domenica, 08 novembre 2009
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92° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre

La borghesia è riuscita ad uccidere in molti lavoratori la fiducia di essere capaci di conoscere la verità e la fiducia di essere capaci di cambiare il mondo, di costruire un mondo a misura dei loro bisogni, delle loro migliori aspirazioni e dei loro migliori sentimenti. Ma non è riuscita a ucciderla in tutti. Milioni di lavoratori conservano quella fiducia e gli altri, quelli in cui la fiducia è morta, hanno bisogno che il nostro contagio la rianimi, perché è l'unico modo in cui possono uscire dal marasma e dall'incubo in cui la borghesia li ha cacciati e ogni giorno di più li affonda. La lotta per far fronte agli effetti devastanti delle contraddizioni del capitalismo, rese nuovamente laceranti in tutti i paesi dal procedere della sua seconda crisi generale, in ogni angolo del mondo dovrà essere una priorità assoluta, per tutti. Il 9 novembre 1989 padroni e Vaticano hanno annunciato al mondo che il crollo del muro di Berlino segnava la morte del comunismo e il trionfo del capitalismo con cui avrebbe avuto inizio un epoca di pace e democrazia. Negli ultimi 20 anni l'enfasi dei loro proclami è aumentata tanto quanto è diminuita, man mano, la certezza che ciò fosse vero. Senza i vincoli posti dal movimento comunista, i capitalisti hanno dispiegato liberamente la loro attività in tutto il mondo: il risultato è il disastro in cui siamo immersi. A 20 anni dal crollo del Muro del revisionismo, milioni di operai, lavoratori, donne, giovani, in ogni angolo della terra salutano il 92° anniversario della Rivoluzione d'Ottobre come l'alba di una nuova civiltà che si affaccia al mondo, la soluzione della crisi che genera morte, miseria, abbrutimento, devastazione ambientale e oppressione. 92 anni fa gli operai e le masse popolari russe, guidate dal Partito Comunista, mostrarono ai lavoratori del mondo intero che rovesciare il potere feudale, cacciare gli imperialisti e costruire uno stato governato e diretto dai lavoratori e dalle masse popolari era possibile. Facendo fronte alle aggressioni degli imperialisti, ai sabotaggi, alzarono più in alto la bandiera che la classe operaia aveva già issato con la Comune di Parigi e crearono per la prima volta nella storia dell'umanità un paese socialista: collettivizzazione dei mezzi di produzione, abolizione della proprietà privata, collettivizzazione delle terre, alfabetizzazione di massa, autodeterminazione dei popoli oppressi e delle minoranze, emancipazione delle donne. In pochi decenni l'Unione Sovietica ha mostrato che, libera dai vincoli dello sfruttamento e del profitto, l'umanità ha di fronte a sé un futuro di sviluppo, emancipazione, solidarietà e prosperità. Sulla spinta della Rivoluzione d'Ottobre si è sviluppata la prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale che ha cambiato la faccia del mondo: ha orientato la lotta vittoriosa contro i nazisti e i fascisti che, sostenuti più o meno apertamente dagli imperialisti, avevano il mandato di cancellare dalla storia l'Unione Sovietica, ha aperto la strada alla costruzione di altri paesi socialisti che sono arrivati a comprendere un terzo dell'umanità, ha contribuito in modo determinante alle conquiste di civiltà e benessere ottenute con le lotte delle masse popolari dei paesi imperialisti e ha alimentato le lotte di liberazione nazionale nei paesi coloniali. Oggi la crisi del capitalismo è entrata nella fase acuta e irreversibile e anche le fanfare delle celebrazioni della caduta del muro di Berlino e della morte del comunismo sono confuse fra le grida dei borghesi, dei vescovi e degli imperialisti: alcuni gridano alla fine del mondo (e hanno ragione... è la fine del loro mondo!), altri si affannano per convincere che la crisi è finita, mentre cercano di salvare il salvabile delle loro ricchezze e del loro potere. La loro società cade a pezzi, le loro aziende chiudono, il degrado e l'abbrutimento morale e materiale dilagano, come la corruzione; i loro appelli alla mobilitazione reazionaria delle masse popolari e alla guerra fra poveri cadono nel vuoto, o comunque non raccolgono e non intruppano la maggioranza dei lavoratori e delle masse popolari. Non hanno nessuna soluzione credibile, plausibile, realistica e costruttiva per le masse popolari per uscire dalla crisi. La mobilitazione popolare cresce, crescono le lotte contro i licenziamenti, per difendere le conquiste e i diritti, per difendere la dignità e il livello di civiltà e moralità raggiunto dalle masse popolari con le lotte dei decenni passati. Centinaia di migliaia di lavoratori, donne, giovani cercano una strada per non pagare la crisi dei padroni, perché non si rassegnano ad essere carne da macello o da cannone per la borghesia. L'Unione Sovietica e gli altri paesi sono crollati, ma perché una parte dei "comunisti" hanno volutamente commesso degli errori: il risultato è che i partiti comunisti, gli organismi statali e produttivi sono stati presi in mano da chi sosteneva che l'importante non era sviluppare e rafforzare sempre più la direzione dei lavoratori e delle masse in ogni campo, ma solo produrre di più e meglio, e diventare una grande potenza imperialista, più "forte" ancora dei paesi imperialisti. Lì sono iniziati i guai per le masse dei paesi socialisti, è così che i borghesi vecchi e nuovi hanno ripreso via via potere e libertà, è così che hanno iniziato a restaurare gradualmente il capitalismo. E gli orrori sono arrivati quando i criminali e i nuovi zar sino a Putin oggi, degni compari dei potenti nostrani e del mondo, hanno iniziato a imporre su grande scala e con ogni mezzo le "delizie" del capitalismo. La lezione è che dobbiamo imparare dai nostri errori per fare meglio, per andare più avanti! E come gli uomini sono passati dalle caverne a viaggiare nello spazio! Noi metteremo fine una volta per tutte al vergognoso sistema capitalistico, allo sfruttamento economico, all'oppressione politica e all'arretratezza culturale,  e tanto altro..! Un altro mondo è possibile e la sua costruzione incomincia dal mettere alla direzione della nostra società individui e organismi che misurano il loro successo e spingono ognuno di noi a misurare il proprio successo dal numero di uomini e donne, di bambini e vecchi che si liberano dal bisogno, affrontano con serenità la vita, trovano un posto e un ruolo dignitoso nella società, esprimono il meglio che le loro caratteristiche individuali permettono e guardano con fiducia e speranza al loro avvenire.

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domenica, 01 novembre 2009
Honduras, centro America, uno dei paesi più poveri del continente, più di sette milioni di abitanti. A fine giugno, all'avvicinarsi delle elezioni, Manuel Zelaya, leader "progressista" viene prelevato con la forza dall'esercito e portato in Costa Rica. I golpisti impongono come capo di Stato Roberto Micheletti, già presidente del Congresso. Il colpo di Stato e le proteste che ogni giorno si susseguono in tutto l'Honduras hanno provocato numerose sparizioni, morti e violazioni gravi. Secondo i dati del Comitato dei Familiari dei Detenuti e Desaparecidos in Honduras (COFADEH), sarebbero 17 le persone morte a causa della violenza scatenata dalle forze repressive dopo il 28 giugno. Si contano centinaia di feriti e quasi un centinaio di cittadini sono sotto accusa per sedizione, in quanto hanno difeso l'ordine costituzionale interrotto dal colpo di Stato. Il 21 settembre Zelaya riesce a ritornare nel paese, rifugiandosi nell'ambasciata brasiliana della capitale Tegucigalpa. Il governo di Roberto Micheletti, ormai privo di supporti esterni e in crisi sul fronte interno, il 27 settembre ha decretato la restrizione di tutte le garanzie individuali per 45 giorni. I negoziati tra Zelaya e il golpista Micheletti sono a un punto di stallo; ad ogni modo Zelaya ha deciso di non includere tra i punti dell'accordo la creazione di una nuova Assemblea nazionale costituente. Qui un'accurata cronologia della situazione in Honduras. http://www.carmillaonline.com/archives/2009/10/003212.html Proponiamo qui due articoli: il primo è un'analisi degli anarchici della regione, sintesi da alcuni articoli di due tra i principali mezzi di comunicazione libertari, il secondo è un documento del Consiglio delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell'Honduras, che dimostra la vivace e ferma resistenza dei popoli nativi, sebbene sottintenda una visione che ancora nutre speranze in uno Stato modificabile e migliorabile. Di questo potremmo essere critici, con alle spalle una esperienza storica radicata e inossidabile, che è e potrebbe essere un contributo ad una visione del mondo, della vita, delle relazioni sociali e della natura, che con quei popoli, tutti i popoli, ci accomuna.
- Fonte: Umanità Nova -


honduras-libre
- Analisi Anarchica del colpo di stato in Honduras.- 
Come in tutte le parti del mondo, la classe dominante è divisa in fazioni rivali che si contendono l'egemonia per imporre ognuna la propria modalità di capitalismo; per la classe lavoratrice la differenza tra un capitalismo "troglodita" e uno "riformista" può significare alcuni vantaggi o miglioramenti parziali e momentanei, nulla più; in un caso come nell'altro continuerà a essere sfruttata dalla classe capitalista. In termini generali la divisione della borghesia in fazioni opposte non è che il riflesso stesso della società: è l'influenza delle imprese all'interno del sistema delle imprese, le loro rivalità e la concorrenza tra loro all'interno di questo sistema sostanziano la relazione sociale capitalista. Questa continua conflittualità non rappresenta delle opportunità per le classi lavoratrici anzi rafforza il controllo e la loro sudditanza economica; la rivalità tra bande borghesi permette di perpetuare il loro controllo politico sopra il proletariato. Non sono le crisi che nascono all'interno della borghesia ad aiutare il proletariato a riconoscere i propri diritti e interessi. Piuttosto è lo sviluppo del proletariato come forza sociale che in determinati momenti obbliga le fazioni borghesi a entrare in conflitto aperto disputandosi il dominio in una situazione instabile. Evidentemente la proposta di Zelaya di indire una consulta popolare, tra l'altro non vincolante, non è stata particolarmente gradita da una parte della borghesia honduregna, che ha preferito agire come meglio sa: con il colpo di stato. Un golpe che probabilmente ha le sue radici nei timidi e innocui tentativi di riforma avanzati da Zelaya che, in nome della trasparenza, dell'onestà, della libertà di espressione ha tentato di agire, politicamente in maniera coerente, con quei movimenti e politici "progressisti" che oggi fanno apparire l'America latina come un continente di sinistra o centro-sinistra. La borghesia internazionale più conservatrice e oscurantista e che ha nel clero un solido alleato, come quella honduregna, è timorosa anche delle miti riforme portate avanti per porre un freno a quei processi sociali che si sviluppano alla base: ha paura del riformismo. Ecco quindi alcune delle domande che si sta ponendo la borghesia mondiale e non solo sudamericana. Quello honduregno è un esperimento? Come si intende un golpe nel secolo XXI secolo? Quanto connessi e solidali tra loro sono i popoli latino americani? Permettono un golpe nel XXI secolo? Quale è la loro velocità di reazione? Fino a che punto sono disposti ad impedirlo? Inoltre: potremmo tentarlo in un altro paese? Stando ai media ufficiali sembra che la lotta sia solo tra Zelaya e Micheletti. Non giungono invece informazioni sui rastrellamenti notturni casa per casa con lo scopo di annichilire, impaurire e rendere muta una resistenza che agisce, manifesta e si organizza. Sussistono interessanti analogie con quanto successo nell'aprile del 2002 in Venezuela con il golpe padronale e militare contro Chavez quando tentarono di fermare i processi sociali in corso. In Honduras, con questo golpe, stanno tentando di fermare una consultazione, una sorta di assemblea costituente. Il risultato di questi goffi intenti in Venezuela è stato quello di dare maggiore impulso alla azione sociale della popolazione; allo stesso modo in Honduras si sta sviluppando il rafforzamento del movimento popolare; questi tentativi di limitare processi sociali pacifici hanno ottenuto così di rafforzare le forze e le reti sociali: si creano gruppi che si auto organizzano, si forgiano tramite la lotta nelle strade e danno una risposta agguerrita al progetto golpista. Il popolo honduregno subisce lo stesso golpe di sempre, solo un poco più raffinato: tagliano la luce e telefono per evitare la risposta popolare, scende in strada l'esercito prima che lo possa fare il popolo, un ibrido dei golpe tipici dell'America latina, con il sequestro presidenziale allo stile di Aristide e con il golpe mediatico stile Venezuela, con un però. Il ruolo svolto da Telesur - tutta l'America latina guarda Telesur - la televisione di stato venezuelana, ha agito sbugiardando apertamente la CNN che inizialmente ha chiamato il golpe "successione forzata", un altro parallelismo con il Venezuela quando all'epoca si era parlato di "vuoto di potere". Telesur (tramite canale 8 venezuelano) ha mostrato le immagini e commentato chiaramente: "golpe de estado en Honduras!" Nessun governo per destrorso che sia dice di riconoscere il dittatore Micheletti. Se la cosiddetta comunità internazionale ha guardato con favore al Partito di Unificazione Democratica di Zelaya è solo perché una dittatura militare, sotto l'egida del Partito Nazionale, non è sostenibile nel lungo periodo. La finalità dei diversi modelli di dominio borghese non è tanto che questi siano duraturi, ma soprattutto che diano buoni risultati. Il problema per la borghesia mondiale è che oggi una dittatura militare in Honduras non può garantire il controllo delle forze proletarie del paese né che il capitale si sviluppi senza contrattempi. Zelaya con le riforme e la sua assemblea costituente può garantire ciò, così come Chavez in Venezuela, Castro a Cuba, Morales in Bolivia, Lula in Brasile, i Tupamaros al governo in Uruguay, Kirkner in Argentina, Bachelet in Cile. La borghesia mondiale supporta la sinistra in Honduras, per le stesse ragioni per cui ha favorito uno sviluppo della sinistra in Bolivia e Venezuela: perché è consapevole che, nel gioco delle parti, solo la sua componente di sinistra è nella condizione di assicurare la continuità del capitalismo in questi paesi. Se oggi la comunità internazionale ha appoggiato Zaleya contro i golpisti si deve semplicemente al fatto che il golpe di Micheletti ha interrotto prematuramente una strategia di dominazione che prometteva buoni risultati.
sabato, 24 ottobre 2009
Dobbiamo rifiutare il solito ricatto del “o questo o niente” e trattare come merita chi questi ricatti ce li vorrebbe imporre!



Sono centinaia di migliaia i lavoratori che il 23 ottobre hanno manifestato in tutto il Paese con il Patto di Base in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato RdB, SdL Intercategoriale e Confederazione Cobas. 150.000 a Roma per la manifestazione nazionale, dove hanno sfilato in corteo da Piazza della Repubblica a San Giovanni i tanti protagonisti delle lotte in corso in tutti i settori del mondo del lavoro: dalle fabbriche mobilitate contro la chiusura, ai dipendenti pubblici contro il decreto Brunetta, dai lavoratori della scuola che contrastano la distruzione dell’istruzione pubblica, ai lavoratori dei trasporti ai tanti precari che, nonostante Tremonti ed ormai immunizzati agli annunci, sono scesi in piazza per rivendicare lavoro vero e reddito per tutti/e. Il corteo è stato aperto dallo striscione unitario del Patto di Base: UNIFICARE LE LOTTE PER NON PAGARE LA CRISI. In testa una “Banda Bassotti”, con tanto di mascherina e refurtiva: Brunetta, Tremonti, Confindustria e Cgil Cisl Uil che portano via nel sacco Salari, Diritti, Dignità e Democrazia. Tanti gli scudi di cartone, con sopra il volto del Ministro del Tesoro e la scritta “Scudo fiscale = condono agli evasori e più tasse ai lavoratori”. Impedita di fatto la partecipazione al corteo dei lavoratori del trasporto aereo i quali, a causa dell’ennesimo intervento da parte del Ministro dei Trasporti che ha ristretto lo sciopero a sole 4 ore (12.00/16.00), hanno organizzato un presidio a Fiumicino. In base alle prime stime, sono circa due milioni i lavoratori che oggi hanno incrociato le braccia. Molte le scuole e gli uffici pubblici rimasti chiusi hanno prodotto pesanti disagi come anche nei trasporti, nonostante il naufragato tentativo di Matteoli di impedire lo sciopero nel settore. Positivamente quindi si è avviato un percorso di unificazione del sindacato di base (a partire dalla nascita del Patto di base), che va nel senso del superamento della frammentazione e del settarismo. Occorre rafforzare questo processo, al fine di costruire un sindacato di classe e di massa, a partire dal coordinamento e l'unità d'azione del sindacalismo di base e dei settori classisti in Cgil. Oggi più che mai - di fronte agli attacchi sempre più pesanti del padronato, di fronte al licenziamento di milioni di lavoratori, di fronte all'inasprimento delle misure repressive nei confronti della classe lavoratrice - è necessario battersi per sottrarre i lavoratori dal peso delle burocrazie sindacali di Cgil, Cisl e Uil e per la costruzione di un sindacato che sia espressione della contrapposizione delle masse lavoratrici contro il capitale (cioè basato sull'indipendenza di classe dalla borghesia, dal suo Stato, dai suoi governi); che faccia della lotta ad oltranza lo strumento privilegiato del suo operare; che miri al rovesciamento degli attuali rapporti di forza, a partire dalla difesa degli interessi della classe lavoratrice.
Vari Audio dalla piazza:

- http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/sciopero23ottobre2009/giangi%20corteo%201.mp3

- http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/sciopero23ottobre2009/giangi%20corteo%202.mp3

- http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/sciopero23ottobre2009/giangi%20corteo%203.mp3

(da Radio Onda Rossa )


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BLITZ AL MINISTERO DELL’ECONOMIA: IL REDDITO NON E’ UNA LOTTERIA
In 300 chiedono a Tremonti incontro su nuovo welfare

Al termine della manifestazione nazionale indetta a Roma per lo sciopero generale, circa 300 fra attivisti di RdB, Cobas, SdL, Blocchi Precari Metropolitani, del movimento di lotta per la casa, dei centri sociali, dei coordinamenti dei migranti e dei disoccupati, si sono recati in corteo davanti al Ministero dell’Economia e Finanze e stanno dando vita ad un’iniziativa per rivendicare un welfare adeguato alle necessità del Paese. Dietro allo striscione “WIN FOR RIGHTS – IL REDDITO NON E’ UNA LOTTERIA”, è stata bloccata via XX Settembre, mentre tende e materassini, definiti come “gli unici ammortizzatori sociali rimasti”, sono stati collocati davanti all’ingresso principale del MEF insieme ad una riproduzione della Ruota della Fortuna ed alla “Misery card”, contro la politica dell’elemosina sociale. “Non è che Tremonti sta difendendo l’unico posto fisso, che è il suo?”, gridano i partecipanti, che chiedono un incontro con il Ministro per un reale confronto su quale tipo di welfare è stato disegnato per il nostro Paese.

PATTO DI BASE PROTESTA DAVANTI AMBASCIATA DI SPAGNA:
LIBERATE SINDACALISTI BASCHI ARRESTATI

A conclusione del corteo nazionale indetto in occasione dell’odierno sciopero generale, un gruppo di esponenti del Patto di Base si è recato davanti alla sede dell’ambasciata di Spagna, in piazza Mignanelli a Roma, e ha dato vita ad un presidio di protesta contro l’irruzione avvenuta nella sede del LAB, il più forte sindacato Basco, e contro l’arresto di 5 esponenti sindacali fra cui lo stesso Segretario Generale, con l’accusa di ricostituzione dell’ETA. Secondo i sindacati di base, si tratta di un intervento provocatorio che interrompe il processo di pace in atto. Per tale ragione, durante il presidio una delegazione ha tentato di consegnare all’Ambasciata di Spagna la richiesta dell’immediata liberazione dei sindacalisti del LAB, richiesta che l’Ambasciata ha rifiutato di accogliere. La richiesta verrà pertanto fatta pervenire nei prossimi giorni in migliaia di copie via posta elettronica al Ministero Interni spagnolo da parte dagli aderenti al Patto di Base.

martedì, 20 ottobre 2009

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. Sei contenta se un ladro muore, se si arresta una puttana, se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana. Sei soddisfatta dei danni altrui, ti tieni stretti i denari tuoi, assillata dal grande tormento che un giorno se li riprenda il vento. E la domenica vestita a festa, con i capifamiglia in testa, ti raduni nelle tue chiese, in ogni città, in ogni paese. Presti ascolto all'omelia, rinunciando all'osteria, così grigia e così per bene ti porti a spasso le tue catene. Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. Godi quando gli anormali sono trattati da criminali, chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali. Ami ordine e disciplina, adori la tua polizia tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare. Sai rubare con discrezione, meschinità e moderazione, alterando bilanci e conti, fatture e bolle di commissione. Sai mentire con cortesia, con cinismo e vigliaccheria, hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia. Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia, non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia. Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana, chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana. Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista oppure un figlio non commerciante o peggio ancora uno comunista. Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto, sempre li fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto. Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa, sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani. Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia, per piccina che tu sia, il vento un giorno ti spazzerà via.
giovedì, 01 ottobre 2009
 01-10-1949...01-10-2009 

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La rivoluzione cinese ebbe inizio con la rivolta di Wuchang (1911), durante la quale la maggioranza delle province meridionali della Cina aderirono alla nuova entità statale. La proclamazione della repubblica avvene il 1º gennaio 1912, e Sun Yat-sen fu nominato presidente provvisorio dal Consiglio delle province. Pochi mesi dopo, Sun Yat-Sen, per evitare ulteriori conflitti, rinunciò alla presidenza a favore di Yuan Shikai, generale dell'esercito del nord, che aveva nel frattempo fatto dichiarare la caduta dell'ultimo imperatore della Cina, Aisin-Gioro Pu Yi. Alla caduta della monarchia le province periferiche del Tibet e dello Xinjiang si resero autonome. La Mongolia divenne indipendente perché era un territorio della Corona e, alla dissoluzione della dinastia, non sussistevano ormai più legami con la Cina . Il 12 agosto 1912 fu fondato il Guomindang (partito nazionalista), di cui lo stesso Sun Yat-sen fu acclamato presidente. Nel novembre 1913 Yuan Shikai sciolse il parlamento ed iniziò un processo di accentramento su di sé del potere che lo avrebbe quasi portato, nel 1916, ad essere insediato come imperatore. Il 6 giugno di quello stesso anno però, pur essendo già iniziati i riti di intronizzazione, Yuan Shikai morì lasciando la Cina alla mercé dell'anarchia del governo dei signori locali (i "signori della guerra"). Nel frattempo, nel 1915, il Giappone aveva presentato al debole governo cinese le ventuno richieste, nelle quali si imponeva il riconoscimento degli interessi giapponesi sul territorio cinese, nonché la partecipazione di consiglieri giapponesi alla pubblica amministrazione. Questo episodio fu di ispirazione per il movimento del 4 maggio 1919 che ebbe come uno dei maggiori ispiratori Chen Duxiu (1879-1942). Il movimento si proponeva una rinascita culturale in virtù della scienza e della democrazia, nel rifiuto della cultura tradizionale. Nel luglio 1921 venne fondato a Shanghai il Partito comunista cinese, che ebbe come primo segretario Chen Duxiu. Nello stesso periodo il Guomindang venne riorganizzato come moderno partito di massa da consiglieri sovietici. La prima fase di esistenza del Partito Comunista Cinese (Pcc) viene definita epoca delle "basi rosse" (1927-1934), ed è individuata dalla storiografia quale "prima fase dell'esperimento degli istituti politici e giuridici" su cui si sarebbe fondata la Repubblica Popolare. Nelle "aree liberate" furono adottati importanti atti normativi, tra i cui intenti comparivano la ridistribuzione delle terre, l'ottenimento della parità dei diritti tra uomini e donne, la repressione dell'usura del brigantaggio e della corruzione morale che regnavano nel paese. Il Pcc cercò di sviluppare, nelle basi rivoluzionarie rurali sotto il suo controllo, un proprio sistema giudiziario e di governo. Grazie alla figura predominante di Mao Zedong si giunse, alla fine del 1931, alla fondazione della Repubblica sovietica cinese. La legittimazione legislativa dell'evento fu fornita dalla stesura e, dalla conseguente promulgazione, di una bozza costituzionale che distribuiva tutto il potere nelle mani di operai, contadini, soldati dell' Armata Rossa (il nuovo nome attribuito all'esercito comunista) e chiunque appartenesse ad una classe sociale riconosciuta povera. Essa enunciava per la prima volta il principio di "dittatura del proletariato". Seguirono alcuni anni con un'alternanza al potere repubblicano di alcune "cricche" militari. Il 12 marzo 1925 morì Sun Yat-sen. Seguì l'ascesa del generale Chiang Kai-shek, che eliminò in un primo tempo la componente comunista dall'esercito (1926), ed in un secondo tempo costrinse le forze comuniste alla clandestinità (1927) dando inizio ad una guerra civile che sarebbe terminata solo nel 1950. Da questo momento iniziò il cosiddetto decennio di Nanchino (1927-1937). La crescente aggressività giapponese portò all'invasione della Manciuria (1931) e di Shanghai (1932). Il governo di Chiang Kai-shek preferì però continuare la guerra civile, lasciando campo libero ai giapponesi. I comunisti di Mao Zedong, che nel frattempo avevano istituito la "repubblica sovietica cinese" nel sud del paese, furono costretti ad intraprendere una lunga marcia (1934-1935) per sfuggire all'accerchiamento delle truppe di Chiang. Nel 1936 i generali di quest'ultimo, lo arrestarono a Xi'an costringendolo a parlamentare con i comunisti e a formare un fronte unico antigiapponese. Da parte comunista l'epoca di Yan'An (1935-1945) ossia la seconda fase della "sperimentazione", coincise con la fine della Lunga Marcia e fu caratterizzata dall'uso indiscriminato della legislazione comunista e nazionalista, con l'esclusione dei provvedimenti nazionalisti ritenuti assolutamente incompatibili con l'ideologia e l'etica rivoluzionaria. Con la sconfitta dei paesi dell'Asse nella seconda guerra mondiale, la Cina si ritrovò fra le potenze vincitrici, ottenendo un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. La terza ed ultima fase, l'epoca post-bellica (1946-1949), si sviluppò nell'arco di tempo che va dalla capitolazione del Giappone alla fondazione della Repubblica Popolare. In questo periodo il partito provvide al perfezionamento delle istituzioni che avrebbero amministrato il paese. Nel 1946 riprese la guerra civile, e forze comuniste si assestarono nel nord del paese, mentre quelle nazionaliste arretrarono verso sud. La debolezza dell'esercito nazionalista si dimostrò nell'avanzata quasi incontrastata degli avversari che costrinse infine Chiang Kai-shek a rifugiarsi con le sue ultime truppe sull'isola di Taiwan (luglio 1949). Il 1º ottobre del 1949 avvenne la fondazione della Repubblica Popolare Cinese ad opera del Partito comunista. I comunisti, che non mancarono mai di fare ampio ricorso ai mezzi politici per sostenere l'azione militare, promossero diverse riforme nelle zone sotto il loro controllo anche durante i periodi di guerra civile. Come si è precedentemente detto, il partito aveva provveduto già da un ventennio alla compilazione di una legislazione adatta allo stato che si approntava a governare. La fondazione della Repubblica Popolare Cinese pose le basi per l'instaurazione di un sistema politico socialista e diede vita ad una nuova era nella storia della legislazione cinese. Per concludere il processo di costruzione della base giuridica del futuro governo, pochi mesi prima dell'instaurazione della Repubblica Popolare, il comitato centrale del Partito Comunista Cinese abolì tutta la legislazione nazionalista definita "lo strumento volto a proteggere il potere reazionario dei latifondisti, dei compradores, dei burocrati e dei borghesi e l'arma con la quale opprimere e vessare le masse popolari".
 
  Mao Zedong alla prima Conferenza Nazionale 

 del Partito Comunista Cinese nel 1927 


  Bisognerà ancora e sempre fare la rivoluzione. 
 C'è sempre gente che si sentirà oppressa. 
  ( MAO ZEDONG ) 

 
martedì, 11 agosto 2009
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"L'odierno sistema di produzione capitalistico ha per presupposto l'esistenza di due classi sociali: da una parte i capitalisti che posseggono i mezzi di produzione e di sussistenza, dall'altra i proletari che sono esclusi da questo possesso, non hanno che un'unica merce da vendere, la loro forza-lavoro, e devono perciò vendere questa loro forza-lavoro per venire in possesso di mezzi di sussistenza. Il valore di una merce viene però determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessaria incorporata nella sua produzione e dunque anche nella sua riproduzione, il valore della forza-lavoro di un uomo normale durante un giorno, un mese, un anno viene dunque determinato dalla quantità di lavoro incorporata nella quantità dei mezzi di sussistenza necessari per il mantenimento di questa forza-lavoro durante un giorno, un mese, un anno. Supponiamo che i mezzi di sussistenza dell'operaio per un giorno abbiano richiesto sei ore di lavoro per la loro produzione ovvero, ciò che è lo stesso, il lavoro contenuto in essi rappresenti una quantità di lavoro di sei ore; in questo caso il valore della forza-lavoro per un giorno si esprimerà in una somma di denaro la quale incorpora in sé pure sei ore di lavoro. Supponiamo inoltre che il capitalista che impiega il nostro operaio gli paghi per il suo lavoro questa somma, l'intero valore dunque della sua forza-lavoro. Se ora l'operaio lavora sei ore del giorno per il capitalista, egli lo ha interamente risarcito delle sue spese: sei ore di lavoro, per sei ore di lavoro. E' vero che in questo modo al capitalista non rimarrebbe nulla e perciò questi considera la cosa in un modo del tutto diverso: Io, dice, ho comperato la forza-lavoro di questo operaio non per sei ore, bensì per un'intera giornata, e per conseguenza egli fa lavorare l'operaio, secondo le circostanze, otto, dieci, dodici, quattordici e più ore, così che il prodotto della settima, dell'ottava e delle successive ore è un prodotto di un lavoro non pagato e passa intanto nelle tasche del capitalista. In questo modo l'operaio riproduce al servizio del capitalista non soltanto il valore della sua forza-lavoro che gli viene pagato, ma egli produce oltre a questo anche un plusvalore, di cui in un primo momento il capitalista si appropria e che in seguito viene ripartito in base a determinate leggi economiche tra l'intera classe capitalista e forma il nucleo fondamentale dal quale scaturiscono la rendita fondiaria, il profitto, l'accumulazione del capitale, in breve tutte le ricchezze consumate o accumulate dalle classi non lavoratrici. Con ciò era stato dimostrato che l'arricchimento dei capitalisti odierni consiste nell'appropriazione del lavoro altrui non pagato, esattamente come avveniva con l'arricchimento dei proprietari di schiavi o dei signori feudali che sfruttavano il lavoro servile, e che tutte queste forme di sfruttamento si distinguono unicamente per la diversa maniera con cui avviene l'appropriazione del lavoro non pagato. Ma con ciò veniva tolta anche l'ultima base a tutte le ipocrite frasi delle classi possidenti, che affermavano esservi nell'attuale ordinamento sociale diritto e giustizia, uguaglianza dei diritti e dei doveri e una generale armonia degli interessi, e veniva smascherata l'attuale società borghese non meno di quelle precedenti, come una istituzione grandiosa per lo sfruttamento dell'enorme maggioranza del popolo ad opera di una piccola minoranza sempre decrescente."

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lunedì, 10 agosto 2009


"Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", e' contenuta una misura, quella di cui all'art. 3, commi 40-44, istitutiva delle cosiddette "ronde", che palesemente configura il favoreggiamento dello squadrismo (attivita' che integra varie fattispecie di reato), anche alla luce di pregresse inquietanti esternazioni ed iniziative di dirigenti rappresentativi del partito politico cui appartiene il Ministro dell'Interno e di altri soggetti che non hanno fatto mistero ed anzi hanno dato prova di voler far uso di tale istituto a fini di violenza privata, intimidazione e persecuzione, con palese violazione della legalita' e finanche intento di sovvertimento di caratteri e guarentigie fondamentali dell'ordinamento giuridico vigente. "
http://3.bp.blogspot.com/_rQsGM7S0xxE/Sg8gbIN5RWI/AAAAAAAAAcA/ajGb9XDu8CI/s320/Italia+celeste.jpg
"Con il presente esposto si segnala alle istituzioni in indirizzo, al fine di attivare tutti i provvedimenti di competenza cui l'ordinamento in vigore fa obbligo ai pubblici ufficiali che le rappresentano, la notitia criminis concernente il fatto che nella legge 15 luglio 2009, n. 94, recante "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica", volgarmente nota come "pacchetto sicurezza", sono contenute varie misure, particolarmente all'art. 1 e passim, che configurano varie fattispecie di reato con specifico riferimento a:
a) violazioni dei diritti umani e delle garanzie di essi sancite dalla Costituzione della Repubblica Italiana;
b) violazione dei diritti dei bambini;
c) persecuzione di persone non per condotte illecite, ma per mera condizione esistenziale;
d) violazione dell'obbligo di soccorso ed accoglienza delle persone di cui all'art. 10 Cost.;
e) violazione del principio dell'eguaglianza dinanzi alla legge."
...etc etc etc
lunedì, 20 luglio 2009
domenica, 01 marzo 2009
      ...AGUZZATE LA VISTA !    
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È oramai chiaro e lampante, anche se sembrerebbe purtroppo che quasi nessuno se ne renda realmente e seriamente conto, che in questo vergognoso paese senza un briciolo di memoria storica e senza più nessuna cultura, si stia ripiombando letteralmente dentro ad uno dei periodi più oscuri che la nostra storia recente ricordi, quell’epoca tragica e nefasta della dittatura clericlfascista. Anzi si sta molto velocemente facendo in modo di "riproporla" pari pari, se non peggio, senza purtroppo che nessuna forza politica di opposizione o presunta tale, ponga il benche minimo ostacolo a questa nefasta riproposizione che quel triste periodo storico ha portato in questo paese come anche in altri. Questa maggioranza parlamentare, quantomai vergognosa, illiberale, xenofobo, omofoba, dittatoriale e clericlfascista, come mai ancora nessun'altra in passato lo fosse mai stata, sta forsennatamente approvando, senza alcun rispetto costituzionale ne ostacolo alcuno, delle misure a dir poco impressionanti, atte solo a spazzar via anni e anni di lotte, conquiste sociali, rinnovamenti culturali, a cui molti diedero addirittura la vita per far si che che le stesse venissero applicate. Costoro oltraggiando non solo i diritti umani, sociali, di autodeterminazione e libertà e quant'altro le stesse lotte in passato avevano faticosamente ottenuto, continuano imperterriti nella loro opera distruttiva, senza alcun freno inibitorio, anzi sempre più legittimati da una compiacenza mediatico popolar istituzionale che spaventa sempre di più, ogni giorno che passa. Basti guardare ad esempio ciò che è successo in quel di Bergamo ieri, con la questura dell'infame Rotondi, che ha chiaramente dimostrato quali sono le direttive per la gestione dell’ordine pubblico e del dissenso, con i fascisti di forza nuova che sono stati fatti tranquillamente sfilare (nonostante non avessero chiesto nemmeno l’autorizzazione per il corteo), con tutto il loro infame e vergognoso armamentario da apologia del fascismo, comprensivo di caschi e spranghe bene in vista. E con le forze dell’ordine, da sempre loro compiacenti alleate, ideologicamente e "culturalmente", che hanno attaccato deliberatamente e gratuitamente, con scene già viste al G8 di Genova, da mattanza cilena, invece che i fascisti come vorrebbe la costituzione, tutti quei manifestanti che si erano opposti all’apertura della sede di FN. Con il questore e suoi servi, che alla fine di una riuscita e determinata manifestazione antifascista ha condotto una vera e propria “caccia all’uomo” verso i manifestanti che si stavano disperdendo, guidando la celere verso atti brutali nei confronti di chiunque capitasse a tiro, giornalisti compresi. Atti ignobili, infami e vergognosi già visti e rivisti ultimamente purtroppo in tanti altri luoghi, con persone prese e sbattute a terra, tenute e colpite a terra ad anfibiate e picchiate ripetutamente, con le precise indicazioni a celerini e carabinieri di rastrellare, a fine manifestazione, più manifestanti possibili. O proseguendo a ritroso con l'atavica quanto mai inopportuna caccia ai Rom o migranti in generale, o anche con l'abolizione della norma che vietava la denuncia di persone senza regolare permesso di soggiorno che si fossero presentate in strutture di assistenza per farsi curare, contravvenendo tra l'altro oltre che al diritto di ogni cittadino italiano o straniero che sia di essere curato, anche al giuramento di Ippocrate, che testualmente dice:...Di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica. In più tra questi “clandestini” vi sono centinaia di migliaia di badanti che si occupano della cura dei nostri anziani in sostituzione del sistema sanitario nazionale e dal momento che la clandestinità è divenuta reato, il medico che non denuncerà il migrante irregolare commetterà a sua volta un reato, un bel paradosso degno solo di governanti incompetenti e xenofobi quali sono quelli attualmente al potere in questo paese. O anche con la sempre più massiccia, quantomai inutile ed inquitante presenza sul territorio italiano dei militari a presidiare non si sa bene cosa, invece di smantellarne in tutto e per tutto la costosa inoperosità in tempo di pace, o l'istituzione delle ronde di privati cittadini a supporto, anzi come sostitutivo visto il taglio dei fondi alle forze di polizia e che avranno facoltà di segnalare alle forze dell'ordine situazioni di "grave disagio sociale" o di "pericolo per la sicurezza pubblica" e che solo per un puro caso si è evitato che queste ronde potessero essere anche armate. Anche se poi qualcuno per non smentirsi e in piena coerenza ideologica ha voluto dare anche un nome alle suddette ronde, intitolandole "casualmente" a Ettore Muti, che molti di noi tristemente ricordano, ma che visti i tempi e le ideologie imperanti non sembrerebbe più esser così ..."tristemente" ricordato. Le misure restrittive approvate nei giorni scorsi non solo sulle questioni dell’immigrazione, ma anche sul diritto allo sciopero, che contrariamente a quanto sbandierato dai servi dell'informazione, erano già molto restrittive in se, o quelle inerenti al divieto di bere o mangiare dopo le due di notte, in pieno stile coprifuoco nazifascista, sono gli ultimi inequivocabili segnali, se ancora ce ne fosse stato bisogno, del livello di squadrismo, controllo e dittatura sociale, di quel barbaro degrado mentale e morale raggiunto da coloro che governano questo paese, sempre più lobotomizzato e perverso, sempre più diretto verso un baratro oscuro e oscurantista.
lunedì, 15 dicembre 2008
 “Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile?  
 Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere” 
 (M. Bakunin) 


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/ca/Anarchist_flag_with_A_symbol_2.svg/450px-Anarchist_flag_with_A_symbol_2.svg.png

Per affrontare con la massima apertura e disponibilità questa ricerca, occorre innanzitutto abbandonare i vari pregiudizi, chiarirci il più possibile le idee, e cioè partire dall'inizio. Il termine “anarchia” è infatti ancora un po' troppo avvolto nella confusione. Muoviamo allora dalle origini, dal significato della parola “anarchia”. Il termine “an-archia” deriva dal greco “αναρχία”, parola composta dalla radice α-(a-), senza, e dalla radice αρχ- (arch), governo, dominio, e viene solitamente tradotto con le espressioni “senza-comando”, “senza-potere”, “senza-autorità”. “Archi” (archi), primo termine di numerosi composti, deriva dal verbo “archein”, archein, comandare. Così “archia”, archia, da “archos”, archos, “arca”, nelle parole composte dotte significa “governo”, “dominio” (mon-archia, olig-archia) e “an-archos”, an-archos, può essere pertanto tradotto “senza un superiore”. Ma si considera anche, come secondo termine, “arch ”, arché, che unito alla radice α- diviene “an-arch”, an-arché. “Arché” però, prima ancora di “comando”, “potere”, “autorità”, significa “principio”, “origine e fine di tutte le cose”, perciò “anarchia” può anche voler dire “senza principio”, “senza divinità”, “senza dogmi”. Una delle definizioni del pensiero anarchico (in forma sintetica) è infatti “né Dio né padrone”. Sébastien Faure disse: “Chiunque neghi l'autorità e combatta contro di essa è un anarchico”. Definizione molto semplice, e per questo incompleta e alla fine fuorviante. Il pensiero anarchico è in realtà un pensiero complesso, policromo, talvolta contraddittorio. Semplificarlo non aiuta a conoscerlo e a liberarsi dalla confusione cui accennavamo prima. E' un pensiero che ha una sua storia peculiare e un proprio originale nucleo teorico-concettuale, che lo distingue da altre dottrine politiche, come il socialismo o il liberalismo, e che lo rende in un certo senso più ampio di queste, in quanto tende ad occuparsi dell'intera vita umana e non soltanto della gestione politica o di quella economica. Ma ciò che soprattutto lo distingue dalle altre dottrine politiche, è che per l'anarchismo non esiste una “umanità astratta” (di cui invece trattano tanto il liberalismo quanto il socialismo di stato e il comunismo autoritario), ma singoli uomini concreti. Il pensiero anarchico pertanto, diversamente dalle altre dottrine politiche, non ritiene di aver compreso per via filosofica la “natura” dell'uomo, e non si considera legittimato a prescrivere un codice morale e un'etica di comportamento che implichino diritti e doveri uguali per tutti gli uomini. Nell'anarchia è di fondamentale importanza l'autodeterminazione dell'individuo, di ogni singolo individuo, che è unico e diverso da tutti gli altri, e il suo totale e pieno diritto di scelta, di consenso o di rifiuto. Potremmo provare a definirla quindi una filosofia della libertà. Ma anche così otteniamo una definizione in un certo senso riduttiva e vaga al tempo stesso. Quello anarchico non è un pensiero che rimane tale, ma è un pensiero legato strettamente all'azione, dando immediata origine all'”anarchismo”. Precisando meglio, l'anarchismo non deriva da riflessioni astratte di qualche intellettuale o filosofo, ma dalla lotta diretta dei lavoratori contro il capitalismo, dalla ribellione degli oppressi contro i loro oppressori, dai bisogni e dalle necessità di questi uomini e dalle loro aspirazioni di libertà ed eguaglianza. I pensatori anarchici, quindi, come ad esempio Bakunin o Kropotkin, non inventarono l'idea dell'anarchismo, semplicemente la scoprirono nelle masse oppresse e sfruttate e la rafforzarono, la chiarirono e la divulgarono. E' l'azione pertanto che dà origine al pensiero. Il fine ultimo dell'anarchismo è infatti quello di un cambiamento sociale. L'anarchia critica la società esistente, di conseguenza non respinge il potere terreno in base a considerazioni prettamente filosofiche o religiose (come i mistici o gli stoici, ad esempio). Per inciso, si può, senza eccedere in fantasia, tanto per quanto riguarda il pensiero anarchico come per altri pensieri “moderni”, fare accostamenti in alcuni punti con correnti filosofiche più antiche, e in questo caso quindi rilevare alcune somiglianze tra il pensiero anarchico e lo stesso stoicismo, ad esempio, per la sua visione cosmopolita, o ancora meglio lo scetticismo, per il suo rifiuto di ogni dogma, o l'epicureismo, per la sua concezione materialistica e atomistica, per il suo contatto con la realtà concreta, per la scelta della situazione, delle persone e dei fatti che meglio si armonizzano con la costituzione intellettuale dell'individuo, per l'esclusione delle sterili dispute sulle questioni “supreme”, per la pluralità delle ipotesi, per la vita piacevole accompagnata però dalla rinuncia “al più”, quindi la semplicità e non lo spreco, per il suo rifiuto dell’attività politica fine a se stessa, o, ancora, si può accostare il pensiero e il sentire anarchico ad alcuni aspetti del libertinismo, per il suo richiamo alla dignità e all'autonomia della ragione dell'uomo, per il suo volersi emancipare da ogni forma di servitù intellettuale e per la sua ribellione morale alla legge e alla tradizione invecchiata, a tutto ciò che non permette all'uomo di liberare la sua creatività, quindi per quel suo spirito innovativo, scanzonato e ribelle. Portiamo dentro di noi in vari modi l'intera storia del pensiero che ci ha preceduti, che spesso riemerge in forme nuove. Riprendendo il filo del discorso, l'anarchia, come abbiamo osservato, non sogna un mondo ultraterreno. Si occupa di questo, dove ora ci troviamo a vivere. Non si esaurisce in desideri o fughe individuali. Né si è mai considerata un pensiero elitario. E’ un pensiero concreto e radicato nel mondo che lo circonda, aperto a tutti quanti gli uomini. Esistono infatti sia il pensiero anarchico che il movimento anarchico, nelle sue varie fasi, forme ed espressioni. E sono qualcosa di inscindibile. Uno non può esistere senza l'altro. L'anarchia in senso astratto non ha senso per gli anarchici, ciò che essi desiderano è realizzarla concretamente, qui e ora. Le idee da sole non significano nulla, ma vanno messe in pratica nella vita di tutti i giorni, in quella pubblica come in quella privata (per gli anarchici non esiste questa distinzione, così come non esiste distinzione tra i mezzi e il fine che si vuole raggiungere, visto che non si può voler ottenere la libertà, ad esempio, restringendola o negandola), tentando di realizzare in ogni gesto, singolarmente e in comunione con gli altri, quel mondo più umano, più libero, più giusto, che è al centro dell'ideale anarchico.
giovedì, 09 ottobre 2008
Noi siamo realisti...
...esigiamo l'impossibile !



41 anni fa Ernesto Guevara de la Sierna, detto "El Che" veniva barbaramente ucciso da militari e agenti della CIA americana sulle montagne della Bolivia, moriva così la speranza di una diversa visione dell'America Latina (che oggi sembra però riproporsi in tutta la sua forza e determinazione) e moriva anche il sogno di una unificazione del continente Sud Americano con cui poter contrastare lo strapotere economico e non solo dei fottuti yankee Nord americani, e non solo. Il sogno di Guevara e di generazioni intere, venne in quel momento sopito, ma non spento definitivamente, perchè ad oggi il mito di Guevara rivive in milioni di persone e non solo. Ed è proprio da quella entusiasmante esperienza che Guevara cercò di attuare, riuscendoci solo parzialmente, che oggi in quasi tutta l'Amarica Latina, i suoi insegnamenti sono di monito e ripresi da molti governi stufi della prepotenza e dello sfruttamento imposto dal fottuto yankee americano.
Medico argentino, "El Che" fu l'ultimo idealista, a partire da Simon Bolivar, cercando di applicare le proprie idee, il suo spirito di sacrificio, il suo rigore ed onestà intellettuale sono e saranno sempre fonte d’ispirazione per tutti coloro che credano tutto ciò ancora possibile !
sabato, 13 settembre 2008
 ANTIFASCISTA 
 SEMPRE, OVUNQUE E COMUNQUE ! 
martedì, 19 agosto 2008
http://www.mda.mil/mdalink/images/CannotCatchRussian.jpg

La storia dello "Scudo Stellare" :
 http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare

L’installazione di un sistema missilistico di difesa nell’Europa dell’Est è una virtuale dichiarazione di guerra. Immaginiamoci la reazione degli Usa se la Russia, o la Cina, o l’Iran o qualsiasi altra potenza straniera osasse persino pensare di piazzare un sistema missilistico di difesa sul suolo o ai confini dell’America, per non parlare della sua attuazione. In tale inimmaginabile circostanza, una reazione violenta degli Usa non sarebbe soltanto quasi certa, ma comprensibile, per motivi chiari e semplici. Tutti sanno che la cosiddetta difesa missilistica ( leggi scudo stellare ) è prima di tutto un’arma di offesa. Stimati (da loro quindi) analisti militari americani la descrivono come “non un semplice scudo, ma un potenziale trampolino di lancio per azioni di guerra americane”. “Agevolerà di molto l’impiego di forze militari americane all’estero”. “Salvaguardando da possibili rappresaglie il suolo americano, lo scudo stellare garantisce agli Stati Uniti sia la capacità che la volontà di ‘plasmare’ il territorio altrui”. “La difesa missilistica non è veramente intesa alla protezione dell’America, ma uno strumento di dominio globale”. “Lo scudo stellare serve a consolidare il potere dell’America all’estero. Non è per difesa, ma per l’attacco, ed è questo il vero motivo per cui ne abbiamo bisogno”. Tutte le frasi citate sopra sono state pronunciate da autorevoli e rispettate fonti liberali, che sono a favore dell’impiego del sistema missilistico di difesa e alla sua installazione nei più remoti angoli del dominio statunitense globale. La logica è chiara e semplice, un sistema funzionante di difesa missilistica informa i potenziali bersagli che “noi vi attaccheremo quando ci pare e piace, e voi non potrete vendicarvi contro di noi, per cui non potete impedirci di farlo”. Il sistema è “venduto” agli europei come “difesa contro i missili iraniani”, ma anche se l’Iran possedesse armi nucleari e missili ad ampio raggio, le probabilità che ne faccia uso per attaccare l’Europa sono tanto remote quanto lo è la probabilità che l’Europa sia colpita da un asteroide, per cui se la difesa ne è la ragione, la Repubblica Ceca dovrebbe installare un sistema di difesa contro gli asteroidi. Se l’Iran dovesse anche solo accennare di avere quel tipo di intenzioni, verrebbe vaporizzato. Il sistema è certamente inteso per l’Iran, ma per attaccarlo. Fa parte delle crescenti minacce Usa contro questo Paese, minacce già di per sé illegali e contrarie alla Carta delle Nazioni Unite, anche se non applicabili a stati “fuorilegge”. Quando Gorbachev acconsentì alla Germania unita di aderire ad un’alleanza militare ostile, accettò una grave minaccia alla sicurezza della Russia, ma lo fece per le ragioni che tutti conosciamo. In cambio il governo USA promise solennemente di non allargare la NATO verso l’Est. La promessa fu violata alcuni anni dopo, destando poche critiche all’Ovest, ma aumentando di molto la minaccia di uno scontro militare. La cosiddetta “difesa missilistica” ha accresciuto le probabilità di una nuova guerra. La “difesa” che offre è sintomo premonitore di aggressione nel Medio Oriente, che avrebbe conseguenze incalcolabili, data la minaccia di una guerra nucleare totale. Più di mezzo secolo fa Bertrand Russell e Albert Einstein fecero uno straordinario appello ai popoli del mondo, avvertendoli di trovarsi di fronte ad una scelta “tetra ed ineluttabile, ossia quella di  mettere fine alla razza umana o rinunciare alle guerre”. Accettando il cosiddetto “sistema missilistico di difesa” la scelta è stata fatta a favore della fine della razza umana, forse addirittura in un futuro non molto distante. Complimenti !


http://img166.imageshack.us/img166/933/vaffanculoguerraatomicajk1.jpg

Fuck you yankee came back home
venerdì, 15 agosto 2008
Intervista alle basi di appoggio Zapatiste del presidio per la difesa della Riserva Ecologica Comunitaria “El Huitepec”

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Huitepec, 7 agosto 2008
Il Cerro de Huitepec e´una delle montagne che circonda la citta´di San Cristobal, a nord. E´ricoperta di boschi e di corsi d’acqua. Dal marzo del 2007 la Giunta di Buon Governo della zona Altos, di Oventik, ha istallato un riserva ecologica comunitaria, per difendere una parte della montagna dal tentativo del governo e di privati di sfruttare a fini di lucro le ricchezze che vi si trovano. La riserva comunitaria, di 102 ettari, è vigilata da un presidio di basi di appoggio zapatiste provenienti dalle comunita´della zona Altos. Le basi d’appoggio permangono al presidio con turni di una settimana.
D: Cos’e´il Cerro di Huitepec e quali risorse vi si trovano?
R: Huitepec e´il nome della montagna. Qui si incontrano sorgenti e ruscelli che forniscono l’acqua alle comunità circostanti e ad alcuni quartieri della città di San Cristobal. Ci sono molte specie di piante medicinali, molti alberi, alcuni dei quali hanno 300 o 400 anni. Sono risorse di grande valore. Sulla montagna sembra che ci siano anche dei resti archeologici Maya, ancora sotterrati.
D: Quali interessi ha il governo sulla riserva di Huitepec?
R: Il governo vuole fare affari sulla riserva. Sta espropriando le terre alle comunità ed alle famiglie contadine per venderle ai ricchi. I ricchi, molti dei quali stranieri, hanno cominciato a costruire case di villeggiatura sulle pendici della montagna. Il governo espropria le terre ai contadini senza pagarle il loro vero valore, ma dando solo elemosine. Il governo municipale di San Cristobal ha dato queste elemosine alle famiglie priiste (affiliate al partito del PRI ), per farle tacere dell’espropriazione. Le famiglie zapatiste non accettano questi soldi ma vogliono difendere la riserva. Il governo sta pensando di scavare i resti archeologici perchè vengano i turisti, vuole costruire strade sulla montagna. Il governo vende l’acqua a delle imprese. La cocacola sta prendendo l’acqua da alcuni ruscelli perchè vuole costruire una fabbrica di imbottigliamento. Questi ruscelli fino ad ora rifornivano alcune comunità e alcuni quartieri poveri di San Cristobal. Noi sappiamo che l’acqua è di dio (della terra veramente ndskb), quindi di tutti. Non è del governo nè di un’impresa privata.
D: Perchè avete creato la Riserva Ecologica Comunitaria “El Huitepec” e il Campamento Civil por la Paz (presidio) ?.
R: La riserva Ecologica Comunitaria “El Huitepec”, di 102 ettari, la stiamo difendendo perchè per noi ha un immenso valore. Ci sono tante piante e animali, c'è ossigeno. Per noi la vegetazione è vita. La stiamo difendendo non solo per noi ma per tutti. Sulla montagna di Huitepec vivono alcune comunità indigene che da molti anni sanno proteggendo la riserva. Abbiamo istallato il Campamento Civil por la Paz (presidio) perchè vogliamo difenderla in modo pacifico. Sappiamo che la riserva è di noi indigeni, e da sempre è stata dei nostri antenati.
D: Vivono famiglie zapatiste sulla montagna di Huitepec? Quale e´il rapporto con le altre famiglie?
R: Sulla montagna di Huitepec ci sono alcune famiglie basi di appoggio zapatiste, ma non ci sono comunità interamente zapatiste. Nei primi mesi del presidio le famiglie priiste ci volevano cacciare perchè il governo municipale di San Cristobal li pagava per crearci problemi. Adesso la maggior parte delle famiglie non zapatiste si è resa conto che è importante la difesa della riserva. Anche se non partecipano alla lotta non si oppongono più al presidio. Solo le autorità di alcune comunità sono contro il presidio, ma non più la gente. Queste autorità si comportano così perchè sono pagate dal partito ( PRI ) e dal governo municipale di San cristobal.

"Ringraziamo i compagni e le compagne che sono venuti a portare la loro solidarietà, alcuni da luoghi molto lontani. Ci dà molto coraggio la vostra presenza, e ci dà molto coraggio conoscere che in altre parti del mondo ci siano presidi per la difesa dei territori e attuino anche loro molte lotte che, come la nostra, si battono per costruire un mondo migliore. Dobbiamo organizzarci nei nostri luoghi e dobbiamo unire le nostre lotte.
"

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http://enlacezapatista.ezln.org.mx/comision-sexta/978/
(Audio Originale)
Parole del Subcomandante Insurgente Marcos alla Carovana Nazionale e Internazionale di Osservazione e Solidarietà con le Comunità Zapatiste

Traduzione del discorso del Subcomandante Insurgente Marcos

Buon pomeriggio, buona sera. Il mio nome è Marcos, Subcomandante Insurgente Marcos, e sono qui per presentarvi il Tenente Colonnello Insurgente Moisés. Lui è l’incaricato dell’attività internazionale per la Comandancia Generale dell’EZLN, che noi chiamiamo la Commissione Intergalattica e la Sesta Internazionale, perché, rispetto a tutti noi, lui è l’unico che riesce ad essere paziente con voi.

Parleremo lentamente, per permettere la traduzione. We will speak slowly, for the translation. Nous allons parler doucement, pour la traduction.

Vogliamo ringraziarvi di essere venuti fino qua per conoscere direttamente quello che sta accadendo nel processo zapatista, non solo le aggressioni che stiamo subendo, ma anche quanto si sta realizzando qui in territorio ribelle, in territorio zapatista.

Speriamo che ciò che vedrete e che ascolterete possa essere portato lontano: in Grecia, in Italia, in Francia, in Spagna, nei Paesi Baschi, negli Stati Uniti e nel resto del nostro paese, con i nostri compagni dell’Altra Campagna.

Speriamo non facciate come la cosiddetta Commissione Civile Internazionale di Osservazione dei Diritti Umani, che la sola cosa che ha fatto venendo qua, alcuni mesi fa, è stata lavare le mani del governo perredista del Chiapas, dicendo che le aggressioni che subiscono le nostre comunità non vengono dal governo statale ma dal governo federale.
giovedì, 14 agosto 2008
Una "rivoluzione rosa" in Georgia aveva portato Mikhail Saakashvili ed il suo destroso Movimento Nazionale al potere nel 2004. In questi 4 anni la Georgia ha rafforzato i suoi legami con la NATO e con la UE, in forte contrasto quindi con la Russia, che applica un duro embargo nei confronti della Georgia, ma che sostiene le due regioni secessioniste e di fatto fuori del controllo georgiano, quelle della Abkhazia e dell'Ossezia del Sud. La presidenza di Saakashvili non ha manenuto le promesse fatte prima delle elezioni, visto che almeno un terzo della popolazione georgiana vive sotto la soglia di povertà, il tasso di disoccupazione è al 16%, ma in realtà è molto più alto, la pensione è di 16 euro al mese. La legislazione sul lavoro consente oggi il licenziamento senza giusta causa. Il malcontento popolare è esploso in occasione delle elezioni presidenziali dello scorso gennaio indette in seguito alle grandi manifestazioni di protesta del novembre 2007, con la povertà che cresceva insieme alla...crescita economica. Saakashvili ha vinto per la seconda volta, ma ha dovuto reprimere decine di migliaia di manifestanti che nella capitale Tbilisi denunciavano brogli, corruzione, autoritarismo e disastro economico. Cosa importa!! Il controllo strategico della Georgia vale molto di più di come vive la sua popolazione. E quella autonomia di fatto, sotto protezione russa, dell'Ossezia del Sud è un bell'impiccio per gli interessi USA ed europei nell'area. Infatti con il previsto ingresso della Georgia nella NATO, sarebbe giustificata una presenza militare internazionale finalizzata alla protezione ed al controllo dei 2 corridoi di grande importanza stragica per l'occidente. Il famoso BTC (Baku-Tbilisi-Cehyan) che porta petrolio dal Mar Caspio al Mar Mediterraneo ed il BTE (Baku-Tbilisi-Erzerum) che porta gas dal Mar Caspio alla Turchia e da qui si immetterà nel corridoio TIG (il "Nabucco") che collegherà la Turchia alla Grecia e all'Italia. Ma entrambi gli oleo-gasdotti passano troppo oltraggiosamente a sud della Russia e troppo vicini all'Ossezia. La Russia e la sua Gazprom non se ne stanno certo a guardare, e quindi finchè ci sarà tensione nel Caucaso, non ci sarà spazio per la NATO e l'Europa dovrà fare i conti con la Russia se vuole che le arrivi il gas ed il petrolio dal Mar Caspio. Il ministro degli esteri italiano teme che il conflitto contagi anche l'Abkazia..., ma in realtà i timori sono rivolti agli interessi dell'ENI (quota del 5%) nel BTC e di Edison nel BTE e già offre una presenza militare "di pace" italiana nel Caucaso su mandato europeo. Dove passa la via della seta del XXI secolo, non vale nulla la vita dei 70.000 abitanti dell'Ossezia del Sud ( a cui viene negata quella indipendenza che si concede invece altrimenti al Kòssovo), nè vale quella del popolo georgiano; due popoli apparentemente divisi da conflitti etnici, ma in realtà ostaggio dello scontro inter-imperialistico per il controllo delle materie prime e dei relativi corridoi. Non ci sarà pace, nè stabiltà nel Caucaso finchè i popoli non riacquisteranno piena autonomia ed autodeterminazione sui loro destini e non coopereranno per la produzione e la veicolazione solidale delle materie prime, contro i dittatori e le classi dominanti locali, contro ogni nazionalismo, ogni imperialismo, contro il capitalismo.