...Per Far Sì Che NON Si Ripeta MAI PIÙ !


“Il clima di quello scorcio di settembre del 1977 era a Roma molto teso. Le azioni fasciste contro i militanti della sinistra si susseguono a ritmo serrato. Il 27 due studenti sono feriti a colpi di arma da fuoco all’EUR e la sera del 29 Elena Pacinelli, 19 anni, è colpita da tre proiettili in piazza Igea, luogo di ritrovo dei giovani del movimento. Per venerdì 30 viene organizzato un volantinaggio di protesta nel quartiere della Balduina. In viale medaglie d’oro i compagni di Elena, dopo aver subito un’aggressione con sassi e bottiglie partita dalla vicina sede del MSI, vedono un blindato della polizia avanzare lentamente verso di loro, seguito da un gruppo di fascisti che lo utilizza come scudo. Tra costoro c’è anche Andrea Insabato, autore nel 2000 di un attentato contro “Il Manifesto”. Dopo aver fatto fuoco contro i giovani di sinistra i missini arretrano, mentre gli agenti si scagliano su chi tenta di soccorrere Walter Rossi, 20 anni, militante di Lotta Continua colpito alla nuca. Proseguendo la corsa, il proiettile ferirà lievemente un benzinaio. Walter arriverà privo di vita in ospedale. Cortei e manifestazioni percorrono l’Italia nei giorni successivi, mentre sedi e ritrovi dei fascisti vengono devastati e dati alle fiamme. Durante i funerali 100 mila persone salutano Walter con le note dell’Internazionale.

Claudio Miccoli, ventenne napoletano pacifista e ambientalista (militava nel WWF, di cui era Consigliere regionale), morì andando incontro, solo e disarmato, a una squadra di neofascisti armati di bastoni e di coltelli che avevano aggredito un giovane pochi minuti prima in una pizzeria a piazza Sannazzaro a Napoli, la sera del 30 settembre 1978. Egli cercava il dialogo: un semplice gesto di pace che, unito alla "colpa" di portare barba e capelli lunghi, bastò a scatenare la furia dei suoi assassini, che gli sfondarono il cranio a bastonate. Morì dopo sei giorni di agonia, il 6 ottobre del 1978, non senza aver prima espresso il desiderio di donare ad altri i suoi organi (oggi due persone vedono grazie a lui).
Ed In Ricordo anche di...

Gli anarchici , Angelo, Annalise, Franco e Gianni con coraggio e determinazione raccolgono prove e collegamenti che il deragliamento del treno "Freccia del Sud" è opera di neofascisti con l’aiuto della delinquenza organizzata locale. A Settembre uno degli anarchici telefona a Roma, alla federazione nazionale Anarchica, avvertendoli che dalla loro contro inchiesta scaturiscono compromettenti documenti e fatti. Gianni dirà alla madre qualche tempo dopo "abbiamo scoperto delle cose che faranno tremare l’Italia”. Intanto i ragazzi vengono minacciati con telefonate e atti di violenza come l’aggressione a Franco da parte di un gruppo di neofascisti “venuti da Roma” come dirà lui stesso agli amici. Hanno l’occasione di andare a Roma per manifestare contro Nixon, quindi decidono di anticipare di qualche settimana il loro viaggio nella capitale. Partono da Reggio con la MiniMorris di Gianni, si fermano a Vibo Valentia per partecipare ad una riunione e li danno un passaggio ad un compagno di Cosenza, Luigi Lo Celso, ma a Roma purtroppo non arriveranno mai, visto che sull'A2 nei pressi di Ferentino, a circa 60 Km da Roma, la Mini si schianta sul rimorchio di un autotreno, Angelo, Luigi e Franco muoiono sul colpo , Gianni durante il trasporto all’ospedale mentre Annalise morirà 20 giorni dopo in ospedale. La dinamica dell’incidente appare subito non chiara; 
E' sera, poco prima delle dieci. Davanti la sezione ancora aperta del PCI di via Appia Nuova (Roma), al quartiere Alberone, sostano tre ragazzi; stanno leggendo "L'Unità" che come ogni giorno viene affissa nell'apposita bacheca. In particolare stanno dando uno sguardo alla programmazione prevista nei cinema per quella sera. Il popolare e periferico quartiere non offre tante possibilità e spazi di svago per i giovani, così spesso il cinema rappresenta l'unica alternativa per trascorrere una serata con gli amici. I tre ragazzi presenti sono Vincenzo De Blasio, ventotto anni, Luciano Ludovisi, trent'anni e Ivo Zini, il più giovane, di venticinque anni. All'improvviso si avvicina un "Vespone" bianco da cui scendono due ragazzotti a volto coperto. Sono pochi gli istanti per capire quello che sta per accadere; Luciano accortosi che i due hanno un'arma, non ha neanche il tempo per avvisare gli amici che quelli esplodono quattro colpi di pistola. Questi rimane fortunatamente illeso ma Vincenzo e Ivo giacciono a terra. Da subito le condizioni di quest'ultimo, colpito al torace, sembrano gravissime. Accorre presto un ambulanza chiamata dai militanti che accorrono fuori dalla sezione; Ivo non ce la farà a raggiungere neanche l'ospedale S.Giovanni e morirà poco dopo a bordo dell'autoambulanza. Vincenzo, colpito alla gamba e al polso, è operato d'urgenza, se la caverà. Alle 23:00 circa i NAR (nuclei armati rivoluzionari) rivendicheranno con una telefonata al "Messaggero" la paternità dell'attentato.
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perché la Mini non si è incastrata sotto il rimorchio?
perché i fanalini di coda del rimorchio non sono distrutti?
perché i danni maggiori del rimorchio sono sulla fiancata che sul retro?
La polizia stradale in base alle dichiarazione dei due autisti del camion, e alle verifiche sul posto emetteranno il seguente verdetto” tamponamento con urto violento”. Restano comunque molti dubbi e perplessità mai chiarite. E il dossier sul deragliamento? Dove è finito? Fu spedito ai compagni di Roma dove non è mai arrivato?

postato da: skenderback alle ore 23:35 | Permalink | commenti (3)
categoria:anniversari, antifascismo, verità negate, ideali nefasti, vite dimenticate, stato fascista, topi di fogna, noi quelli di sinistra, fogne fasciste, porci fascisti, anti revisionismo, fascio n do te pìo te lascio, davide dax cesare, nicola tommasoli, roma marcia, auro bruni ucciso dai fascisti , alberto brasili ucciso dai fasci, luigi di rosa ucciso dai fascist, jolanda palladino, assasini neri , fascisti e neonazisti , reanato biagetti, antifascismo militante , 28 9 1978 ivo zini , 30 9 77 walter rossi , 22 2 80 valerio verbano, 28 2 78 roberto scialabba, 16 marzo 03 dax cesare, 27 8 06 renato biagetti, 30 9 1978 claudio miccoli
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