni all’epoca del fatto). L’aggressione dei neofascisti è rapida e particolarmente violenta. Numerose coltellate vengono inferte in punti vitali: Davide non giungerà vivo all’ospedale; altri due ragazzi sono feriti (uno in modo grave, ma si salverà).
È oramai chiaro e lampante, anche se sembrerebbe purtroppo che quasi nessuno se ne renda realmente e seriamente conto, che in questo vergognoso paese senza un briciolo di memoria storica e senza più nessuna cultura, si stia ripiombando letteralmente dentro ad uno dei periodi più oscuri che la nostra storia recente ricordi, quell’epoca tragica e nefasta della dittatura clericlfascista. Anzi si sta molto velocemente facendo in modo di "riproporla" pari pari, se non peggio, senza purtroppo che nessuna forza politica di opposizione o presunta tale, ponga il benche minimo ostacolo a questa nefasta riproposizione che quel triste periodo storico ha portato in questo paese come anche in altri. Questa maggioranza parlamentare, quantomai vergognosa, illiberale, xenofobo, omofoba, dittatoriale e clericlfascista, come mai ancora nessun'altra in passato lo fosse mai stata, sta forsennatamente approvando, senza alcun rispetto costituzionale ne ostacolo alcuno, delle misure a dir poco impressionanti, atte solo a spazzar via anni e anni di lotte, conquiste sociali, rinnovamenti culturali, a cui molti diedero addirittura la vita per far si che che le stesse venissero applicate. Costoro oltraggiando non solo i diritti umani, sociali, di autodeterminazione e libertà e quant'altro le stesse lotte in passato avevano faticosamente ottenuto, continuano imperterriti nella loro opera distruttiva, senza alcun freno inibitorio, anzi sempre più legittimati da una compiacenza mediatico popolar istituzionale che spaventa sempre di più, ogni giorno che passa. Basti guardare ad esempio ciò che è successo in quel di Bergamo ieri, con la questura dell'infame Rotondi, che ha chiaramente dimostrato quali sono le direttive per la gestione dell’ordine pubblico e del dissenso, con i fascisti di forza nuova che sono stati fatti tranquillamente sfilare (nonostante non avessero chiesto nemmeno l’autorizzazione per il corteo), con tutto il loro infame e vergognoso armamentario da apologia del fascismo, comprensivo di caschi e spranghe bene in vista. E con le forze dell’ordine, da sempre loro compiacenti alleate, ideologicamente e "culturalmente", che hanno attaccato deliberatamente e gratuitamente, con scene già viste al G8 di Genova, da mattanza cilena, invece che i fascisti come vorrebbe la costituzione, tutti quei manifestanti che si erano opposti all’apertura della sede di FN. Con il questore e suoi servi, che alla fine di una riuscita e determinata manifestazione antifascista ha condotto una vera e propria “caccia all’uomo” verso i manifestanti che si stavano disperdendo, guidando la celere verso atti brutali nei confronti di chiunque capitasse a tiro, giornalisti compresi. Atti ignobili, infami e vergognosi già visti e rivisti ultimamente purtroppo in tanti altri luoghi, con persone prese e sbattute a terra, tenute e colpite a terra ad anfibiate e picchiate ripetutamente, con le precise indicazioni a celerini e carabinieri di rastrellare, a fine manifestazione, più manifestanti possibili. O proseguendo a ritroso con l'atavica quanto mai inopportuna caccia ai Rom o migranti in generale, o anche con l'abolizione della norma che vietava la denuncia di persone senza regolare permesso di soggiorno che si fossero presentate in strutture di assistenza per farsi curare, contravvenendo tra l'altro oltre che al diritto di ogni cittadino italiano o straniero che sia di essere curato, anche al giuramento di Ippocrate, che testualmente dice:...Di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica. In più tra questi “clandestini” vi sono centinaia di migliaia di badanti che si occupano della cura dei nostri anziani in sostituzione del sistema sanitario nazionale e dal momento che la clandestinità è divenuta reato, il medico che non denuncerà il migrante irregolare commetterà a sua volta un reato, un bel paradosso degno solo di governanti incompetenti e xenofobi quali sono quelli attualmente al potere in questo paese. O anche con la sempre più massiccia, quantomai inutile ed inquitante presenza sul territorio italiano dei militari a presidiare non si sa bene cosa, invece di smantellarne in tutto e per tutto la costosa inoperosità in tempo di pace, o l'istituzione delle ronde di privati cittadini a supporto, anzi come sostitutivo visto il taglio dei fondi alle forze di polizia e che avranno facoltà di segnalare alle forze dell'ordine situazioni di "grave disagio sociale" o di "pericolo per la sicurezza pubblica" e che solo per un puro caso si è evitato che queste ronde potessero essere anche armate. Anche se poi qualcuno per non smentirsi e in piena coerenza ideologica ha voluto dare anche un nome alle suddette ronde, intitolandole "casualmente" a Ettore Muti, che molti di noi tristemente ricordano, ma che visti i tempi e le ideologie imperanti non sembrerebbe più esser così ..."tristemente" ricordato. Le misure restrittive approvate nei giorni scorsi non solo sulle questioni dell’immigrazione, ma anche sul diritto allo sciopero, che contrariamente a quanto sbandierato dai servi dell'informazione, erano già molto restrittive in se, o quelle inerenti al divieto di bere o mangiare dopo le due di notte, in pieno stile coprifuoco nazifascista, sono gli ultimi inequivocabili segnali, se ancora ce ne fosse stato bisogno, del livello di squadrismo, controllo e dittatura sociale, di quel barbaro degrado mentale e morale raggiunto da coloro che governano questo paese, sempre più lobotomizzato e perverso, sempre più diretto verso un baratro oscuro e oscurantista.
Il 28 Febbraio del 1978 muore a Roma, vittima di un commando di estrema destra Roberto Scialabba di soli 24 anni. Quel giorno era il terzo anniversario dell'uccisione di M.Mantakas, giovane della destra universitaria di avanguardia nazionale (fuan). Nello stesso periodo furono fondati i NAR, organizzazione clandestina di estrema destra guidata dai fratelli Cristiano e Valerio Fioravanti, insieme con molti altri esponenti di spicco dell'area neofascista (Francesca Mambro, Dario Pedretti, Luigi Ciavardini, Gilberto Cavallini, Stefano Soderini, Franco Anselmi, Massimo Carminati, Claudio e Stefano Bracci, Guido Zappavigna, Mario Corsi detto "Marione", Stefano Tiraboschi, Lino Lai, Paolo Pizzonia, Patrizio Trochei, Walter Sordi, Marco Mario Massimi, Pasquale Belsito, Fiorenzo Trincanato, Andrea Vian, Pasquale Guaglianone, Pierluigi Bragaglia.). I NAR erano convinti, tramite una "soffiata" di un camerata giunta dal carcere di Regina Coeli, che i colpevoli dell'agguato di via Acca Larentia provenissero da uno stabile occupato a Cinecittà. La sera del 28 Febbraio quindi vi si recarono con la chiara intensione di vendicarsi, non sapendo che lo stesso stabile era stato sgomberato dalla polizia il giorno prima. In conseguenza di ciò scatenarono la loro sete di vendetta in un raid omicida nella zona Don Bosco, uccidendo appunto Roberto Scialabba colpito al torace da un proiettile e successivamente freddato da Valerio Fioravanti a bruciapelo, che dopo essergli montato sopra, gli spara ulteriori due colpi alla nuca. Nella sparatoria rimane ferito anche il fratello di Roberto, Nicola, che tuttavia riesce a fuggire e mettersi in salvo poiché i fascisti si allarmano per l'arrivo di una macchina di passaggio. Per quattro anni il delitto non ebbe colpevoli, la stampa vergognosamente parlò a lungo di regolamento di conti fra spacciatori, fino a quando nel 1982 Cristiano Fioravanti racconto come erano andati i fatti.