domenica, 01 marzo 2009
      ...AGUZZATE LA VISTA !    
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È oramai chiaro e lampante, anche se sembrerebbe purtroppo che quasi nessuno se ne renda realmente e seriamente conto, che in questo vergognoso paese senza un briciolo di memoria storica e senza più nessuna cultura, si stia ripiombando letteralmente dentro ad uno dei periodi più oscuri che la nostra storia recente ricordi, quell’epoca tragica e nefasta della dittatura clericlfascista. Anzi si sta molto velocemente facendo in modo di "riproporla" pari pari, se non peggio, senza purtroppo che nessuna forza politica di opposizione o presunta tale, ponga il benche minimo ostacolo a questa nefasta riproposizione che quel triste periodo storico ha portato in questo paese come anche in altri. Questa maggioranza parlamentare, quantomai vergognosa, illiberale, xenofobo, omofoba, dittatoriale e clericlfascista, come mai ancora nessun'altra in passato lo fosse mai stata, sta forsennatamente approvando, senza alcun rispetto costituzionale ne ostacolo alcuno, delle misure a dir poco impressionanti, atte solo a spazzar via anni e anni di lotte, conquiste sociali, rinnovamenti culturali, a cui molti diedero addirittura la vita per far si che che le stesse venissero applicate. Costoro oltraggiando non solo i diritti umani, sociali, di autodeterminazione e libertà e quant'altro le stesse lotte in passato avevano faticosamente ottenuto, continuano imperterriti nella loro opera distruttiva, senza alcun freno inibitorio, anzi sempre più legittimati da una compiacenza mediatico popolar istituzionale che spaventa sempre di più, ogni giorno che passa. Basti guardare ad esempio ciò che è successo in quel di Bergamo ieri, con la questura dell'infame Rotondi, che ha chiaramente dimostrato quali sono le direttive per la gestione dell’ordine pubblico e del dissenso, con i fascisti di forza nuova che sono stati fatti tranquillamente sfilare (nonostante non avessero chiesto nemmeno l’autorizzazione per il corteo), con tutto il loro infame e vergognoso armamentario da apologia del fascismo, comprensivo di caschi e spranghe bene in vista. E con le forze dell’ordine, da sempre loro compiacenti alleate, ideologicamente e "culturalmente", che hanno attaccato deliberatamente e gratuitamente, con scene già viste al G8 di Genova, da mattanza cilena, invece che i fascisti come vorrebbe la costituzione, tutti quei manifestanti che si erano opposti all’apertura della sede di FN. Con il questore e suoi servi, che alla fine di una riuscita e determinata manifestazione antifascista ha condotto una vera e propria “caccia all’uomo” verso i manifestanti che si stavano disperdendo, guidando la celere verso atti brutali nei confronti di chiunque capitasse a tiro, giornalisti compresi. Atti ignobili, infami e vergognosi già visti e rivisti ultimamente purtroppo in tanti altri luoghi, con persone prese e sbattute a terra, tenute e colpite a terra ad anfibiate e picchiate ripetutamente, con le precise indicazioni a celerini e carabinieri di rastrellare, a fine manifestazione, più manifestanti possibili. O proseguendo a ritroso con l'atavica quanto mai inopportuna caccia ai Rom o migranti in generale, o anche con l'abolizione della norma che vietava la denuncia di persone senza regolare permesso di soggiorno che si fossero presentate in strutture di assistenza per farsi curare, contravvenendo tra l'altro oltre che al diritto di ogni cittadino italiano o straniero che sia di essere curato, anche al giuramento di Ippocrate, che testualmente dice:...Di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica. In più tra questi “clandestini” vi sono centinaia di migliaia di badanti che si occupano della cura dei nostri anziani in sostituzione del sistema sanitario nazionale e dal momento che la clandestinità è divenuta reato, il medico che non denuncerà il migrante irregolare commetterà a sua volta un reato, un bel paradosso degno solo di governanti incompetenti e xenofobi quali sono quelli attualmente al potere in questo paese. O anche con la sempre più massiccia, quantomai inutile ed inquitante presenza sul territorio italiano dei militari a presidiare non si sa bene cosa, invece di smantellarne in tutto e per tutto la costosa inoperosità in tempo di pace, o l'istituzione delle ronde di privati cittadini a supporto, anzi come sostitutivo visto il taglio dei fondi alle forze di polizia e che avranno facoltà di segnalare alle forze dell'ordine situazioni di "grave disagio sociale" o di "pericolo per la sicurezza pubblica" e che solo per un puro caso si è evitato che queste ronde potessero essere anche armate. Anche se poi qualcuno per non smentirsi e in piena coerenza ideologica ha voluto dare anche un nome alle suddette ronde, intitolandole "casualmente" a Ettore Muti, che molti di noi tristemente ricordano, ma che visti i tempi e le ideologie imperanti non sembrerebbe più esser così ..."tristemente" ricordato. Le misure restrittive approvate nei giorni scorsi non solo sulle questioni dell’immigrazione, ma anche sul diritto allo sciopero, che contrariamente a quanto sbandierato dai servi dell'informazione, erano già molto restrittive in se, o quelle inerenti al divieto di bere o mangiare dopo le due di notte, in pieno stile coprifuoco nazifascista, sono gli ultimi inequivocabili segnali, se ancora ce ne fosse stato bisogno, del livello di squadrismo, controllo e dittatura sociale, di quel barbaro degrado mentale e morale raggiunto da coloro che governano questo paese, sempre più lobotomizzato e perverso, sempre più diretto verso un baratro oscuro e oscurantista.
domenica, 01 marzo 2009
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Il 28 Febbraio del 1978 muore a Roma, vittima di un commando di estrema destra Roberto Scialabba di soli 24 anni. Quel giorno era il terzo anniversario dell'uccisione di M.Mantakas, giovane della destra universitaria di avanguardia nazionale (fuan). Nello stesso periodo furono fondati i NAR, organizzazione clandestina di estrema destra guidata dai fratelli Cristiano e Valerio Fioravanti, insieme con molti altri esponenti di spicco dell'area neofascista (Francesca Mambro, Dario Pedretti, Luigi Ciavardini, Gilberto Cavallini, Stefano Soderini, Franco Anselmi, Massimo Carminati, Claudio e Stefano Bracci, Guido Zappavigna, Mario Corsi detto "Marione", Stefano Tiraboschi, Lino Lai, Paolo Pizzonia, Patrizio Trochei, Walter Sordi, Marco Mario Massimi, Pasquale Belsito, Fiorenzo Trincanato, Andrea Vian, Pasquale Guaglianone, Pierluigi Bragaglia.). I NAR erano convinti, tramite una "soffiata" di un camerata giunta dal carcere di Regina Coeli, che i colpevoli dell'agguato di via Acca Larentia provenissero da uno stabile occupato a Cinecittà. La sera del 28 Febbraio quindi vi si recarono con la chiara intensione di vendicarsi, non sapendo che lo stesso stabile era stato sgomberato dalla polizia il giorno prima. In conseguenza di ciò scatenarono la loro sete di vendetta in un raid omicida nella zona Don Bosco, uccidendo appunto Roberto Scialabba colpito al torace da un proiettile e successivamente freddato da Valerio Fioravanti a bruciapelo, che dopo essergli montato sopra, gli spara ulteriori due colpi alla nuca. Nella sparatoria rimane ferito anche il fratello di Roberto, Nicola, che tuttavia riesce a fuggire e mettersi in salvo poiché i fascisti si allarmano per l'arrivo di una macchina di passaggio. Per quattro anni il delitto non ebbe colpevoli, la stampa vergognosamente parlò a lungo di regolamento di conti fra spacciatori, fino a quando nel 1982 Cristiano Fioravanti racconto come erano andati i fatti.
domenica, 22 febbraio 2009
ITALIA MACHT FREI
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Le camere a gas sterminavano solo i pidocchi. Così c'era scritto sul giornale qualche tempo fa. L’ha detto un prete francese e l’ha ripetuto un suo "collega" di Treviso. Ma allora è per questo che ancor oggi la "pulita" borghesia odia i rom? O i nazifascisti allora con le loro "pulite e stirate" divise, tutti bianchissimi, arianissimi, tutti carucci e pettinati, odiavano anche loro gli zingari ? Forse perché sono un popolo che non ha fatto mai guerra, non ha un esercito o una polizia. Non ambisce alla bomba atomica e se ne frega delle mine antiuomo, dello scudo spaziale e delle armi chimiche. Non fonda banche e assicurazioni, né terrorizza con l’inganno del prodotto interno lordo. Non costruisce galere e manicomi. Non ha fabbriche che inquinano i fiumi, né compagnie aeree che avvelenano l’aria. Non ha prodotto l’amianto cancerogeno, né imbottiglia l’acqua per lucrare su un bene che dovrebbe essere comune. Non bombarda la frutta coi raggi gamma, né produce ortaggi transgenici. Non possiede supermercati, fast food e ipernegozi del mobile componibile. Non ha leader che diventano burocrati, politici, preti o commercialisti, papi o re, leader di schieramenti politici e segretari di partito o di sindacato, amministratori delegati e maestri venerabili di lobbie massoniche, ministri, sindaci, presentatori televisivi e veline. Non controlla l’informazione con giornali e televisioni. Non viaggia nello spazio e nel cyberspazio. Non guadagna col copyright e non fonda multinazionali. Non gestisce le masse con la religione o col traffico di droghe.
E’ vero, si tratta proprio di "pericolosi parassiti". Un problema da risolvere col ddt.

da un testo di A.Celestini
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Ripensandoci a mente fredda, "The Dog" R.Maroni non ha tutti i torti, quando dice che le ronde faranno dimunuire drasticamente gli stupri. Infatti grazie alle ronde nazionalfasciste centinaia se non migliaia di mariti saranno fuori di casa impegnati appunto nelle ronde e questo significa che centinaia se non migliaia di mogli, rimarranno a casa da sole. Ecco lì che non saranno quindi più esposte a pestaggi e violenze sessuali. D'altronde queste sono situazioni che fanno "clamore" quindi le ronde nazionalfasciste s'hanno da fare lo stesso, come ha detto qualche giorno fà l'incompetente liberista e pluripregiudicato Berlusconi, nonostante gli stupri siano diminuiti fuori, ma non dentro le italiote case. Certo però che gran bastardi stì qua che fanno "clamore" su stupri e violenza, ma chi saranno poi ? Non saranno mica i proprietari di televisioni che fanno aprire con la cronaca nera ogni edizione dei loro tg ? Certo se uno va a vedere le statistiche 2007 di quante aperture fatte con la cronaca nera, diffuse dal Centro di ascolto sull'informazione televisiva, si può tranquillamente notare di quanta paura sia stata "iniettata" nei lobotomizzati cervelletti italioti  dalle tv del pluripregiudicato pidduista Berlusconi, che infatti sono in testa con it1 da record con 197, tg5 con 64 rispetto alla "comunista" rai3 che ne ha solo 32, passando per gli amichetti del tg2 con 62 e quella del leccaculo a tariffa di Fede che ne ha invece 70. Quindi è chiaro, impaurita a dovere la lobotomizzata italietta con lo stesso "clamore" di chi oggi lo denuncia ed il gioco è fatto, basterà ora solo raccogliere i razzisti e xenofobi frutti applicandoli a questa pulizia etnica in atto ad oggi. Certo che qualcuno dirà che costoro hanno proprio una faccia come il culo, o il culo in faccia è li stesso, visto che poi cercano di far passare le ronde nazionalfasciste come la soluzione al problema di un popolo che vuole farsi giustizia da se...Un bel paradosso. L'unica speranza rimane forse quella che prima o poi qualcuno applichi la stessa tolleranza zero verso codeste facce da culo...ma non penso che ciò possa avvenire presto.

Da un art.lo di A.Robecchi su il manifesto
martedì, 27 gennaio 2009
 27-01-1945

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27-01-2009
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giovedì, 22 gennaio 2009
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 ASSASSINI-MURDERERS 
lunedì, 15 dicembre 2008
 “Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile?  
 Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere” 
 (M. Bakunin) 


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Per affrontare con la massima apertura e disponibilità questa ricerca, occorre innanzitutto abbandonare i vari pregiudizi, chiarirci il più possibile le idee, e cioè partire dall'inizio. Il termine “anarchia” è infatti ancora un po' troppo avvolto nella confusione. Muoviamo allora dalle origini, dal significato della parola “anarchia”. Il termine “an-archia” deriva dal greco “αναρχία”, parola composta dalla radice α-(a-), senza, e dalla radice αρχ- (arch), governo, dominio, e viene solitamente tradotto con le espressioni “senza-comando”, “senza-potere”, “senza-autorità”. “Archi” (archi), primo termine di numerosi composti, deriva dal verbo “archein”, archein, comandare. Così “archia”, archia, da “archos”, archos, “arca”, nelle parole composte dotte significa “governo”, “dominio” (mon-archia, olig-archia) e “an-archos”, an-archos, può essere pertanto tradotto “senza un superiore”. Ma si considera anche, come secondo termine, “arch ”, arché, che unito alla radice α- diviene “an-arch”, an-arché. “Arché” però, prima ancora di “comando”, “potere”, “autorità”, significa “principio”, “origine e fine di tutte le cose”, perciò “anarchia” può anche voler dire “senza principio”, “senza divinità”, “senza dogmi”. Una delle definizioni del pensiero anarchico (in forma sintetica) è infatti “né Dio né padrone”. Sébastien Faure disse: “Chiunque neghi l'autorità e combatta contro di essa è un anarchico”. Definizione molto semplice, e per questo incompleta e alla fine fuorviante. Il pensiero anarchico è in realtà un pensiero complesso, policromo, talvolta contraddittorio. Semplificarlo non aiuta a conoscerlo e a liberarsi dalla confusione cui accennavamo prima. E' un pensiero che ha una sua storia peculiare e un proprio originale nucleo teorico-concettuale, che lo distingue da altre dottrine politiche, come il socialismo o il liberalismo, e che lo rende in un certo senso più ampio di queste, in quanto tende ad occuparsi dell'intera vita umana e non soltanto della gestione politica o di quella economica. Ma ciò che soprattutto lo distingue dalle altre dottrine politiche, è che per l'anarchismo non esiste una “umanità astratta” (di cui invece trattano tanto il liberalismo quanto il socialismo di stato e il comunismo autoritario), ma singoli uomini concreti. Il pensiero anarchico pertanto, diversamente dalle altre dottrine politiche, non ritiene di aver compreso per via filosofica la “natura” dell'uomo, e non si considera legittimato a prescrivere un codice morale e un'etica di comportamento che implichino diritti e doveri uguali per tutti gli uomini. Nell'anarchia è di fondamentale importanza l'autodeterminazione dell'individuo, di ogni singolo individuo, che è unico e diverso da tutti gli altri, e il suo totale e pieno diritto di scelta, di consenso o di rifiuto. Potremmo provare a definirla quindi una filosofia della libertà. Ma anche così otteniamo una definizione in un certo senso riduttiva e vaga al tempo stesso. Quello anarchico non è un pensiero che rimane tale, ma è un pensiero legato strettamente all'azione, dando immediata origine all'”anarchismo”. Precisando meglio, l'anarchismo non deriva da riflessioni astratte di qualche intellettuale o filosofo, ma dalla lotta diretta dei lavoratori contro il capitalismo, dalla ribellione degli oppressi contro i loro oppressori, dai bisogni e dalle necessità di questi uomini e dalle loro aspirazioni di libertà ed eguaglianza. I pensatori anarchici, quindi, come ad esempio Bakunin o Kropotkin, non inventarono l'idea dell'anarchismo, semplicemente la scoprirono nelle masse oppresse e sfruttate e la rafforzarono, la chiarirono e la divulgarono. E' l'azione pertanto che dà origine al pensiero. Il fine ultimo dell'anarchismo è infatti quello di un cambiamento sociale. L'anarchia critica la società esistente, di conseguenza non respinge il potere terreno in base a considerazioni prettamente filosofiche o religiose (come i mistici o gli stoici, ad esempio). Per inciso, si può, senza eccedere in fantasia, tanto per quanto riguarda il pensiero anarchico come per altri pensieri “moderni”, fare accostamenti in alcuni punti con correnti filosofiche più antiche, e in questo caso quindi rilevare alcune somiglianze tra il pensiero anarchico e lo stesso stoicismo, ad esempio, per la sua visione cosmopolita, o ancora meglio lo scetticismo, per il suo rifiuto di ogni dogma, o l'epicureismo, per la sua concezione materialistica e atomistica, per il suo contatto con la realtà concreta, per la scelta della situazione, delle persone e dei fatti che meglio si armonizzano con la costituzione intellettuale dell'individuo, per l'esclusione delle sterili dispute sulle questioni “supreme”, per la pluralità delle ipotesi, per la vita piacevole accompagnata però dalla rinuncia “al più”, quindi la semplicità e non lo spreco, per il suo rifiuto dell’attività politica fine a se stessa, o, ancora, si può accostare il pensiero e il sentire anarchico ad alcuni aspetti del libertinismo, per il suo richiamo alla dignità e all'autonomia della ragione dell'uomo, per il suo volersi emancipare da ogni forma di servitù intellettuale e per la sua ribellione morale alla legge e alla tradizione invecchiata, a tutto ciò che non permette all'uomo di liberare la sua creatività, quindi per quel suo spirito innovativo, scanzonato e ribelle. Portiamo dentro di noi in vari modi l'intera storia del pensiero che ci ha preceduti, che spesso riemerge in forme nuove. Riprendendo il filo del discorso, l'anarchia, come abbiamo osservato, non sogna un mondo ultraterreno. Si occupa di questo, dove ora ci troviamo a vivere. Non si esaurisce in desideri o fughe individuali. Né si è mai considerata un pensiero elitario. E’ un pensiero concreto e radicato nel mondo che lo circonda, aperto a tutti quanti gli uomini. Esistono infatti sia il pensiero anarchico che il movimento anarchico, nelle sue varie fasi, forme ed espressioni. E sono qualcosa di inscindibile. Uno non può esistere senza l'altro. L'anarchia in senso astratto non ha senso per gli anarchici, ciò che essi desiderano è realizzarla concretamente, qui e ora. Le idee da sole non significano nulla, ma vanno messe in pratica nella vita di tutti i giorni, in quella pubblica come in quella privata (per gli anarchici non esiste questa distinzione, così come non esiste distinzione tra i mezzi e il fine che si vuole raggiungere, visto che non si può voler ottenere la libertà, ad esempio, restringendola o negandola), tentando di realizzare in ogni gesto, singolarmente e in comunione con gli altri, quel mondo più umano, più libero, più giusto, che è al centro dell'ideale anarchico.
giovedì, 11 dicembre 2008
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Milano - 12 dicembre 1969
un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16,37, nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 16 morti e 87 feriti.

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sabato, 06 dicembre 2008
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Fu una "strage premeditata" dai fottuti padroni capitalisti senza scruopoli, questo è il vero nome con cui va chiamato ciò che avvenne nella notte di giovedì 6 dicembre 2007 in quel della ThyssenKrupp di Torino, un ennesimo "incidente sul lavoro" che sconvolse la vita di 7 famiglie proletarie e non solo. Ben 7 operai vennero travolti da un incendio sviluppatosi nel reparto trattamento termico dove i laminati d'acciaio vengono portati ad altissime temperature e poi raffreddati in bagni d'olio per temperarli. Antonio Schiavone,36 anni che morì subito bruciato vivo, Roberto Scola, 32 anni, che aveva il corpo interamente ricoperto di ustioni, morì intorno alle 7 del giorno dopo, mentre alle 17.45 sempre del 7 morì Angelo Laurino, 43 anni, che era stato ricoverato all'ospedale Giovanni Bosco con ustioni su oltre il 90%, Bruno Santino che aveva 26 anni morì anche lui nella tarda serata, era un altro dei feriti gravissimi che non risci a resistere alle gravi ustioni. Un'agonia durata invece dieci giorni, per un peggioramento subito nelle ultime ore riguardò invece Rocco Marzo, 54 anni, che morì all'ospedale Le Molinette.  Rocco stava facendo un giro di controllo, ed aveva in tasca la radio d'emergenza, ma non fece mai in tempo a usarla, aveva riportato ustioni sull'80% del corpo. Rosario Rodinò aveva anche lui ustioni su quasi tutto il corpo, venne mantenuto in coma farmacologico perché non sentisse dolore, ma alla fine morì anche lui nell'ospedale Villa Scassi di Genova dopo tredici giorni di agonia. Giuseppe Demasi che morì per arresto cardiaco all’ospedale Cto di Torino all’età di 26 anni dopo oltre tre settimane di agonia, fu l'ultima vittima, in ordine di tempo, di quella infame strage avvenuta alla thyssenkrupp...Le acciaierie del fuhrer.  Gli operai morti e gravemente ustionati di quei giorni avevano già fatto le loro 8 ore e stavano facendo altre 4 ore di straordinario, per di più notturno, in tutto 12 ore consecutive. Impegnati fino allo stremo in lavorazioni che anche per una sola ora sono massacranti, ed in quella maledetta fabbrica, come in tante altre, chi non accettava di fare gli straordinari veniva cacciato. In soli 200 operai, a "tanti" erano stati ridotti, solo 200 dovevano fare la produzione che fino a luglio scorso era fatta da 385 operai, un suicidio preannunciato. Il ricatto del lavoro è la regola per i fottuti capitalisti che sfruttano al massimo possibile uomini e macchinari, con la manutenzione dei macchinari che è ovviamente e regolarmente in difetto se non assente del tutto. Gli alti signori delle istituzioni e della politica in occasioni come queste sono sempre pronti a spargere le loro lacrime rilasciando dichiarazioni vergognosamente ipocrite di grande preoccupazione per le condizioni di lavoro operaie, ma sanno benissimo che la sicurezza sui posti di lavoro oramai è un'emergenza. Le leggi ci sono, ma vanno rispettate e questo purtroppo invece non avviene, i controlli devono funzionare, ma nessuno fa nulla perchè ciò avvenga, tutti lo sanno ma nessuno fa nulla e chi si lamenta viene mandato a casa con un bel calcio nel culo. E intanto gli operai muoiono nelle fabbriche, nei cantieri, nelle miniere e non ci sono mai capitalisti che paghino salati i loro assassinii! Il modo per obbligare i capitalisti ad applicare le misure di sicurezza sul posto di lavoro c'è, e non è quello seguito fino ad oggi dai cosiddetti uffici competenti, nè quello seguito dai sindacati collaborazionisti, tante chiacchiere, ma fatti reali non se sono mai visti! Quindi è giunta l'ora di dire BASTA, non si può continuare a morire, a mutilarsi, ad invalidarsi per ingrassare i profitti di questi fottuti padroni capitalisti. E' giunta l'ora di riprendere la lotta nelle nostre mani, organizzarci nelle assemblee e nei comitati, nelle azioni di sabotaggio contro questi fottuti padroni e contro questo vile sfruttamento indiscriminato senza scrupoli, combattere strenuamente con ogni mezzo non solo per la difesa delle condizioni di sicurezza sui posti di lavoro e di vita degli operai! Ma anche e soprattutto per far si che siano finalmente gli operai a gestire la fabbrica ed il proprio lavoro, non viceversa. E ad ogni minimo soppruso sul lavoro, avviare subito uno sciopero immediato fino a quando tutte le richieste non siano state esaudite, e senza sospensione della paga. E se muore un operaio sul posto lavoro, sciopero generale, immediato, ad oltranza, con la mobilitazione di tutte le categorie. Perchè quando un operaio perde la vita per colpa dei fottuti padroni capitalisti, tutti i fottuti padroni capitalisti sono egualmente responsabili, così come lo sono le fottute istituzioni che li proteggono, quindi la lotta dovrà colpirli tutti, nessuno escluso !

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L'acciaio del führer.
Nel 1933 Gustav Krupp, il proprietario delle acciaierie Krupp, finanziava generosamente il partito nazional-socialista tedesco e la sua ascesa al potere. Negli anni successivi la Krupp guida il riarmo della Germania, sviluppando il famigerato cannone antiaereo da 88 cm ed i primi panzer con motore diesel ma soprattutto continua a guadagnare e sguazzare nel terzo reich. Alla fine della II Guerra Mondiale si scoprì poi che Herr Alfried Krupp affittava direttamente dalle SS prigionieri politici a 4 marchi al giorno. I giudici del processo di Norimberga infatti lo condannano per uso ed abuso assassino di lavoro forzato a 12 anni di carcere ed alla cessione del 75% degli averi di famiglia. A riprova ulteriore che i processi siano un mero esercizio di potere, la condanna nei confronti dell’ariano Alfried non viene eseguita e l’ultimo Krupp in ordine di tempo ritorna al comando dell’azienda di famiglia. Nel 1999 il gruppo Krupp si fonde con le acciaierie di un’altra dinastia tedesca di aperti sostenitori della dittatura nazista: i Thyssen.
mercoledì, 08 ottobre 2008
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A San Rossore, esattamente 70 anni fa, fu scritta una delle pagine più vergognose e nere della storia italiana del Novecento. Infatti ci fu la firma dei provvedimenti razziali che cancellarono tutti i diritti dei cittadini ebrei, e non solo. Ma nonostante ricorra, in questo  2008, il 70° anniversario di quella vergogna nazionale, NON ci sarà affatto  l’occasione per ribaltare la storia. Ma anzi ad oggi , e quindi a distanza di ben 70 anni, le nefaste e devastanti ideologie di allora, che sarebbero dovute essere dimenticate e sepolte, sono invece ancora oggi, sempre più legittimate e vive proprio grazie a questi schiofosi personaggi , che alloggiano le "istituzioni". Ma anche e soprattutto, ahinoi, sempre più radicate, e forse mai abbandonate, dalle mentalità degli italioti "moderni". E si cerca, sempre più impunemente, di riportare indietro l'orologio temporale, a tempi bui della storia italiana, che ripeto invece dovrebbero essere dimenticati e sopolti per sempre. Ne sono piena dimostrazione tutti questi atti di stampo razzista accaduti, e non solo nei giorni scorsi, e tutte le indegne situazioni che di giorno in giorno vengono perpetrate ai danni di tutti quei cittadini considerati "diversi" o non di nazionalità italiana. Tutto questo tramite, appunto, i sempre più frequenti atti di discriminazione raziale, attuate grazie alle nefaste e vergognose ideologie che oramai la fanno da padrone nei palazzi istituzionali e nelle bacate menti di molti, troppi italioti lobotomizzati. A San Rossore, 70 anni fa, dove quelle leggi furono firmate, quelle stesse leggi dovrebbero essere ristrappate e sepolte per sempre, come anche in tutta italia, ed in tutto il mondo intero. In italia si dovrebbe sempre più diffondere la memoria storica delle stragi nazifasciste, della persecuzione razziale, delle deportazioni. Qui, in questo paese senza più mempria, il “giorno della memoria” dovrebbe appunto durare 365 giorni l’anno. In tutta italia dovrebbero essere organizzate centinaia di attività per conservare il ricordo e far si che quello che è accaduto non si ripeta MAI più, ma invece sta avvenendo l'esatto contrario. Molti, troppi italioti di oggi, avrebbero un gran bisogno di toccare con mano cosa fu veramente l’orrore dei campi di concentramento Nazifascisti, cosa veramente furono e che cosa provocarono in seguito, la firma delle leggi razziali. Ricordare cosa fu veramente la persecuzione e attualizzare sempre più quella memoria per concentrare ad oggi una ferma e ferrea lotta ad ogni forma di violenza, razzismo ed intolleranza, verso chiunque. Il ricordo della memoria si rende sempre più necessario, per attuare oggi proposte concrete, per capire quanto dobbiamo e possiamo ancora fare perché quello che è avvenuto sotto il nazifascismo, o in america, ma poi anche in Sudafrica, ed in tante altre parti del mondo nel corso della storia, non si ripeta MAI più. A San Rossore Il 5 settembre 1938, dove si trovava per un periodo di vacanza, il Re Vittorio Emanuele III appose la sua firma al Regio Decreto n.1390 “Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista” Anche se non divenne mai legge, perché fu integrato più tardi nel testo della legge del 17 Novembre 1938 “Provvedimenti per la razza italiana”, quel decreto fu il primo a dare l’avvio alle Vergognose leggi razziali in Italia. Al suo interno si sosteneva “la necessità assoluta e urgente di dettare disposizioni per la difesa della razza nella scuola italiana”, e si decise così di procedere alla “sospensione” di alunni, docenti, e tutto il personale di “razza ebraica” da tutte le scuole “di ogni ordine e grado” del regno, ma non solo. Venne anche specificato che doveva essere “considerato di razza ebraica chiunque sia nato da genitori entrambi di razza ebraica anche se egli professi un’altra religione”. Sempre a San Rossore, nello stesso mese di settembre, vennero firmati anche i “Provvedimenti nei confronti degli ebrei stranieri” (il 7 settembre) e il decreto per l’ “istituzione di scuole elementari per fanciulli di razza ebraica” (23 settembre). Negli anni successivi (luglio 1939, settembre 1940, ottobre 1942) Vittorio Emanuele III firmò anche i provvedimenti che impedivano agli ebrei di esercitare qualsiasi professione, essere arruolati nell’esercito, possedere beni immobili. Quelle leggi erano l’appoggio giuridico per fare degli ebrei una “nazione nemica”, degli stranieri in patria. Fu così che iniziarono i rastrellamenti, le stragi, le deportazioni. Gli ebrei italiani vittime dell’olocausto furono oltre 7000.
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- Cronologia delle leggi razziali in Italia
14 Luglio 1938 Manifesto sulla purezza della razza Italiana redatto da 10 "scienziati"
25 Luglio 1938 Comunicato della Segreteria del PNF sulla Razza Italiana
5 Settembre 1938 Regio Decreto per la difesa della razza nella scuola
7 Settembre 1938 Regio Decreto sugli Ebrei stranieri
6 Ottobre 1938 Dichiarazione sulla razza votata dal Gran Consiglio del Fascismo
15 Novembre 1938 Regio Decreto sull'integrazione in testo unico delle norme già emanate per la difesa della razza nella scuola italiana
17 Novembre 1938 Regio Decreto per la difesa della razza Italiana
29 Giugno 1939 Regio Decreto sulla disciplina dell'esercizio delle professioni da parte di cittadini di razza Ebraica

Una delle prime conseguenze della promulgazione delle leggi razziali fu l’istituzione di scuole ebraiche, dove furono destinati alunni e insegnanti ebrei, esclusi dalle scuole dello Stato.

Vorrei infine raccontare appunto la storia di Enrica Calabresi, la cui vicenda umana e professionale è simbolica, anche se poco conosciuta, del livello di aberrazione a cui si arrivò negli anni dell’Italia fascista. Enrica Calabresi era nata a Ferrara nel 1891. Trasferitasi con la famiglia a Firenze, si laureò nel 1914 in Scienze Naturali. Ancora prima della laurea venne assunta come presso il Gabinetto di zoologia dell’Università di Firenze. Nel 1924 le venne conferito il diploma di abilitazione alla docenza e nell'arco degli anni trenta le vennero riconosciute varie abilitazioni all'insegnamento (l'Astronoma Margherita Hack è stata sua allieva al Liceo classico “Galileo” di Firenze) e diversi riconoscimenti accademici. Il 14 dicembre 1938 fu dichiarata decaduta dall'abilitazione alla libera docenza di zoologia perché "appartenente alla razza ebraica". Nonostante le voci sempre peggiori che arrivavano dalla Germania sulle persecuzioni inflitte agli ebrei, scelse di restare a Firenze (la maggior parte della sua famiglia, rifugiata in Svizzera, riuscì a salvarsi) e dal 1939 al 1943 riuscì a sopravvivere insegnando scienze nelle classi superiori della Scuola ebraica. Nel gennaio del 1944 venne arrestata dalla Gestapo nella sua abitazione e trasferita al carcere fiorentino di Santa Verdiana. Il 20 dello stesso mese si suicidò ingerendo del veleno, per non finire deportata in un campo di concentramento tedesco. Scrisse le sue ultime volontà su un ritaglio di carta, che consegnò alle suore del carcere: “Prego con tutta l’anima la Madre Superiora di prendere in consegna tutti gli oggetti che mi appartengono e di non lasciarli andare nelle mani dei tedeschi. Voglia a suo tempo destinarli a opere di bene. Dio mi perdoni. Enrica Calabresi 18.1.1944”.
mercoledì, 01 ottobre 2008
<Caro Spike Lee ecco perché io partigiano sparavo e fuggivo>
Giorgio Bocca

Un "Regista" cinematografico, Spike Lee, in cerca di pubblicità per il suo film sulla strage nazista di Stazzema ripesca i luoghi comuni dell´attesismo e del revisionismo antipartigiano e i giornali disponibili al riflusso neofascista li pubblicano con risalto. Che pena! Val la pena di rispondere al signor Spike Lee? È un dovere storico anche se probabilmente inutile. Spike Lee dice: «Dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche». Spike Lee ha una idea sia pur labile di cosa è la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? È, per l´appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l´alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l´attesismo che fa comodo all´occupante. Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c´era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l´attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore. Spike Lee dice che fu il maresciallo Kesselring a dettare il codice delle rappresaglie: «Ogni soldato germanico ferito o ucciso verrà vendicato cento volte». Ma non fu Kesselring a stabilire la punizione terroristica, fu il comando della Wehrmacht, fu Hitler. L´attesismo era la resa senza condizione a un nemico che disponeva della vita e della morte di ogni italiano e che procedeva con i suoi "verboten" alla nostra servitù totale: proibito riunirsi, proibito informarsi, proibito avere ospiti, proibito aver piccioni viaggiatori, proibito tutto. Nel film di Spike Lee si sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, le centinaia di donne e bambini trucidati, fu "colpa" di una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell´arrivo delle SS. Spike Lee si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: «Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant´Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell´eccidio». Spike Lee ha aggiunto: «Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi». Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Tutti i giornali italiani hanno titolato la notizia riportando le parole di Spike Lee. «I partigiani? Spesso fuggivano, abbandonavano le popolazioni alle rappresaglie». Chi è stato partigiano sarà «suscettibile» ma capisce che il vento è cambiato, che il rispetto e la riconoscenza per chi ha messo a rischio la sua vita per la libertà di tutti, hanno lasciato il campo alla diffamazione e alla ostilità. È un cambiamento sgradevole ma prevedibile. Un giorno della primavera del ´45 ero assieme a Livio Bianco sul monte Tamone in val Grana da cui si vede la pianura e la città di Cuneo. Indovinando il mio pensiero Livio disse: «Andrà già bene se non ci metteranno in galera». I prudenti, i vili, la maggioranza non perdonano alle minoranze di aver avuto coraggio o semplicemente il senso di un dovere civico. Ci sono anche da noi molti antipartigiani semplicemente per una questione anagrafica, di non aver potuto per ragioni di età partecipare alla Resistenza. Ci sono molti antipartigiani che vedono nei partigiani un reducismo privilegiato e fastidioso. Curioso reducismo. Curioso privilegio. Cinque anni dopo la liberazione i carabinieri della val Maira riferivano sul mio conto a un magistrato: «Si ricorda che circolava armato con atteggiamenti spavaldi». E anche io, come dice Spike Lee, sparavo e poi scappavo.

12 agosto 1944-Strage Di S.A.di Stazzema

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sabato, 20 settembre 2008


La fuga dei conigli cacasotto neonazisti che avrebbero dovuto tenere una conferenza stampa alle 11:00 per l'apertura del loro schifoso convegno, a quanto racconta l'unico giornalista che ha assistito alla scena, il corrispondente locale della Tageszeitung, Pascale Beucker, è stata precipitosa ed a gambe levate. La decina di politici e attivisti di Pro-Koeln ha in fretta e furia lasciato Rodenkirchen per salire su un battello sul Reno e dirigersi verso il porto fluviale di Nihl, sei chilometri più a nord. Beucker è l'unico ad aver assistito agli insulti e alla sassaiola degli antifascisti, che ha costretto quelli di Pro-Koeln a mollare gli ormeggi più in fretta che potevano. Pro-Koeln ha chiamato a raccolta una masnada di politici di estrema destra da ogni parte d'Europa: da Jean Marie Le Pena (che ha poi declinato l'invito), a Heinz-Christian Strache, austriaco dell'Fpo (Partito per la libertà), a Filip Devinter del belga Vlaams Belang (Interesse fiammingo), "all'italiano" Mario Borghezio, il cicciabomba della Lega.
Erano tutti attesi nella piazza del mercato, a pochi metri dalla cattedrale oggi alle 11, dove, assieme a un migliaio di neo-nazi, naziskin e varie altre sigle fasciste, avrebbero voluto tenere l'annunciata adunata di piazza. Il problema è che la mobilitazione antifascista è stata talmente rumorosa e imponente (oltre 50 mila persone, nella contro-manifestazione dei movimentisti-antagonisti-antifascisti che, in un tam-tam generale, cercheranno in ogni modo di impedirne lo svolgimento), che neanche la polizia sa più che pesci prendere.


Tensione e proteste a Colonia vietata la manifestazione islamica
Alla fine, giunge notizia che
la manifestazione neonazista
è stata vietata.
domenica, 14 settembre 2008
Ancora vergognose scritte nazifasciste a Piazza Ledro nel quartiere Salario-Trieste a Roma. Sono state imbrattate delle lapidi commemorative per i martiri delle Fosse Ardeatine. Le targhe erano state poste sotto le abitazioni di due vittime del massacro nazista, Luigi Pierantoni e Raffaele Zicconi. Appena scoperte le vergognose scritte apparse sulle lapidi che ricordano le vittime delle Fosse Ardeatine in piazza Ledro, è stato disposto, tramite l'Ufficio decoro urbano, l'immediata ripulitura delle targhe commemorative e della facciata del palazzo. E l´Anpi, l´associazione dei partigiani è durissima: «Purtroppo, esiste sempre quell´anima nera, la stessa che aggredisce (ed uccide) i giovani antifascisti e che oltraggia la memoria di morti innocenti. E´ veramente squallido».

P.s.
Ecco cosa poi si scatena nella mente bacata di queste merde, sentendosi legittimati istituzionalmente, invece di rimanere nelle fogne, loro postazione x natura. Tutto questo grazie alle vergognose parole in difesa di nefasti ideali, del duo fascista "occhiosbieco" La russa e Lupomanno ! Come anche l'aggressione di Milano di quel povero ragazzo brutalmente ucciso, grazie anche alle vergognose politiche discriminatorie attuate dalla Lega Nord & Sorci (ops soci) !


sabato, 13 settembre 2008
 ANTIFASCISTA 
 SEMPRE, OVUNQUE E COMUNQUE ! 
sabato, 13 settembre 2008

 Roma, Casilino 900: Vergognosa azione intimidatoria, discriminatoria, di matrice Razzista e Xenofoba delle "forze dell'ordine" nei confronti dei Rom, in vista dell'ispezione degli eurodeputati. La "Schutzstaffel" Polizia italiana, ha effettuato arresti ed espulsioni senza motivazioni plausibili. "Consigliando" (minacciando) poi agli abitanti del campo di non parlare con nessuno dei fatti accaduti.

Ieri mattina, 11 settembre, un vergognoso blitz delle Forze dell’'Ordine al campo Rom Casilino 900 di Roma ha portato al fermo di oltre 20 abitanti del campo, caricati sui pullman della Polizia senza alcuna motivazione ne spiegazione e "rilasciati" dopo oltre 12 ore di angoscia, a dir poco. "Mio padre è stato fermato inspiegabilmente," ha rivelato un testimone, in attesa del rilascio dei 20 Rom, "siamo preoccupati per lui. Spero che si risolva tutto per il meglio, ma come si fa a vivere così? Siamo piantonati dalla polizia 24 ore al giorno, non abbiamo diritti umani e ci fanno passare per un'organizzazione malavitosa, anche se, in realtà, nel campo vivono solo famiglie in condizioni disperate. E' impossibile lavorare e la cittadinanza ci guarda con sospetto. Sopravvivere è un'impresa quotidiana, sempre più dura, ma è il solo obiettivo che resta, alla gente del Casilino 900". (Chi di voi, domando, sarebbe disposto a dare lavoro ad un/una Rom, o creare una famiglia con una/un Rom? ecco la risposta: NESSUNO ndskb). Questa vergognosa e discriminatoria azione di stampo razzista e xenofobo in pieno stile nazifascista, fa farte di un atto intimidatorio, se non peggio, in vista dell’ispezione al campo Rom, il prossimo 19 settembre, di una delegazione del Parlamento Europeo, annunciata nei giorni scorsi con una lettera ufficiale dal Presidente del comitato Libertà Civili del Parlamento Europeo, Gérard Deprez, al ministro dell’Interno "the dog" Maroni, agli onorevoli Fini e Schifani e al "sindaco" di Roma Gianni Alemanno, (insomma al peggio del peggio). Un’azione che non ha precedenti in Italia, se non dai tempi del nazifascismo, e che dimostra come alcuni di noi sta andando dicendo da mesi, visto che è in corso in questo Paese una vera e propria caccia al Rom, e che ne vuole la sua scomparsa dal territorio nazionale nel più breve tempo possibile, se non peggio, proprio come ai tempi del nazifascismo. Alcuni rappresentanti di gruppi, attivisti che si occupano della situazione dei Rom,  hanno infatti parlato con alcuni testimoni dentro il campo, venendo così a sapere che le autorità hanno già comunicato ai Rom del Casilino che dovranno presentarsi ancora all'ufficio immigrazione, nel prossimo futuro, e che rischiano espulsioni e condanne, senza alcuna motivazione plausibile, ed in piena violazione di ogni diritto umano e legale. Dopo questa azione, proseguono gli attivisti, i Rom del Casilino 900 sono terrorizzati, e ne hanno ben donde visti i vergognosi atti intimidatori perpetrati dalle squadristiche forze dell'ordine italiote. Inoltre nelle scorse settimane, i Rom sono stati più volte ‘invitati’ (sarebbe meglio dire Minacciati) dalle "forze dell'ordine" a non parlare con i giornalisti e i visitatori e a non comunicare, soprattutto con gli attivisti, gli abusi subiti. Ultimamente, inoltre, agenti della "Schutzstaffel" Polizia italiana, impedivano ai Rom del Casilino di avere ospiti e controllavano chiunque entrasse o uscisse dal campo. Una strategia della tensione aveva creato terrore e sospetto all'interno della comunità. La delegazione del Parlamento Europeo avrebbe dovuto effettuare visite a sorpresa nei campi, purtroppo tutti, invece, sanno che il Casilino 900 è uno degli insediamenti che saranno ispezionati venerdì 19 settembre, una sorpresa ben congeniata insomma. Le autorità hanno anche avvertito tutti che più avanti ogni Rom sarà chiamato dalle "forze dell’ordine" e solo chi se lo "meriterà" (????) potrà restare ed evitare problemi con la legge. Le persone fermate non hanno fatto niente, e sono i più attivi testimoni dell'oppressione, infatti dovrebbero essere messi in contatto con la delegazione di parlamentari europei, attesi per il 19, raccontando così a costoro tutto quello che è vergognosamente accaduto. Il campo in cui si sono svolte le azioni squadriste della "schutzstaffel" polizia italiana, come altri nelle stesse condizioni, è quello appunto del Casilino 900 dove vivono famiglie in condizioni di miseria ed emarginazione spaventose. Nonostante numerosi componenti di tali famiglie siano minori, donne e uomini affetti da malattie, da precarietà e socialmente vulnerabili, gran parte della Città di Roma Non ha mai pensato di inviare presso il Casilino 900, come in altri campi, una task force socio-sanitaria, aiuti umanitari o assistenza, ma solo guardie e soldataglia. Ecco le forze messe in campo dall'amministrazione della Capitale, e dal prebenismo ipocrita, per vessare un'umanità dolente, come quella dei Rom appunto, già provata da una atavica persecuzione storica feroce e ingiusta. Sempre e solo per inesistenti motivi di ordine pubblico, legati solo a folli stereotipi magistralmente artefatti da questa vergognosa, falsa ed ipocrita società xenofobo-razzista imperante in questo fottuto paese.

lunedì, 08 settembre 2008

http://anarcosolidale.splinder.com/post/13756055

L'8 SETTEMBRE 1943 DOPO AVER ASCOLTATO ALLA RADIO L'ANNUNCIO DI BADOGLIO TUTTA L'ITALIA EBBE UN SUSSULTO LIBERATORIO E COMINCIÒ UNA STRENUA LOTTA CONTRO L'INFAME NAZIFASCISTA.
 OGGI A DISTANZA DI 65 ANNI IL CANCRO NAZIFASCISTA È ANCORA PRESENTE ED AL POTERE IN ITALIA, PIÙ FORTE CHE MAI...UN CANCRO MALIGNO E PERVERSO MAI VERAMENTE EPURATO NE DALLE MENTI NE DALLE SEDI ISTITUZIONALI DI QUESTO INGRATO PAESE. TUTTO CIÒ È VERGOGNOSO, E NON SOLO OFFENDE LA MEMORIA DI TUTTI COLORO CHE ALLORA, ED , DIEDERO E DANNO
ANCOR OGGI, LA VITA PER FAR SI CHE L'ITALIA FOSSE E SIA X SEMPRE UN PAESE LIBERO E SOPRATTUTTO ANTINAZIFASCISTA.

alemanno  VERGOGNA la russa   VERGOGNA