giovedì, 27 agosto 2009
Il 27 agosto del 2006, Renato, uscendo da una dance hall reggae sulla spiaggia di Focene, insieme alla sua fidanzata e al suo amico Paolo, furono aggrediti da due giovani scesi dalla loro auto coltelli alla mano. Gli urlarono di tornare a casa, che quello non era il loro "territorio", colpendo mortalmente con un coltello Renato che a 26 anni morì poche ore dopo in ospedale. Nella disperazione di quei giorni i familiari gli amici e i compagni si trovarono a spiegare una scomoda verità: ossia chi esce di casa armato di coltello per colpire chiunque possa essere considerato diverso, altro, straniero, di colore, gay, di sinistra, è un fascista. Renato Biagetti aveva 26 anni ed era stato ad un concerto reggae, in quel di  Focene, piccola frazione di Fiumicino sul litorale romano. Una serata tranquilla, come tante altre fino all'alba quando una volta intrapreso il breve tragitto che dalla spiaggia porta alle loro auto per tornare a Roma nel quartiere di Grotta Perfetta, proprio fuori dal chiosco sulla spiaggia, una macchina grigia metallizzata si accosta a Renato ed ai suoi compagni: «E' finita la festa?», gridano minacciosi gli individui verso Renato ed i suoi compagni: «Sì? E allora che cazzo c'è state a fa ancora qua, tornatevene a Roma, zecche de merda?!», ha continuato uno dei due che era a bordo prima di scendere con la lama tra le dita e sferrare poi tre colpi al cuore e ai polmoni di Renato che morirà poco dopo, mentre ferite più "lievi" ma non letali per i suoi compagni che tentano invano di difendersi dalla scellerata furia omicida dei due assassini fascisti.
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RENOIZE '09

Inizio:28/08/2009 - 18:00
Fine: 28/08/2009 - 18:00
Promotore evento:
Renoize Project

www.renoize.it

Come l'anno scorso saremo dal tardo pomeriggio a Parco Schuster con banchetti informativi, video, parole e un concerto
Il 27 Agosto del 2006 Renato è stato assassinato per mano di due fascisti.
Sono passati tre anni e ogni volta che ci troviamo a ricordare questo episodio ci fa rabbia che i due assassini fossero dei ragazzini imbevuti di una cultura mortifera e assassina.
Una cultura che affonda le sue radici nella paura delle diversità, delle differenze, nell'odio che si esprime con l'aggressione, che si nasconde dietro una lama come dietro un paravento, per non vedere una quotidianità fatta di sfruttamento, precarietà, crisi. Quindi si sfoga, scimmiotta gli atteggiamenti della cultura fascista, quella più becera, più retrogada, fatta di sopraffazione e disciplina al sistema.
Per questo, anche quest'anno ci ritroveremo per ricordare Renato, per raccontare la sua storia, la sua aggressione che si lega a quelle decine che sono avvenute e avvengono a Roma. Lo faremo ancora una volta nel territorio in cui Renato si muoveva, studiava e viveva. Ma ci incontreremo anche per ricordare e far vivere i suoi sogni e lo faremo attraverso quello che lui più amava: la musica.
Come l'anno scorso saremo dal tardo pomeriggio a Parco Schuster con banchetti informativi, video, parole e un concerto a cui parteciperanno:

- apocalisse urbana

- Signor K e check point charlie

- Mandrillos

- Rancore

- Giulia Anania

- Filippo Gatti

Concuderà la serata: Ascanio Celestini.

Parco schuster [Basilica di S.Paolo]

dalle ore 18

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venerdì, 14 agosto 2009
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Estate calda. Cosa di meglio di un bel tormentone clericale, per distrarre gli animi da problemi più seri e infiammare le coscienze? Dopo anni di ingerenze clericali, tra gli ultimi paesi in Europa, l’AIFA finalmente ha dato il "via libera" in Italia alla RU 486 (l’OMS lo ha fatto nel 2003). Che la diga vaticana abbia ceduto ha gettato nello sgomento persino l’onorevole Cuffaro, improvvisamente preoccupato per la salute delle donne: 29 morte nel mondo dal 1986, per quanto riconducibili a un protocollo differente da quello ora adottato, dovrebbero far riflettere! Se si fanno i paragoni con le centinaia di migliaia che ogni anno nel mondo muoiono per aborti clandestini o in mancanza di sicurezza igienica, o con le donne che muoiono di parto o dopo aver partorito perché sottoposte a operazioni di mutilazione genitale…di certo i conti non tornano. A noi ad esempio preoccupano di più le oltre 80 donne uccise, sul territorio italiano e nel solo 2008, da maschi più o meno nostrani, mariti, ex, fidanzati e conviventi, in uno stillicidio su cui leggi fintamente repressive non possono incidere finché si mantiene un modello sessista di società e di vita. In effetti nel merito appare evidente come la polemica innescata sulla RU486 è del tutto strumentale e non riguarda di certo la salute fisica delle donne. Dopo decenni di utilizzo i dati del farmaco sono assolutamente chiari: riduce il rischio di salute per la donna evitando l’intervento chirurgico, riduce la possibilità di portare la decisione e quindi l’intervento alle ultime settimane consentite dalla Legge, quindi favorisce una interruzione di gravidanza che avviene nei primissimi stadi di divisione cellulare dell’ovulo fecondato. Anche chi fa notare l’aspetto commerciale dietro l’immissione in commercio della RU486 tace, evidentemente per eccesso di carità, di fronte allo scandalo del vaccino contro l’influenza suina, appaltato a suon di milioni di euro e, quello sì, non sappiamo quanto inutile e quanto dannoso, visto la fase più importante della sperimentazione clinica avverrà direttamente sulla popolazione dopo la commercializzazione. Tornando alla RU486, il secondo problema sembra la salute psicologica delle donne, e infatti la più seria controindicazione appare già nella Genesi 3.16 (Tu donna partorirai- dunque abortirai- nel dolore). Una pasticca no, è troppo semplice, si dice, quasi si parlasse di un farmaco da banco e non di uno che va utilizzato sotto stretta vigilanza per le sue caratteristiche particolari . Pochi rischi, poco dolore? Tanto giustifica una minaccia di scomunica, tutta italiana, allargata a chi venderà, prescriverà, utilizzerà l’RU 486. Minaccia che probabilmente non fermerà nessuno, visto che persino tanti legislatori, strenui difensori della Chiesa e dei valori cristiani, tecnicamente sono fuori dal consesso cattolico da tempo, amando di solito tanto la famiglia da averne almeno un paio. Poche voci di buonsenso ricordano che in Italia è in vigore una Legge che regola l’interruzione di gravidanza, che la pillola permette di evitare un aborto prima delle fasi di costituzione dell’embrione, rimarcano la ragionevolezza di una decisione semmai tardiva, che va nella direzione di evitare il peggio, e, anche, di risparmiare in termini di interventi chirurgici e quindi anche razionalizzare la spesa sanitaria. Noi abbiamo smesso da tempo di chiederci perché la Chiesa Cattolica non se la prende per la mancata ricerca su farmaci mirati contro le malattie che nel sud del mondo uccidono milioni di persone, perché non interviene con vigore sulla carenza di farmaci per i neonati e i bambini piccoli, che sono sottoposti a cure troppo spesso sperimentate e quindi validate solo su adulti: sappiamo che le interessa salvare più le anime dei corpi. Non ci fa nemmeno strano che politici di varie levature usino le donne e la loro salute come offerte sacrificali nella speranza di aumentare il proprio peso su una bilancia politica sempre più squilibrata. Ci basta, ci serve, che queste polemiche sterili e, perché no, un po’ offensive restino nei talkshow e nel circuito mediatico delle chiacchiere, e non ricadano nella vita reale, non si trasformino nella negazione dei servizi sanitari a chi li richiede, nella penalizzazione degli operatori e operatrici sanitarie che hanno a cuore la salute . Ci basta, ci serve, che gli uomini e le donne di questo paese rispondano e si conservino spazi di libertà.

 F.d.C.A.-Commissione di genere www.fdca.it
martedì, 11 agosto 2009
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"L'odierno sistema di produzione capitalistico ha per presupposto l'esistenza di due classi sociali: da una parte i capitalisti che posseggono i mezzi di produzione e di sussistenza, dall'altra i proletari che sono esclusi da questo possesso, non hanno che un'unica merce da vendere, la loro forza-lavoro, e devono perciò vendere questa loro forza-lavoro per venire in possesso di mezzi di sussistenza. Il valore di una merce viene però determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessaria incorporata nella sua produzione e dunque anche nella sua riproduzione, il valore della forza-lavoro di un uomo normale durante un giorno, un mese, un anno viene dunque determinato dalla quantità di lavoro incorporata nella quantità dei mezzi di sussistenza necessari per il mantenimento di questa forza-lavoro durante un giorno, un mese, un anno. Supponiamo che i mezzi di sussistenza dell'operaio per un giorno abbiano richiesto sei ore di lavoro per la loro produzione ovvero, ciò che è lo stesso, il lavoro contenuto in essi rappresenti una quantità di lavoro di sei ore; in questo caso il valore della forza-lavoro per un giorno si esprimerà in una somma di denaro la quale incorpora in sé pure sei ore di lavoro. Supponiamo inoltre che il capitalista che impiega il nostro operaio gli paghi per il suo lavoro questa somma, l'intero valore dunque della sua forza-lavoro. Se ora l'operaio lavora sei ore del giorno per il capitalista, egli lo ha interamente risarcito delle sue spese: sei ore di lavoro, per sei ore di lavoro. E' vero che in questo modo al capitalista non rimarrebbe nulla e perciò questi considera la cosa in un modo del tutto diverso: Io, dice, ho comperato la forza-lavoro di questo operaio non per sei ore, bensì per un'intera giornata, e per conseguenza egli fa lavorare l'operaio, secondo le circostanze, otto, dieci, dodici, quattordici e più ore, così che il prodotto della settima, dell'ottava e delle successive ore è un prodotto di un lavoro non pagato e passa intanto nelle tasche del capitalista. In questo modo l'operaio riproduce al servizio del capitalista non soltanto il valore della sua forza-lavoro che gli viene pagato, ma egli produce oltre a questo anche un plusvalore, di cui in un primo momento il capitalista si appropria e che in seguito viene ripartito in base a determinate leggi economiche tra l'intera classe capitalista e forma il nucleo fondamentale dal quale scaturiscono la rendita fondiaria, il profitto, l'accumulazione del capitale, in breve tutte le ricchezze consumate o accumulate dalle classi non lavoratrici. Con ciò era stato dimostrato che l'arricchimento dei capitalisti odierni consiste nell'appropriazione del lavoro altrui non pagato, esattamente come avveniva con l'arricchimento dei proprietari di schiavi o dei signori feudali che sfruttavano il lavoro servile, e che tutte queste forme di sfruttamento si distinguono unicamente per la diversa maniera con cui avviene l'appropriazione del lavoro non pagato. Ma con ciò veniva tolta anche l'ultima base a tutte le ipocrite frasi delle classi possidenti, che affermavano esservi nell'attuale ordinamento sociale diritto e giustizia, uguaglianza dei diritti e dei doveri e una generale armonia degli interessi, e veniva smascherata l'attuale società borghese non meno di quelle precedenti, come una istituzione grandiosa per lo sfruttamento dell'enorme maggioranza del popolo ad opera di una piccola minoranza sempre decrescente."

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lunedì, 10 agosto 2009


"Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente. "
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"Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge."
...etc etc etc
giovedì, 06 agosto 2009
 
  MAI PIU' ! 
domenica, 02 agosto 2009
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Una verità comunque esiste.
Quella strage, fu una strage fascista. E non ci riferiamo al probabile attentatore ma alle modalità. Luogo, tempo, e finalità sono fasciste. Rispetto a questo concetto poco cambia se la mano è quella dei Nar, dei servizi segreti, della Cia o altro. Tempo, luoghi e modalità: Sabato 2 agosto milioni di lavoratori e proletari sono in transito su treni e autostrade di tutta Italia per le ferie estive. Ore 10,25 una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario. Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti.  Finalità: La strage ha l'obiettivo di continuare la Strategia della Tensione iniziata nei decenni precedenti e conclusasi il 23 dicembre 1984, antivigilia di Natale, con l'attentato al treno rapido 904 in cui 17 persone persero la vita e oltre 260 rimasero ferite.  Per cui tempi, modalità e finalità è inutile ripeterlo sono certamente fasciste e da questa unica certezza dobbiamo continuare a costruire una memoria della strage. Perché il problema che si apre adesso è quello del ricordo e della memoria.
(...tratto da Indymedia Toscana)



   INTANTO AD OGGI 2009....
giusva fioravanti, fondatore dei Nar, cinque ergastoli tra cui anche per la strage di Bologna è libero (come anche la mambro sua gentil consorte e "collega" ), ma anche riabilitato, cioè con pieni diritti civili, anche quello di essere candidato ed eletto. Infatti vista la vergognosa sfacciataggine di questo paese di merda, non è da escludere che , possa nel prossimo futuro tentare anche la carriera politica. Fioravanti compirà 52 anni il prossimo 28 marzo, ed ha ancora davanti anni importanti della vita.