lunedì, 23 febbraio 2009

ph_croce-gmg-sanlorenzo-450_grIl 16 di Febbraio 2009, quasi 400 anni dopo il rogo di Giordano Bruno, e’ stata resa esecutiva la sospensione, da parte dell’U.P.S. di Terni, del prof. Franco Coppoli, dopo il parere del CNPI del MIUR, che ha tenuto la sua adunanza l’11 febbraio, nell’80º anniversario dei Patti Lateranensi tra “l’uomo della provvidenza”, il fascista Mussolini, e Pio XIº. Il “provocatore” Franco Coppoli, come amabilmente lo ha definito il suo Dirigente Scolastico, è stato punito per il suo “eretico” comportamento di togliere all'inizio delle lezioni il Crocifisso dalla parete dell'aula per rendere la classe un ambiente neutrale da simboli religiosi, laico ed inclusivo. Così avrebbe “posto in essere un comportamento in contrasto con la volonta’ degli studenti”, ma il compito di un docente non e’ sicuramente quello di avallare decisioni che calpestano i diritti e le minoranze e si configurano come discriminatori, bensi’ quello di porre in atto pratiche educative che servano ad intraprendere percorsi di attivazione di coscienza critica con i propri alunni. Ci chiediamo se, la maggioranza di un’assemblea di classe decidesse di affiggere una svastica, o un altro simbolo, come dovrebbe comportarsi un docente (sicuramente se la lasciasse in questo periodo, riceverebbe una bella promozione ndskb). La questione apre scenari pericolosi: richiamarsi alla volontà (della maggioranza) di un assemblea studentesca, senza assumersi le responsabilità del proprio ruolo -come ha fatto il Dirigente Scolastico- apre scenari pericolosi di conteggi e stigmate identitarie nelle nostre classi, che dovrebbero costruire una societa’ multiculturale e inclusiva delle differenze e non creare potenziali situazioni di scontro o di imposizione di simboli identitari in posizioni dominanti. La dittatura della maggioranza e’ dietro l’angolo, ricordiamo che democrazia è tutela delle minoranze, soprattutto nell’ambito delle libertà, altrimenti si rischia lo stato etico o clericale di fascista memoria. Ci pare grave per gli studenti la sospensione dalla docenza del prof. Coppoli, tra i quali ci sono alunni di una Vª classe, che dovranno affrontare gli esami di Stato. Piu’ che la scelta laica del docente è stato l’atteggiamento del Dirigente e le sue conseguenze disciplinari che influiscono negativamente sul profilo formativo dei ragazzi. Invitiamo a tener conto della “volontà” degli studenti non quando fa comodo, per strumentalizzarla, ma quando si esprime per gestire in piena autonomia formativi percorsi autorganizzati, di cogestione, autogestione o occupazione, magari per protestare contro le pericolose riforme poste in atto dai governi degli ultimi 15 anni, che stanno avendo la “soluzione finale” nella devastazione della scuola pubblica prospettata dalla “riforma” Gelmini. E’ sicuramente piu’ economico fare una “neocrociata” confessionale che non impegnare fondi e personale nel sapere pubblico, critico e per tutti. Ricordiamo che nei prossimi anni saranno oltre 180.000 i docenti e gli ATA precari espulsi dalla scuola dal governo Berlusconi, lavoratori che da anni garantiscono il funzionamento delle nostre scuole. Inoltre visto che nel nostro paese non dovrebbe esistere una religione di Stato, ne’ sussistono norme rispetto all’affissione del crocefisso nelle scuole superiori -mentre sono stati abrogati i fascisti Regi Decreti, di stampo albertino, che riguardavano scuole elementari e medie- ci sembra pericolosamente populista appellarsi non alle norme ma alle maggioranze: chiediamo quali norme avrebbe violato il prof. Franco Coppoli nel rendere laica e non confessionale la sua classe togliendo il crocefisso. Annunciamo il ricorso al Giudice del lavoro contro la sua sospensione e la presentazione di un ricorso per discriminazione nei posti di lavoro, insieme all’U.A.A.R., al Tribunale di Terni, certi dell’affermazione del diritto ad una scuola laica e non confessionale, come riconosciuto nelle settimane scorse dal tribunale spagnolo di Valladolid che ha imposto la rimozione dei crocefissi dalle aule scolastiche in quanto influenzano gli alunni in formazione e configurano il pericolo di mettere in stretto rapporto lo Stato con la chiesa cattolica. Anche la sentenza, del 16 febbraio…, che ha riconosciuto la validità della scelta del magistrato di Camerino Luigi Tosti di poter avere aule del tribunale senza crocefissi ci fa ben sperare nell’affermazione di questo principio di civiltà laica riconosciuto ed affermato in tutta Europa. Infine sembra che il Dirigente Scolastico si presentera’ alle prossime primarie del Partito Democratico (o Partito Democristiano ndskb) e che siano state raccolte nei locali scolastici firme in supporto a tale candidatura. Se cio’ fosse vero, ci parrebbe, questa si, una grave violazione dei locali, delle relazioni e delle funzioni scolastiche, se non a livello legale, sicuramente etico ed educativo.

Comunicato Stampa dei: COBAS, COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA - TERNI

domenica, 15 febbraio 2009


Le nefaste reazioni e le vergognose strumentalizzazioni del mondo politico di destra e non solo, che si stanno susseguendo in queste ore, in seguito alle sempre più frequenti notizie di stupri avvenuti, purtroppo, in questi ultimi tempi, altro non sono che delle vili speculazioni sul dolore di vittime indifese, con il solo chiaro obiettivo di scatenare nei cittadini italiani, già razzisti di loro, ulteriori offensive violentissime di stampo xenofobo e razzista ai danni del migrante in generale e del popolo rom nell'ultimo specifico caso di Roma avvenuto alla Caffarella. Secondo le ricostruzioni, ancora confuse, fatte dalla ragazzina e dal suo fidanzatino, gli aggressori sarebbero stati due, avrebbero avuto un forte accento dell'Est europeo e sarebbero stati armati di pistole e ben vestiti. Quest'ultimo particolare, più di tutti metterebbe in forte dubbio il fatto che fossero di etnia Rom, in quanto i Rom della zona in cui è avvenuto l'aberrante episodio, vivono in condizioni di igiene e povertà tragiche, senza acqua corrente, vestiti di stracci e soprattutto impossibilitati a entrare in possesso armi da fuoco, visto che la questua non consente loro di procurarsi ormai nemmeno un pezzo di pane per sfamarsi. Ricordiamo inoltre che finora mai nessun Rom è stato incriminato per un reato di stupro, visto che Romulus Mailat, condannato peraltro in base alla testimonianza di una donna sofferente di gravi turbe psichiche, era infatti un romeno-tedesco di etnia bunjas e i due presunti stupratori di Guidonia sono Romeni, non Rom. E' comunque incivile e in contrasto con le più elementari norme di diritti umani, attribuire il crimine di singoli a un intero popolo. Un grido che deve urgentemente arrivare come una sorta di allerta  all'eurodeputata ungherese di origine rom Viktoria Mohacsì e i membri della Commissione europea affinché vigilino sin da subito sull'operato delle Istituzioni dei media e delle autorità italiote, che in queste ore fanno a gara nel diffondere ignobili dichiarazioni razziste e xenofobe irresponsabili. Si rende quindi quanto mai necessario che l'Unione europea si renda conto di come il governo italiano e i politici più intolleranti, stiano strumentalizzando l'intera vicenda per creare un pretesto di pulizia etnica, con sgomberi simili a pogrom e la messa in strada di decine di innocenti, tra cui molti bambini e malati gravi, senza alcuna risorsa per poi poter sopravvivere. Di contro nessuno invece ha segnalato un altro tragico evento, contemporaneo agli stupri, ma vergognosamente trascurato dai media, quando la sera del 14 febbraio le autorità romane hanno rinvenuto all'interno di una baracca distrutta dalle fiamme il cadavere carbonizzato di un senza tetto, probabilmente Rom. La macabra scoperta è stata fatta dai vigili del fuoco in via Filippo Tommaso Marinetti, fra Acqua Acetosa Ostiense e Laurentino. Questa tragedia, però, non ha ottenuto spazio sulle prime pagine dei quotidiani né all'interno dei telegiornali, così come sono costantemente ignorate le innumerevoli violenze, anche sessuali, perpetrate da intolleranti sulle ragazze e le donne migranti in generale, o tutti gli stupri e violenze di ogni genere che ogni giorno vengono perpetrate da italiani ai danni delle loro mogli o compagne all'interno delle stesse case, senza che nessuno però dia loro spazio o apertura dei tg o sui giornali.

Contro gli articoli 42 (ex 36) e 50 (ex 44) del decreto 733
con l'approvazione degli articoli 42 e 50 la stragrande maggioranza dei Sinti italiani, ma anche tantissimi altri cittadini italiani perderanno l'iscrizione anagrafica dal loro luogo di residenza e saranno schedati in un registro apposito dal Ministero dell'Interno: il registro dei senza fissa dimora.
domenica, 14 settembre 2008
Abdul William Guibre, un ragazzo di 19 anni, originario del Burkina Faso e di cittadinanza italiana, è stato assassinato a bastonate da due autotrasportatori al grido "vi ammazziamo negri bastardi". Ora, dopo aver fermato i due aggressori, la polizia si affretta a spiegarci che non è così, che è la degenerazione di una lite nata per "futili motivi", che i "ragazzi avevano rubato dei dolci" (questa evidentemente la versione degli aggressori). Ma avessero preso o meno dei dolci (...!!) è evidente che se due ti aggrediscono a bastonate urlando "vi ammazziamo negri di merda", il razzismo è la matrice fondamentale in cui questa "degenerazione" si è sentita legittimata fino all'epilogo omicida! Ed è vergognoso che ancora una volta la politica che nel nostro paese trae dividendi dal razzismo e dalla xenofobia (perchè è evidente che per simili aggressori un "negro" è sempre uno "straniero" anche se Abdul aveva la cittadinanza italiana, ed anche se non l'avesse avuta sarebbe stato lo stesso) cerchi subito di smarcarsi dal clima che alimenta! Ancora pù insopportabile che la polizia, come la Schutzstaffel ai tempi del nazismo, ogni giorno esegue misure sempre più discriminatorie e arroganti verso gli stranieri, si affretti a spiegarci come dobbiamo interpretare questo delitto, per paura forse che finalmente qualcuno si incazzi...cosa che oramai in italia è alquanto improbabile, a meno che non si tocchino i patrimoni personali. Il ragazzo, 19 anni, di nazionalità italiana si trovava con due amici. Colpito alla testa dai due che urlavano vergognosi epiteti razzisti, è morto qualche ora dopo in ospedale
martedì, 19 agosto 2008
http://www.mda.mil/mdalink/images/CannotCatchRussian.jpg

La storia dello "Scudo Stellare" :
 http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare

L’installazione di un sistema missilistico di difesa nell’Europa dell’Est è una virtuale dichiarazione di guerra. Immaginiamoci la reazione degli Usa se la Russia, o la Cina, o l’Iran o qualsiasi altra potenza straniera osasse persino pensare di piazzare un sistema missilistico di difesa sul suolo o ai confini dell’America, per non parlare della sua attuazione. In tale inimmaginabile circostanza, una reazione violenta degli Usa non sarebbe soltanto quasi certa, ma comprensibile, per motivi chiari e semplici. Tutti sanno che la cosiddetta difesa missilistica ( leggi scudo stellare ) è prima di tutto un’arma di offesa. Stimati (da loro quindi) analisti militari americani la descrivono come “non un semplice scudo, ma un potenziale trampolino di lancio per azioni di guerra americane”. “Agevolerà di molto l’impiego di forze militari americane all’estero”. “Salvaguardando da possibili rappresaglie il suolo americano, lo scudo stellare garantisce agli Stati Uniti sia la capacità che la volontà di ‘plasmare’ il territorio altrui”. “La difesa missilistica non è veramente intesa alla protezione dell’America, ma uno strumento di dominio globale”. “Lo scudo stellare serve a consolidare il potere dell’America all’estero. Non è per difesa, ma per l’attacco, ed è questo il vero motivo per cui ne abbiamo bisogno”. Tutte le frasi citate sopra sono state pronunciate da autorevoli e rispettate fonti liberali, che sono a favore dell’impiego del sistema missilistico di difesa e alla sua installazione nei più remoti angoli del dominio statunitense globale. La logica è chiara e semplice, un sistema funzionante di difesa missilistica informa i potenziali bersagli che “noi vi attaccheremo quando ci pare e piace, e voi non potrete vendicarvi contro di noi, per cui non potete impedirci di farlo”. Il sistema è “venduto” agli europei come “difesa contro i missili iraniani”, ma anche se l’Iran possedesse armi nucleari e missili ad ampio raggio, le probabilità che ne faccia uso per attaccare l’Europa sono tanto remote quanto lo è la probabilità che l’Europa sia colpita da un asteroide, per cui se la difesa ne è la ragione, la Repubblica Ceca dovrebbe installare un sistema di difesa contro gli asteroidi. Se l’Iran dovesse anche solo accennare di avere quel tipo di intenzioni, verrebbe vaporizzato. Il sistema è certamente inteso per l’Iran, ma per attaccarlo. Fa parte delle crescenti minacce Usa contro questo Paese, minacce già di per sé illegali e contrarie alla Carta delle Nazioni Unite, anche se non applicabili a stati “fuorilegge”. Quando Gorbachev acconsentì alla Germania unita di aderire ad un’alleanza militare ostile, accettò una grave minaccia alla sicurezza della Russia, ma lo fece per le ragioni che tutti conosciamo. In cambio il governo USA promise solennemente di non allargare la NATO verso l’Est. La promessa fu violata alcuni anni dopo, destando poche critiche all’Ovest, ma aumentando di molto la minaccia di uno scontro militare. La cosiddetta “difesa missilistica” ha accresciuto le probabilità di una nuova guerra. La “difesa” che offre è sintomo premonitore di aggressione nel Medio Oriente, che avrebbe conseguenze incalcolabili, data la minaccia di una guerra nucleare totale. Più di mezzo secolo fa Bertrand Russell e Albert Einstein fecero uno straordinario appello ai popoli del mondo, avvertendoli di trovarsi di fronte ad una scelta “tetra ed ineluttabile, ossia quella di  mettere fine alla razza umana o rinunciare alle guerre”. Accettando il cosiddetto “sistema missilistico di difesa” la scelta è stata fatta a favore della fine della razza umana, forse addirittura in un futuro non molto distante. Complimenti !


http://img166.imageshack.us/img166/933/vaffanculoguerraatomicajk1.jpg

Fuck you yankee came back home
domenica, 17 agosto 2008
http://www.warsawtour.pl/files/foto_big12643950091091519623182_tapeta.jpg

Bisognava guardarla bene per capire che non era una velina d'archivio della propaganda della Guerra Fredda, ma una notizia di cronaca. Dopo la previsione del ritorno dei missili Patriot nel cuore dell'Europa, con la punta rivolta verso Mosca, sull'altro versante il vice capo di stato maggiore russo, il generale Anatoly Nogovotsyn, ha agitato lo spettro del fungo nucleare. In un incontro con la stampa, infatti, ha gelato la platea sostenendo che la dottrina militare di Mosca consente un attacco nucleare contro la Polonia, quando gli Stati Uniti vi avranno dislocato componenti del loro sistema anti missile. Il teorema illustrato dal generale è adamantino e mette i brividi, ma gli Stati Uniti sono impegnati in un sistema di difesa anti missile "per il loro Paese e non per la Polonia", ha detto, e per questo la Polonia, ospitando elementi del sistema, apre la possibilità di un attacco militare contro il suo territorio. "Questo al cento per cento", ha dichiarato Nogovotsyn citato dall'Agenzia di stampa Interfax. Se non fosse bastata la parola, il generale ha presentato le carte, in cui dice "E' scritto con chiarezza - ha minacciato - useremo la forza quando i Paesi sono in possesso di armi nucleari, contro gli alleati di Paesi dotati di armi nucleari se in qualche modo gliene danno l'occasione". Il tutto come se non fosse passato neanche un minuto dal crollo del Muro. Nogovotsyn aggiunge inoltre che "la Polonia diventa un soggetto che e' possibile colpire. Le componenti americane diventano il primo obiettivo da colpire". Chi ha inventato la macchina del tempo è pregato di riportarla in fretta al 2008.
domenica, 10 agosto 2008
La Lega Nord aderisce al “Congresso contro l’islamizzazione” indetto a Colonia, dal 19 al 21 settembre prossimo, dal movimento "Pro Köln". Ne dà notizia il sito informativo francese Rue 89.



Al congresso sarà presente un po’ tutta la galassia dell’estrema destra europea. Tra gli altri interverranno il fiammingo Vlaams Belang, nato sulle ceneri del Vlaams Blok, partito sciolto dall’Alta Corte belga per incitamento alla discriminazione e all’odio razziale, e l’Npd, organizzazione "orgogliosamente" neonazista (io direi Vergognosamente) che in certe regioni del nord della Germania supera il 30 per cento dei consensi (e direi anche che chi non ha memoria è destinato a rivere il passato). L’Npd, per intenderci, è quel partito i cui deputati, un paio di anni fa, uscirono dall’aula mentre l’Assemblea osservava un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Auschwitz, e che, in occasione del 60° anniversario della fine delle seconda guerra mondiale, pretendeva di poter andare a sventolare bandiere uncinate nei pressi della Porta di Brandeburgo, a pochi metri dal Memoriale della Shoah. Annunciata, anche, la presenza del "Lavoro, Famiglia e Patria" di Henry Nitzsche, già membro della CDU ma indotto ad abbandonare il partito a seguito di sempre più esplicite manifestazioni di simpatia per l’estrema destra neonazista, e della rivista, anch’essa tedesca, Nation-Europa, fondata da ex appartenenti alle SS e le cui pagine portano la ignobile e vergognosa firma di Alain de Benoist, "ideologo" della Nuova Destra francese nonché uno dei “Buoni Maestri” dei nostrani Giovani Padani, come si può purtroppo leggere sul loro inqualificabile sito. Ovviamente aderiscono pure l’Fpö austriaco ed il francese Front National di Le Pen, adesione, quest’ultima, che desta qualche preoccupazione oltralpe. Infatti la Lega Nord, non solo propone gli stessi vergognosi argomenti di Le Pen, ma a differenza di Le Pen, trova sponda elettorale presso gli altri partiti di destra e del centro destra, e che pure, sempre a differenza di Le Pen, insieme a tutti gli altri partiti se ne sta tranquilla e minacciosa al governo di questa italia sempre più razzista e xenofoba, con le politche di questi mesi che ne sono la conferma, se c'è ne fosse ancora bisogno. Comunque vadano pure, gli impenitenti leghisti, a levare la spada dell’Alberto da Giussano in mezzo a rune e croci celtiche. E "the Dog" Maroni insieme con i suoi colleghi repubblichini però poi la smettano di affermare, con un’irritante faccia tosta, se non peggio, che i suoi-loro provvedimenti in materia di immigrazione sono vittime di pretestuosi “fraintendimenti”. Vergognatevi, fate schifo, voi e tutti coloro che vi hanno votato.

"Nell'odio, non vi è nulla di razionale, ma se comprenderlo è
impossibile, conoscerlo è necessario, poiché ciò che è successo
può ricominciare."
(Primo Lévi)
mercoledì, 30 luglio 2008
Diaframma

Anima sensibile ascoltami
insieme a tutto quello che fai
c'è tutto quello che credi
e tutto quello che vedi
Anima sensibile credimi
il messaggio passa anche se tu
non dici niente di serio
o mi dimostri il contrario
Anima sensibile ascoltami
i tuoi occhi son la strada che porta
dietro ai tuoi pensieri
almeno a quelli più veri
Essi sono nel tempo
e col tempo si misurano
cose che durano più di un anno
e poi in un giorno ti catturano
Ma io
vivevo nella pioggia io
nel vento dei pensieri io
disastrato quanto basta per
non fare programmi proprio mai
e non voltarmi indietro proprio mai
io da giovane ero un tipo che
non vedeva niente avanti a sé
e il futuro non sapeva che cos'è
vivevo nella pioggia io
nel vento dei pensieri io
e il futuro era una storia a sé
era solo un tentativo
Anima sensibile ascoltami
pensavo a certi amici ai tuoi
tu li credevi i più forti
ma sembravate dei morti
ai miei occhi
però siete riusciti a sorprendermi
la vita che scorreva ordinata aveva un grande vantaggio
non vi serviva il coraggio
Anima sensibile credimi
le stanze che avevate eran belle, calde e illuminate
e non ve le ho mai invidiate
A niente servoni i rimpianti ormai
e troppo strano io sembravo a voi
ero già scomodo e orgoglioso io
e poi io zitto non ci stavo mai !

giovedì, 17 luglio 2008
"Sono ateo, e non credo che la mia esistenza mi sia stata donata, prestata o venduta: se scoprissi che è così, sarei nei guai perché avrei ricevuto qualcosa che per me ha avuto valore - oggi ne ha molto di meno - da uno sconosciuto, e mia madre mi ha ripetuto ad libìtum, quando ero bambino, di non accettare regali dagli sconosciuti. Sono ateo e sono convinto che il giorno della mia morte lascerò il mio corpo per sempre, e non per andare da qualche parte, la mia storia finisce lì. Ma se in quel corpo resterà un frammento di vita biologica, il mio desiderio è che venga lasciata spegnere naturalmente e, se possibile, nel più breve tempo possibile. E' in gioco la mia dignità, e per favore non mi spiegate cosa significa questa parola, ognuno ha il diritto di darle il significato che crede. Per me si tratta di una sorta di cenestesi dello spirito, e se mi invitate a cena vi spiegherò cosa voglio dire"

http://www.cantorblog.net/wp-content/uploads/eutanasia.jpg

E sì che la comunità scientifica internazionale non affronta il problema da un punto di vista ideologico - come invece fa D'Agostino - ma si limita a ricordarci che in realtà non si tratta di acqua e cibo, ma di composti chimici, di soluzioni e di preparati che implicano procedure tecnologiche e saperi scientifici. Usare il linguaggio evocativo che i cattolici stanno utilizzando sull'argomento equivale a un infantile ricatto psicologico che consiste unicamente nel mettere in campo emozioni coinvolgenti: "se sei cattivo la mamma morirà di dolore", se ti tocchi Gesù piangerà. Siamo seri: alimentare e idratare un corpo in stato vegetativo persistente non ha il minimo significato "simbolico e sociale di sollecitudine per l'altro", l'altro non abita più lì, quel corpo è vuoto. E comunque se valessero questi principi dovrebbero essere tenuti nello stesso conto altri trattamenti (ad esempio la respirazione artificiale), poiché se si accetta questa interpretazione dell'etica della cura non si può accettare come discriminante la natura più o meno tecnologica dei trattamenti. E trovo aberrante e anche un po' ridicolo abbellire con parole poetiche atti medici niente affatto gradevoli, farli passare come inviti a cena sollecitati dal desiderio di compassione e di solidarietà: dimenticando di dire che poi il commensale viene nutrito con un clistere quotidiano, che gli si fa un bel buco nello stomaco per facilitare l'esecuzione dei nostri affettuosi atti simbolici. Né si può sorvolare sul fatto che l'idratazione e l'alimentazione artificiali non si trasformano mai in una forma di accanimento terapeutico, anche se in molti casi possono diventare forme di puro e semplice accanimento: questi corpi hanno una ridotta capacità di assimilazione, ma non è mai possibile indicare in astratto la soglia al di sotto della quale questa capacità diventa insufficiente e i nutrienti artificialmente somministrati non sono più in grado di modificare favorevolmente i parametri bio-umorali. In realtà l'unico tema evocato dai cattolici che non abbia più o meno a che fare con la sacralità della vita è quello statistico, un po' miserabile ma per alcuni impressionante, relativo alle probabilità di risveglio. Proviamo a fare un inchiesta tra gli esperti e vediamo quanti di loro ritengano che per Eluana esista ancora un possibilità, una - diciamo - su un miliardo. O forse vogliamo chiamare in causa i miracoli? Non scherziamo. Per quanto mi sembra di capire, poi, neppure D'Agostino, campione cattolico di razionalismo, riesce a nascondere la vera ragione di questa incivile battaglia, la sacralità della vita, il principio della vita donata (prestata?) da Dio. Trovo veramente peculiare l'innocenza con la quale a partire da un postulato non dimostrabile - l'esistenza di Dio - le religioni ci ammanniscono una serie di conclusioni che vengono fatte passare come verità assolute e non discutibili e che tutti dovremmo accettare supinamente, indifferenti a quanto esse possano essere pregiudizievoli per la nostra libertà, i nostri principi, le nostre idee, la nostra dignità. Vorrei essere molto esplicito, penso di essere giustificato da questa serie infinita di insopportabili provocazioni. Sono ateo, e non credo che la mia esistenza mi sia stata donata, prestata o venduta: se scoprissi che è così, sarei nei guai perché avrei ricevuto qualcosa che per me ha avuto valore - oggi ne ha molto di meno - da uno sconosciuto, e mia madre mi ha ripetuto ad libìtum, quando ero bambino, di non accettare regali dagli sconosciuti. Sono ateo e sono convinto che il giorno della mia morte lascerò il mio corpo per sempre, e non per andare da qualche parte, la mia storia finisce lì. Ma se in quel corpo resterà un frammento di vita biologica, il mio desiderio è che venga lasciata spegnere naturalmente e, se possibile, nel più breve tempo possibile. E' in gioco la mia dignità, e per favore non mi spiegate cosa significa questa parola, ognuno ha il diritto di darle il significato che crede. Per me si tratta di una sorta di cenestesi dello spirito, e se mi invitate a cena vi spiegherò cosa voglio dire. In ogni caso la mia dignità esige che il mio corpo, pur vuotato di ogni contenuto importante, sia trattato con il rispetto che si deve a tutte le cose che hanno un valore simbolico: non posso immaginare che mia moglie debba assistere a queste forme di oscena violenza e che quando si ricordi di me veda sovrapposte al ricordo del compagno della sua vita le immagine tristi e sgradevoli di un corpo in sfacelo che è solo in grado di vegetare e che, se qualcuno non intervenisse, si decomporrebbe tristemente tra le sue feci e le sue urine. E' vero che, in base a qualche assurda credenza metafisica, potete impormi questa sgradevole fine; è anche vero che, se lo fate, io vi maledirò. Chissà. Potrebbe anche essere una minaccia reale, che ne sapete?
Carlo Flamigni Liberazione del 15/7/08

martedì, 15 luglio 2008

Il razzismo fascista non "fu all'acqua di rose". le leggi razziali del fascismo furono una vergogna e una infamia imperdonabile. Quelle leggi, infatti, portarono alla morte migliaia di ebrei e provocarono sofferenze indicibili, paura, terrore, angoscia e miseria. Le leggi razziali furono emanate nel 1938: esattamente il 14 luglio con la pubblicazione del famoso "Manifesto del razzismo italiano" poi trasformato in decreto, il 15 novembre dello stesso anno, con tanto di firma di Vittorio Emanuele III di Savoia, Re d'Italia e imperatore d'Etiopia "per grazia di Dio e per volontà della nazione". Il 25 luglio, il ministro della cultura popolare Dino Alfieri e il segretario del partito fascista Achille Starace si erano premurati di ricevere "un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane che avevano, sotto l'egida del ministero della cultura popolare, redatto il manifesto che gettava le basi del razzismo fascista". Con il manifesto e con le leggi successive, agli ebrei venne proibito, tra l'altro, di prestare servizio militare, esercitare l'ufficio di tutore, essere proprietari di aziende, essere proprietari di terreni e di fabbricati, avere domestici "ariani". Gli ebrei venivano anche licenziati dalle amministrazioni militari e civili, dagli enti provinciali e comunali, dagli enti parastatali, dalle banche, dalle assicurazioni e dall'insegnamento nelle scuole di qualunque ordine e grado. Infine, i ragazzi ebrei non potevano più essere accolti nelle scuole statali. Insomma una vera e propria tragedia per migliaia di persone, magari con alle spalle anni ed anni di onoratissimo lavoro o carriera. Le colpe del regime di Mussolini furono gravissime, ma la tendenza generale è, ancora oggi, quella di addossare tutto alla "follia" nazista.


http://accel10.mettre-put-idata.over-blog.com/1/15/66/74/fascismo/manifesto-razzismo-italiano.jpg

Cominciò proprio con un censimento etnico, nel mezzo dell’estate di settant’anni fa, la vergognosa storia delle leggi razziali italiane, mai morte nelle menti fasciste e xenofobe di tanti troppi italioti di ieri e purtroppo di oggi. Alle prefetture fu diramata una circolare, disponendo una "esatta rilevazione degli ebrei residenti nelle provincie del regno", da compiersi "con celerità, precisione e massimo riserbo". La schedatura fu completata in una decina di giorni. Furono 47.825 gli ebrei censiti sul territorio del regno, di cui 8.713 stranieri e nei confronti dei quali fu immediatamente decretata l’espulsione, tale e quale come ad oggi. Il censimento quindi fu destinato più a sottomettere che a conoscere, più a dimostrare che a valutare. Naturalmente, di fronte alle proteste dei malcapitati cittadini fatti oggetto di quelle schedature etniche fu risposto che essa non aveva carattere persecutorio, anzi, sarebbe servita a proteggerli, proprio come ad oggi vengono giudicate le impronte che si vorrebbero far prendere ai bambini rom, con le stesse quindi, identiche dinamiche e condizioni storiche, politiche e sociali. Si tratta, come ci insegna la storia, del  solito artifizio ipocrita e retorico adoperato più volte nella storia appunto da parte dei fautori di misure altamente discriminatorie, "Lo facciamo per il loro bene", vanno da sempre dicendo questi loschi personaggi. Ma poi, a sostenere la raccolta delle impronte sono gli stessi che inneggiano allo sgombero delle baracche, anche là dove si lasciano in mezzo alla strada donne incinte e bambini, tanto che importa, il popolo è con noi ! Noi siamo il potere, ed il popolo fa quello che diciamo noi, sennò son botte per tutti, e mai più azzeccata è l'analogia fra l’Italia del '38 e l’Italia 2008. Eppure dovrebbero suonare familiari alle nostre orecchie contemporanee certi argomenti escogitati allora come oggi dalla propaganda fascista e razzista, circa le "tendenze" del popolo ebraico, allora, come ad oggi del popolo Rom. C'è da dire che come allora, guarda caso, discriminato per primo veniva sempre il nomadismo, che ci impone di ricordare per l’ennesima volta che negli ultimi vent’anni non è stato mai dimostrato il sequestro di un bambino ad opera degli zingari. Un’opinione pubblica comunque sempre più aizzata a temere i Rom più della camorra (con cui invece lo stato da tempo immemore gestisce  i suoi loschi affari se non peggio), un opinione pubblica totalmente lobotomizzata e desensibilizzata di fronte al sopruso e all’ingiustizia perpetrata quotidianamente su una minoranza. Tale è purtroppo la reale situazione in cui si è costretti a vivere, grazie appunto ad una vergognosa informazione totalmente asservita al potere, con l’abitudine a considerare oramai gli zingari come popolo criminale. Il censimento etnico del 1938, destinato proprio come ad oggi, più a sottomettere che a conoscere, più a dimostrare che a valutare, non è molto per nulla dissimile dal censimento dei non meglio precisati "campi nomadi" del 2008. In conversazioni private lo confidano gli stessi funzionari prefettizi incaricati di eseguirlo e quasi dappertutto le schedature, a loro dire non necessarie, erano già state effettuate da tempo. L’iniziativa in corso non riveste dunque un carattere dimostrativo, ma esecutivo. E i responsabili delle forze dell’ordine procedono sempre più in fretta, non aspettando altro, che di dare libero sfogo alle loro da sempre poco nascoste "doti" violente e repressive, accontentando così le folli richieste dei loro ancor pù folli padrini politici. Prendere le impronte digitali anche ai minori non punibili, evacuazione totale dei campi abusivi e di quelli autorizzati ma a loro dire fuori norma, espulsione immediata dei nomadi extracomunitari e dopo un soggiorno di tre mesi, anche dei nomadi comunitari, si tratta del mantenimento, anzi peggio, di tutte le nefande promesse elettorali che in tutto e per tutto, stanno per essere rispettate appieno, anche se la loro applicazione implicasse uno sforzo organizzativo e politico difficilmente sostenibile. Poco importa a queste bestie fasciste e xenofobe dove mandare queste persone, poco importa il fatto che tanta di questa povera gente, e non tutti Rom, non tutti stranieri, vivano fra i topi e l’immondizia, grazie alle loro nefaste politiche, l'importante e lo sanno benissimo,  è "l'eliminazione del problema" proprio come allora sfociato poi nella deportazione e nello sterminio. Nessun leader politico italiano direbbe apertamente di essere favorevole alla "soluzione finale", ma dentro di loro lo pensano eccome, e la deroga governativa al principio universalistico dei diritti di cittadinanza, sostenuta da molti, troppi, giornali compresi, non fanno altro che confermare un linguaggio, ormai divenuto comune e legittimato, degno appunto de "La Difesa della razza", che apre ancora una volta un enorme varco all’inciviltà futura, ed al razzismo xenofobo di massa. Negli anni scorsi fu purtroppo facile preconizzare la deriva razzista in atto, ma possiamo anche ricordare a tutti, ad esempio, che quando i figli degli italiani poveri venivano venduti per fare i mendicanti nelle strade di Londra, qualcuno si dedicò alla loro istruzione, e non a raccogliere le loro impronte digitali. L’ipocrisia di schedarli "per il loro bene" serve solo a confermare una prassi sistematica, e non eccezionale. Dopo le impronte, quale sarà la prossima tappa simbolica, e siccome a loro dire i Rom non sono come noi, l’unico modo di salvare i loro figli è portarglieli via, purtroppo è così che si "ragiona" nel paese che liquida l’"integrazione" come utopia buonista. In ultimo a proposito del sempre più diffuso impiego dispregiativo della parola "buonismo", vale la pena rievocare un’altra reminescenza dell’estate 1938, in cui chi ebbe il coraggio di criticare le leggi razziali fu allora tacciato di "pietismo". Ed allora evviva il "pietismo" ed abbasso il fascismo ed il razzismo atavico e moderno.
http://www.agneseginocchio.it/FotoNotizieGiorn/Giornata%20memoria.jpg

ANTIFASCISTI ED ANTIRAZZISTI SEMPRE...
...VIVA IL POPOLO ROM E TUTTE LE MINORANZE !


lunedì, 07 luglio 2008
"Devi lavorare oppure devi tornare a casa tua". Il giovane Rom gli ha giustamente risposto che nessuno, finora, gli aveva offerto un'opportunità professionale e che chiedeva la carità per avere qualcosa da mangiare, "Altrimenti non potrei vivere" gli ha detto, "Sai cosa dovresti fare?" gli ha risposto il sedicente "italiano", gli ha detto che "Dovresti ammazzarti", a quel punto il ragazzo, giustamente, gli ha chiesto di essere lasciato in pace, allora l'aggressore l'ha minacciato, dicendogli  "Aspettami qui. Torno fra dieci minuti e ti sparo". Per fortuna Nico G. si è allontanato, evitando che le minacce potessero avere un seguito tragico.


Il 4/7/08 si sono verificati altri due gravi episodi di intolleranza razziale a Pesaro e Fano, nelle Marche. A Pesaro Victor C., un ragazzo 17enne romeno di etnia Rom, è stato insultato, schiaffeggiato con violenza e costretto ad abbandonare la città sotto minaccia di un pestaggio ben più grave da due italiani di età compresa fra i 35 e i 40 anni. Contemporaneamente, a Fano, all'uscita del centro commerciale Auchan, Nico G., Rom romeno di 20 anni, promessa della canzone tradizionale Rom del genere "Manele", già impegnato in concerti contro il razzismo, è stato oggetto di offese razziste e minacciato di morte da un "italiano". Sono due episodi inquietanti, avvenuti simultaneamente in città confinanti, in coincidenza con l'uscita di articoli di propaganda razzista su quotidiani locali. E' bastato che una donna Rom si sottoponesse a una visita medica presso l'Ospedale San Salvatore di Pesaro, servendosi successivamente dei bagni dell'Istituto, perché alcuni giornalisti di regime lanciassero un immotivato allarme, scrivendo addirittura di un'invasione del nosocomio da parte degli zingari. I due episodi di incivile razzismo rendono la già preoccupante situazione italiana, sempre più preoccupate. Il pubblico lobotomizzato legge sui giornali di regime e ascolta dal piccolo schermo notizie prive di fondamento riguardanti i Rom, presentati come una tentacolare associazione per delinquere e non come un popolo emarginato, perseguitato, ridotto all'indigenza più tragica, costrtti a vivere in ghetti-lager detti campi nomadi. Il pubblico apprende del programma del ministro "The Dog" Maroni, che prevede la schedatura etnica con rilievo delle impronte digitali di tutti i Rom che vivono in Italia, compresi i bambini. E' una vera e propria propaganda razziale, denunciata da politici, intellettuali, esponenti delle Comunità ebraiche e sopravvissuti alla Shoah, una campagna razziale che istiga il popolo italiano, già razzista di suo, a rifiutare l'integrazione dei Rom, a ignorare che l'accattonaggio di adulti e minori è solo la conseguenza dell'oppressione che ha ridotto i 'nomadi' in gravi condizioni. Così si scatena una violenza irrazionale, un'isteria di massa distruttiva, un impulso alla purga etnica simile a quello che scatenò, nel passato, pogrom e genocidi. Il ragazzino Rom maltrattato e intimidito a Pesaro ha abbandonato la regione Marche in stato di grave shock e ha deciso di tornare in Romania, nonostante fosse fuggito da povertà ed esclusione sociale, augurandosi di ottenere un'opportunità di vita in Italia. Riguardo a Nico G., Malini, è un giovane Rom che sopravvive fra mille difficoltà, insieme alla sua famiglia, ed è anche un cantautore di valore, impegnato contro il razzismo e per i diritti del suo popolo. Fra qualche giorno si esibirà a Milano con il suo gruppo 'Manele Manele' nell'ambito di un meeting contro la ziganofobia, ed infatti anche lui il 4/7/08 si trovava a Fano, dove chiedeva l'elemosina, quando è stato avvicinato e apostrofato da un "uomo", forse un neonazista, anzi senza il forse, che gli ha gridato "Devi lavorare oppure devi tornare a casa tua". Il giovane Rom gli ha giustamente risposto che nessuno, finora, gli aveva offerto un'opportunità professionale e che chiedeva la carità per avere qualcosa da mangiare, "Altrimenti non potrei vivere" gli ha detto, "Sai cosa dovresti fare?" gli ha risposto il sedicente "italiano", gli ha detto che "Dovresti ammazzarti", a quel punto il ragazzo, giustamente, gli ha chiesto di essere lasciato in pace, allora l'aggressore l'ha minacciato, dicendogli  "Aspettami qui. Torno fra dieci minuti e ti sparo". Per fortuna Nico G. si è allontanato, evitando che le minacce potessero avere un seguito tragico. Il Gruppo EveryOne sta raccogliendo in un dossier per la Commissione europea e la Corte Europea dei Diritti Umani le segnalazioni di violenze e abusi di varia natura perpetrati nel nostro Paese contro i Rom. "E' un documento che rivela dettagli sconcertanti", precisa EveryOne "violazioni di ogni diritto umano e civile, orrori e crudeltà che rinvigoriscono gli oscuri fantasmi del Samudaripen, l'Olocausto dei Rom.

"Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni?"
Primo Levi
giovedì, 03 luglio 2008
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/06/27/100311/images/28527-impronte.jpg

Il 7 luglio, a piazza Esquilino a Roma, verrà organizzata una "schedatura" pubblica e volontaria, raccogliendo le impronte digitali dei cittadini italiani. Si tratta di un'azione simbolica per esprimere con forza lo sdegno di chi non è d'accordo con la lo xenofoba e vergognosa iniziativa del ministro dell'interno "The Dog" Maroni (la rima col nome è troppo scontata), di rilevare le impronte ai Rom. Le impronte "italiane" saranno poi inviate a Roberto the dog  Maroni con un messaggio: "Siamo TUTTI Rom". Un atto che sottolinea quanto il censimento dei Rom è stato accolto con sdegno da parte di tutti coloro che ad oggi si vergognano di definirsi italiani, e intendono urlare ancora più forte l'avversione totale a tutte le vergognose politiche intraprese da questi folli, xenofobi e fascisti personaggi che purtroppo governano, dittatorialmente questo paese. Forti perplessità sulla legittimità di un simile provvedimento sono state espresse anche dal Commissario europeo ai diritti umani. Associazioni laiche e cattoliche(anche se per quest'ultime penso sia più un interesse economico legato alla difesa dei propri interessi economici, legati appunto alle lucrose associazioni che speculano e guadagnano tramite queste minoranze), italiane e internazionali, artisti, ed altri denunciano il razzismo radicato di questa misura giudicata un grave vulnus della democrazia e della Convenzione per la tutela dei diritti del fanciullo. Un atto discriminatorio e persecutorio". All'iniziativa del 7 luglio,  parteciperanno tra gli altri Moni Ovadia ed Ascanio Celestini, unici degni, secondo me di essere menzionati.


Ed Inoltre:
MILIONI DI ITALIANI VENGONO SCHEDATI DA ANNI ED INSERITI NEL SISTEMA INFORMATICO INTERFORZE ALL'INSAPUTA DEI DIRETTI INTERESSATI (INNOCENTI).

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/16/Metal_File_Cabinet.jpg

Milioni di italiani,processati penalmente e prosciolti, da anni sono e vengono inseriti nel sistema informatico interforze, con un profilo "CRIMINALE" (riferito al processo penale in cui sono stati, volenti o nolenti, coinvolti). La cosa grave e assurda di tutto ciò, è che nessuno di questi .cittadini italiani inseriti nel Sistema Informatico Interforze, sà di essere inserito (SCHEDATO) in tal modo a propria insaputa. Il metodo per gfarsi cancellare ci sarebbe pure, ma se non lo sappiamo,come si fà per farsi cancellare?? Anche perchè, se si chiede a qualche ufficio di controllo Interforze (P.S.-C.C.-G.D.F.etc..) cosa c'è scritto in merito alla propria persona,ti rispondono:
1)-non sei tenuto a saperlo !
2)-non siamo tenuti a riferire ad "estranei" informazioni riservate della P.S. (o altra autorità!)
3)-Chi ti ha rivelato queste informazioni riservate? (quest'ultima risposta,arriva quando gli diciamo di sapere che i nostri nominativi con i presunti reati penali,sono inseriti nel Sistema Informatico Interforze). Per finire, se non sappiamo se, come e perchè siamo stati inseriti (schedati) in tale elenco come "CRIMINALI", come possiamo eventualmente scrivere farci togliere dall'elenco informatico Interforze Nazionale (ora anche Europeo)?. Tutto ciò,è una vera e propria schedatura "DITTATORIALE", per controllare i cittadini che "INFASTIDISCONO CHI DI COMPETENZA"...
ed E' TOTALMENTE IN CONTRASTO CON IL CODICE PENALE ITALIANO E LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO!!! Praticamente, in Italia, si continuano a violare nei confronti dei cittadini, anche i più elementari "DIRITTI UMANI".

 

mercoledì, 02 luglio 2008
Ruggero conti: accusato di pedofilia canta in tedesco !

Ennesimo episodio di pedofilia che vede protagonista un sacerdote della chiesa cattolica. don Ruggero Conti 55 anni, della parrocchia romana Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, che lo stesso sindaco G.Alemanno (ma guarda un pò) aveva inserito, nel periodo della campagna elettorale, in una commissione speciale di "saggi". Dopo l’arresto il vescovo della diocesi di Porto-Santa Rufina, monsignor Gino Reali, aveva espresso "piena fiducia" nell’operato della magistratura, ed altre solite dichiarazioni di circostanza. Il religioso è stato interrogato dal Gip che ha firmato l’ordine di custodia cautelare, ma lui tramite i suoi legali, ha chiesto di essere rimesso in libertà o quantomeno di ottenere gli arresti domiciliari, con la solita faccia da culo che li contraddistingue. Una decisione, comunque, sarà presa dopo che un accertamento medico legale, sollecitato dai difensori, stabilirà se, come sostengono i due penalisti, lo stato di salute del religioso non è compatibile con la detenzione in carcere. Nel caso di rigetto i difensori, decideranno se rivolgersi al Tribunale del Riesame. Secondo l’accusa, il sacerdote Ruggero Conti, approfittando delle fragilità caratteriali dei ragazzi affidati alle sue cure, negli ultimi 10 anni avrebbe abusato ripetutamente di minorenni. L’accusa è di violenza sessuale continuata e aggravata, compiuta tra il 1998 e il marzo scorso. Sette, al momento, le vittime accertate (tutti maschi), per l’accusa, però, potrebbero esserci state altre violenze. Tant’è che starebbero sentendo anche altre presunte vittime. L'accusato Ruggero Conti, secondo gli inquirenti, si era accattivato le simpatie di alcuni bambini, e li aveva convinti a subire gli abusi, spesso attirandoli nella propria abitazione dietro la promessa di soldi, cd, dvd o capi d’abbigliamento. In casa, nel corso di una perquisizione, furono trovati anche film pornografici. Secondo quanto si è appreso, già in passato il sacerdote era stato sospeso per un mese dal suo incarico proprio in relazione ad alcune voci su presunti abusi sessuali commessi. "Il comune si costituisca parte civile, aggiungendo che nella drammatica vicenda degli abusi su minori nella parrocchia romana di Selva Candida colpisce la scelta di un altro sacerdote che con la sua denuncia ha dato il via alle indagini, in aperto e prezioso contrasto con la politica pluridecennale delle gerarchie della Chiesa cattolica volta a secretare le notizie criminis all’interno dell’ordinamento canonico. Sono ancora in vigore, infatti, le norme della Santa Sede che, a partire dalla Crimen sollicitationis del 1962, hanno l’effetto di evitare l’accertamento della verità da parte dell’autorità giudiziaria di fronte a reati sessuali compiuti da esponenti del clero". Lo afferma in una nota Mario Staderini, della direzione nazionale di Radicali Italiani.  Il sindaco Alemanno, era fortemente legato all'accusato, e nel programma per le politiche sulla famiglia lo aveva inserito in una commissione speciale di "saggi".
lunedì, 23 giugno 2008
http://www.dnahelices.com/noreligion/noreligion.jpg

FEMMINISTA IRANIANA, CONDANNATA A 5 ANNI DI CARCERE !

- Una femminista iraniana di 21 anni, Hana Abdi, è stata condannata a cinque anni di reclusione, da scontare in una sperduta località di frontiera, per la sua attività volta a sostenere la riforma delle leggi islamiche che limitano i diritti delle donne. Quella della Abdi, resa nota ieri dal quotidiano Kargozaran, è la più dura condanna finora inflitta ad un'attivista per i diritti delle donne da quando, due anni fa, è stata lanciata nella Repubblica islamica una campagna per raccogliere un milione di firme per chiedere di abrogare le norme discriminatorie, che ha il sostegno di Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace.

DENUNCIÒ MOLESTIE: ARRESTATA !
- Gli studenti dell'Università di Zanjan, ad oltre duecento chilometri da Teheran, sono in agitazione da oltre una settimana per le molestie che una loro compagna avrebbe subito da parte di uno dei vice rettori, incaricato proprio della moralizzazione dell'ateneo. Eppure ieri il portavoce del Tribunale locale ha annunciato l'arresto della studentessa, in base ad accuse non ancora chiare, mentre il vice rettore resta ancora a piede libero e confermato nell'incarico. La studentessa - dopo aver subìto per giorni la richiesta di rapporti sessuali da parte del vice rettore, d'accordo con altri studenti si era presentata nell'ufficio del docente munita di un registratore. Proprio mentre il vice rettore si stava spogliando, gli studenti avevano fatto irruzione nel suo ufficio, sorprendendolo mezzo nudo e allertando la sicurezza dell'ateneo. Il filmato dell'incursione da giorni circola su internet. Sempre ieri il ministro della Scienza, Mohammad Mehdi Zahedi, ha condannato l'irruzione degli studenti nell'ufficio del vice rettore, accusandoli di «diffondere immagini pornografiche», riferendosi al filmato che ritrae il 'moralizzatorè senza camicia. «Questo tipo di azioni - ha detto il ministro - sono contrarie all'etica islamica», ha aggiunto prima di dirsi enormemente «sorpreso per il fatto che la notizia dell'incidente all'università di Zanjan abbia fatto il giro del mondo».
http://evolvefish.com/ShirtImages/ShirtImagesSmall/No-Religion-small.gif
P.S
si consiglia vivamente la visione del film PERSEPOLIS
domenica, 22 giugno 2008

Un "uomo" sui 35 anni, con gli occhiali, che avrebbe chiesto alla madre Gina: «Mi riconosci?». E lei, per paura, ha negato. Poi "l'uomo" si è rivolto al capofamiglia Stelian: "Hai fatto un errore a parlare con i giornalisti, un errore che non devi ripetere", poiché dopo l'aggressione alla figlia, Stelian aveva immediatamente contattato l'associazione di cui fa parte, la Everyone, che ha diramato un comunicato urgente a tutti i mezzi di informazione. A quel punto i quattro agenti si sarebbero infilati i guanti, e Rebecca quei guanti li ha riconosciuti, erano gli stessi che i suoi aggressori avevano indossato prima di perquisirla e picchiarla. Gina, 37 anni, ha visto che il marito Stelian veniva trascinato dietro la baracca mentre Rebecca e il fratellino Jon si erano rintanati dentro le mura di cartone, terrorizzati. A quel punto gli agenti lo avrebbero picchiato selvaggiamente. «Non raccontarlo a nessuno o per te saranno guai ancora peggiori», hanno detto i poliziotti prima di andarsene. Quando è arrivata l'ambulanza Stelian non riusciva a parlare, in evidente stato di choc. Gina è riuscita a prendere il numero di targa di una delle due volanti. Eccolo: E5228. Poiché la baracca dei Covaciu sorge isolata nei pressi della stazione San Cristoforo, nessuno al di fuori della famiglia ha potuto assistere al pestaggio. Ma una ventina di rom che si trovavano in piazza Tirana quella sera ricordano perfettamente di aver visto due volanti della polizia dirigersi verso la dimora dei Covaciu. La Questura di Milano nega che Stelian sia stato picchiato e ricostruisce l'episodio dicendo che effettivamente nella serata di venerdì degli agenti della Polizia Ferroviaria si sono diretti dai Covaciu per allontanarli dalla baracca "vincendo le iniziali resistenze dell'uomo" con metodi che però hanno evitato "conflitto e tensioni". Non finisce qui: la Questura promette di accertare eventuali ipotesi di reato. La Procura di Milano ha avviato una indagine. Ricordiamo bene a tutti che da poche settimane il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha dato il via alla schedatura dei rom e dei sinti presenti sul territorio milanese nei campi regolari e abusivi. Ciò sta accadendo anche a Roma e Napoli, dove a bambini e adulti le guardie infami stanno prendendo le impronte digitali. Non si contano, ormai, le associazioni e gli organismi internazionali che denunciano il clima di razzismo e xenofobia nei confronti degli stranieri e specialmente nei confronti dei rom.
mercoledì, 18 giugno 2008
Aprite gli occhi e parateve er c...!

...e questo è solo l'inizio...della fine !

...Siamo invicivibili, Siamo gli Ignifughi...!
..Lui sa dov'è, Lui sa chi è, Lui sa perchè !

Corrado Guzzanti È un Genio !