sabato, 19 dicembre 2009
http://4.bp.blogspot.com/_4Y-je6hGtII/SaA-0vMbn9I/AAAAAAAAANo/rQRXAOHgnT8/s320/riscaldamento_globale.jpg

Pensate alla possibilità che un gran numero di specie viventi, che si sono evolute su questo pianeta nel corso di milioni di anni, scompaia per sempre nel giro di una sola generazione. Che la vita, con tutta la sua affascinante vitalità, venga cancellata con tale rapidità, una volta per tutte. Come molti hanno previsto, il prossimo secolo potrebbe rivelarsi come "l'era della solitudine", in cui l'uomo scopre di essere solo in un pianeta devastato. Una specie di "estate silenziosa", un'incessante ondata di calore, priva del canto degli uccelli, del ronzio degli insetti e di tutti gli strani e meravigliosi rumori violenti che ci tengono compagnia senza che ce ne rendiamo conto. Dovremmo semplicemente accettare questo destino? Possiamo coscientemente cancellare la storia vivente della Terra?. Allora perché non bruciare anche le biblioteche e le gallerie d'arte, facciamo a pezzi gli strumenti musicali e strappiamo gli spartiti...si possono poi ricreare delle repliche decenti. A differenza del dragone di Boyd o del rospo dorato, ovviamente, che rischiano di scomparire presto, come nel caso del primo, o sono già scomparsi per sempre a causa del riscaldamento globale, come nel caso del secondo. La perdita della biodiversità non è un problema puramente estetico. Sebbene molti, come me d3el resto, ritengono che la vita naturale e la biodiversità abbiano un valore intrinseco, indifferentemente dalla loro utilità per gli umani, tutta la società umana alla fine è dipendente dagli ecosistemi naturali. Questa notizia potrebbe giungere come una sorpresa al tipico abitante della città che va avanti con cibi precotti spaparanzato davanti alla sua tv, ma è proprio così. Dai pesci alla legna da ardere, la natura ci nutre, ci accoglie, ci riscalda e ci veste. La Terra non sarebbe coltivabile se non fosse per la materia organica processata nei batteri. Le colture non darebbero i semi se non fossero impollinate dalle api. L'aria non sarebbe respirabile se non fosse per la fotosintesi degli alberi e del placton. L'acqua non sarebbe potabile se non fosse per l'azione ripulente delle foreste e delle zone umide. Molte delle medicine che hanno allungato la nostra aspettativa di vita furono sviluppate in primo luogo con le sostanze naturali prodotte dalle piante e dagli animali, e certamente molte altre attendono di essere scoperte. La vita regola anche il ciclo dei nutrienti del pianeta, se gli organismi presenti negli oceani non avessero messo da parte nelle rocce calcaree e nei combustibili fossili il carbonio in eccesso nel corso di milioni di anni, il nostro pianeta assomiglierebbe da tempo a Venere, dove le temperature in superficie raggiungono quasi i 500°C, abbastanza per fondere il piombo, a causa di una atmosfera ostile alla vita composta al 96% da biossido di carbonio. Alcuni dei servizi offerti dagli ecosistemi, pochi a dire il vero, possono essere sostituiti dalla tecnologia, come molti economisti suggeriscono. Ma l'ecologia è un fenomeno così complesso che non riusciamo neanche a comprendere molte delle interazioni che avvengono all'interno degli ecosistemi, figuriamoci ricrearli in laboratorio. Un gruppo di scienziati ha cercato una volta di ricreare da zero un ambiente vivente in uno spazio sigillato denominato Biosphere 2, in una grande serra nel deserto dell'Arizona. Il progetto fallì miseramente. Mana mano che all'interno della serra salivano i livelli di biossido di carbonio, gli abitanti di Biosphere 2, mentre boccheggiavano, avranno forse avuto modo di riflettere sulla lezione. La vita ci tiene in vita, e dobbiamo sapere che la stiamo maltrattando a nostro rischio e pericolo.

Cop-15
 LA CONFERENZA SUL CLIMA A COPENHAGEN: 
 È UNA ENORME E VERGOGNOSA
BUFFONATA ! 

da leggere anche :
http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2009/un44/art6286.html
lunedì, 02 febbraio 2009



 Perchè lo schiavo non è quello 
 che ha la catena al piede 
 ...ma chi non è più capace 
 di immaginarsi la libertà ! 

domenica, 12 ottobre 2008
http://files.splinder.com/82cb4b0beddee84558a81d0f6dd8ac7c.jpeg

Eluana è in fin di vita, dichiarano i medici, le sue condizioni hanno subito un drastico peggioramento nel tardo pomeriggio di ieri. Ma la verità è che Eluana Englaro è in fin di vita dal 18 gennaio del 1992, giorno in cui la sua auto si è schiantata contro un muro nei pressi di Lecco. Da quel triste momento in poi la giovane donna è stata costretta, suo malgrado, a rimanere sospesa in uno stato di coma vegetativo irreversibile per 16 lunghissimi anni.  Un'agonia vergognosamente imposta e che, in breve tempo, è divenuta l'ignobile bandiera degli altrettanto ignobili "difensori della vita" di casa nostra che hanno, sempre più ignobilmente, sfruttato e cavalcato la siutazione di fronte all'ipocrita e lobotomizzata "opinione pubblica". Le ripetute e giuste richieste del padre di Eluana, il Signor Giuseppe Englaro, di interrompere questo lungo è inutile supplizio, come un vero e proprio attentato al diritto di vivere o di morire. Una battaglia feroce e senza esclusione di colpi che non sembra dover mai cessare, neanche davanti alle ultime sentenze, favorevoli alla cessazione della non-vita di Eluana e neanche in queste ore in cui ancor di più dovrebbe prevalere il silenzio ed il rispetto. "Confidiamo nella bontà divina e nell'angelo custode (no dico ve rendete conto questi che dicono ndsb) di Eluana che la porti in cielo, se è il suo tempo, prima che stasera in Clinica il circolo mortifero riprenda la marcia funebre verso l'eutanasia", queste le aberranti, vergognose, ipocrite ed improbabili parole, tra le tante pronunciate in 16 anni di imposta agonia,  degli ignobili personaggi che si ergono, senza nessuna "autorizzazione" a "difensori della vita e della morte". Dall'altra parte, fortunatamente, ben diverso risulta l'atteggiamento della gran parte dei medici italiani, anche se purtroppo non tutti, consapevoli del fatto che Eluana non ha mai avuto alcuna speranza da quel nefasto giorno dell'incidente, ed infatti uno di loro dichiara che "L'accanimento terapeutico c'è stato, ma adesso è ora di mettere fine al calvario di Eluana Englaro. Visto che adesso la situazione non da nessuna possibilità alternativa, risultando così necessario assecondare la decisione e la volontà espresse dalla stessa Eluana" (dichiarazioni di Francesco Cognetti, ocologo dell'Ass.ne Italiana di Oncologia Medica), anche se io aggiungo invece che non è da adesso che si rende necessaria l'interruzione, ma che tutto questo andava fatto già da molti anni. In effetti, la prima richiesta di sospendere l'alimentazione artificiale che ha tenuto in vita Eluana, il Signor Englaro l'ha presentata nel lontano 1999. Di lì in poi una lunga e dolorosa attesa che ha esposto il Signor Englaro alle accuse più dure ed infamanti, da parte degli stessi vergognosi personaggi di cui sopra. La prima sentenza è del tribunale di Lecco che nel 1999 respinse vergognosamente la giusta richiesta di sospendere l'alimentazione. Lo stesso anno la Corte d'appello di Milano respinge il ricorso del padre di Eluana. Nel 2003 la richiesta viene ripresentata e di nuovo, prima il tribunale di Lecco e poi la Corte d'appello di Milano lo respingono. Stessa cosa nel 2006. Il trattamento medico, dice la vergognosa ed ingiusta sentenza, non può essere interrotto perché non rappresenta un accanimento terapeutico, mentre si evince dalle dichiarazioni mediche di cui sopra, che l'accanimento terapeutico e non solo, c'è stato eccome. Ad aprile del 2005 anche la Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del padre. Secondo la Cassazione, il papà di Eluana non ha formalmente e giuridicamente i requisiti necessari per chiedere il distacco del sondino che alimenta la figlia. Il 16 ottobre 2007 una nuova sentenza della Cassazione rinvia la decisione alla Corte d'appello di Milano. Finalmente per la Suprema corte, il giudice può, su istanza del tutore, autorizzare l'interruzione in presenza di due circostanze concorrenti: la condizione di stato vegetativo del paziente apprezzata clinicamente come irreversibile e l'accertamento, sulla base di elementi tratti dal vissuto del paziente, che questi, se cosciente, non avrebbe prestato il suo consenso alla continuazione del trattamento. La sentenza provoca le proteste dell'Osservatore Romano. Il 25 giugno il caso di Eluana torna all'esame della Corte d'appello di Milano. Alla vigilia della prima udienza, la Consulta di Bioetica chiede di rispettare la volontà espressa dalla ragazza. Ad oggi, anzi da ieri, per quanto riguarda il quadro clinico di Eluana,  nella giornata di ieri i medici hanno registrato improvvisi ed imprevisti peggioramenti, dovuti per la gran parte ad una emorragia interna. Nel corso della serata di ieri l'emorragia si è poi fermata. Il neurologo dell'ospedole ha confermato che Eluana ha sofferto di una emorragia uterina molto abbondante, non
individuandone però le cause. Ha poi spiegato che per la prima volta c'è stato un accordo tra la famiglia, il medico e la clinica a non adottare ulteriori misure salvavita. Misure che potevano essere utili in una condizione normale, ma totalmente inutili ed alquanto inoopportune in questa situazione. Qualsiasi intervento non avrebbe infatti portato e non porterebbe mai anche in futuro alcun miglioramento, di nessun tipo, nella oramai non-vita di Eluana. Lasciatela in pace questa povera ragazza...Lasciatela libera di morire in pace come sicuramente anche lei, se avesse avuto possibilità di "autogiudicarsi" avrebbe voluto che fosse, invece di vedersi ridotta ad un vegetale inerme, senza nessuna possibiltà di risoluzione alcuna.
giovedì, 05 giugno 2008
Kalyi Jag
(Traditional gipsy folk song from Hungary)
lunedì, 21 aprile 2008
 REGGAE  NATIONAL TICKETS §


"IL MONDO"
mercoledì, 06 febbraio 2008
 Zdob si Zdub


 Everybody in the Casa  Mare
postato da: skenderback alle ore 00:08 | Permalink | commenti
categoria:spettacoli, gli artisti, girovagando, musika, amo la vita, anti razzismo
domenica, 30 dicembre 2007
"Considerando l’uomo come in balia di fattori ambientali o di una struttura socioeconomica sulla quale non può avere alcuna influenza, non solo si riduce ogni scienza dell’uomo alla semplice descrizione e categorizzazione delle modalità con cui egli è plasmato dal suo intorno sociale, ma si rende illegittima, o perlomeno inutile, l’esistenza stessa della psicologia dinamica. Infatti, a ben poco servirebbero gli sforzi della psicoanalisi nel modificare la struttura psichica del paziente, se si assumesse che questa, così come il suo comportamento, è comunque determinata da circostanze esterne."
L'immagine “http://www.astro.com/im/mtp/image071.jpg†non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

http://www.bluteam.net/Immagini/DainottiL'Infinito.jpg

Amo la Vita
nella felicita' che ricevo,
nel dolore che sento.
Amo la Vita
quando il sole mi brilla negli occhi
e tutto risplende di colori
Amo la Vita
quando passeggio nei boschi
e Lei colma il mio mondo di fantasia.
Amo la Vita
quando Lei mi regala un turbine di idee.
Dopo, qualcosa di nuovo ne nasce.
Amo la Vita
quando il cielo diventa tempestoso
e l'angoscia e la paura ghiacciano il cuore.
Amo la Vita
quando il soffrire sommerge la mente.
Dopo, mi riscopro e sono arricchito,
più nuovi i sentimenti,
più profonde le emozioni,
più lucida la comprensione,
Amo la Vita,
perchè una volta ero svuotato e senza più visione,
ogni atto era inane, ogni decisione
raggiungeva la stessa conclusione.
Ero pronto a tradirLa.
Dopo, ho sentito che la Vita
mi riempiva di ricchezze.
Amo la Vita
Lei mi ha fatto scoprire coloro che io amo,
Lei mi ha fatto creare colui che io adoro.
Il mio mondo si espande al contatto con gli altri
e il mio domani mi diventa infinito.
La Vita mi riempie di ricchezze.
Amo la Vita
la Vita mi e' amica.