martedì, 11 agosto 2009
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"L'odierno sistema di produzione capitalistico ha per presupposto l'esistenza di due classi sociali: da una parte i capitalisti che posseggono i mezzi di produzione e di sussistenza, dall'altra i proletari che sono esclusi da questo possesso, non hanno che un'unica merce da vendere, la loro forza-lavoro, e devono perciò vendere questa loro forza-lavoro per venire in possesso di mezzi di sussistenza. Il valore di una merce viene però determinato dalla quantità di lavoro socialmente necessaria incorporata nella sua produzione e dunque anche nella sua riproduzione, il valore della forza-lavoro di un uomo normale durante un giorno, un mese, un anno viene dunque determinato dalla quantità di lavoro incorporata nella quantità dei mezzi di sussistenza necessari per il mantenimento di questa forza-lavoro durante un giorno, un mese, un anno. Supponiamo che i mezzi di sussistenza dell'operaio per un giorno abbiano richiesto sei ore di lavoro per la loro produzione ovvero, ciò che è lo stesso, il lavoro contenuto in essi rappresenti una quantità di lavoro di sei ore; in questo caso il valore della forza-lavoro per un giorno si esprimerà in una somma di denaro la quale incorpora in sé pure sei ore di lavoro. Supponiamo inoltre che il capitalista che impiega il nostro operaio gli paghi per il suo lavoro questa somma, l'intero valore dunque della sua forza-lavoro. Se ora l'operaio lavora sei ore del giorno per il capitalista, egli lo ha interamente risarcito delle sue spese: sei ore di lavoro, per sei ore di lavoro. E' vero che in questo modo al capitalista non rimarrebbe nulla e perciò questi considera la cosa in un modo del tutto diverso: Io, dice, ho comperato la forza-lavoro di questo operaio non per sei ore, bensì per un'intera giornata, e per conseguenza egli fa lavorare l'operaio, secondo le circostanze, otto, dieci, dodici, quattordici e più ore, così che il prodotto della settima, dell'ottava e delle successive ore è un prodotto di un lavoro non pagato e passa intanto nelle tasche del capitalista. In questo modo l'operaio riproduce al servizio del capitalista non soltanto il valore della sua forza-lavoro che gli viene pagato, ma egli produce oltre a questo anche un plusvalore, di cui in un primo momento il capitalista si appropria e che in seguito viene ripartito in base a determinate leggi economiche tra l'intera classe capitalista e forma il nucleo fondamentale dal quale scaturiscono la rendita fondiaria, il profitto, l'accumulazione del capitale, in breve tutte le ricchezze consumate o accumulate dalle classi non lavoratrici. Con ciò era stato dimostrato che l'arricchimento dei capitalisti odierni consiste nell'appropriazione del lavoro altrui non pagato, esattamente come avveniva con l'arricchimento dei proprietari di schiavi o dei signori feudali che sfruttavano il lavoro servile, e che tutte queste forme di sfruttamento si distinguono unicamente per la diversa maniera con cui avviene l'appropriazione del lavoro non pagato. Ma con ciò veniva tolta anche l'ultima base a tutte le ipocrite frasi delle classi possidenti, che affermavano esservi nell'attuale ordinamento sociale diritto e giustizia, uguaglianza dei diritti e dei doveri e una generale armonia degli interessi, e veniva smascherata l'attuale società borghese non meno di quelle precedenti, come una istituzione grandiosa per lo sfruttamento dell'enorme maggioranza del popolo ad opera di una piccola minoranza sempre decrescente."

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lunedì, 02 febbraio 2009



 Perchè lo schiavo non è quello 
 che ha la catena al piede 
 ...ma chi non è più capace 
 di immaginarsi la libertà ! 

sabato, 06 dicembre 2008
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Fu una "strage premeditata" dai fottuti padroni capitalisti senza scruopoli, questo è il vero nome con cui va chiamato ciò che avvenne nella notte di giovedì 6 dicembre 2007 in quel della ThyssenKrupp di Torino, un ennesimo "incidente sul lavoro" che sconvolse la vita di 7 famiglie proletarie e non solo. Ben 7 operai vennero travolti da un incendio sviluppatosi nel reparto trattamento termico dove i laminati d'acciaio vengono portati ad altissime temperature e poi raffreddati in bagni d'olio per temperarli. Antonio Schiavone,36 anni che morì subito bruciato vivo, Roberto Scola, 32 anni, che aveva il corpo interamente ricoperto di ustioni, morì intorno alle 7 del giorno dopo, mentre alle 17.45 sempre del 7 morì Angelo Laurino, 43 anni, che era stato ricoverato all'ospedale Giovanni Bosco con ustioni su oltre il 90%, Bruno Santino che aveva 26 anni morì anche lui nella tarda serata, era un altro dei feriti gravissimi che non risci a resistere alle gravi ustioni. Un'agonia durata invece dieci giorni, per un peggioramento subito nelle ultime ore riguardò invece Rocco Marzo, 54 anni, che morì all'ospedale Le Molinette.  Rocco stava facendo un giro di controllo, ed aveva in tasca la radio d'emergenza, ma non fece mai in tempo a usarla, aveva riportato ustioni sull'80% del corpo. Rosario Rodinò aveva anche lui ustioni su quasi tutto il corpo, venne mantenuto in coma farmacologico perché non sentisse dolore, ma alla fine morì anche lui nell'ospedale Villa Scassi di Genova dopo tredici giorni di agonia. Giuseppe Demasi che morì per arresto cardiaco all’ospedale Cto di Torino all’età di 26 anni dopo oltre tre settimane di agonia, fu l'ultima vittima, in ordine di tempo, di quella infame strage avvenuta alla thyssenkrupp...Le acciaierie del fuhrer.  Gli operai morti e gravemente ustionati di quei giorni avevano già fatto le loro 8 ore e stavano facendo altre 4 ore di straordinario, per di più notturno, in tutto 12 ore consecutive. Impegnati fino allo stremo in lavorazioni che anche per una sola ora sono massacranti, ed in quella maledetta fabbrica, come in tante altre, chi non accettava di fare gli straordinari veniva cacciato. In soli 200 operai, a "tanti" erano stati ridotti, solo 200 dovevano fare la produzione che fino a luglio scorso era fatta da 385 operai, un suicidio preannunciato. Il ricatto del lavoro è la regola per i fottuti capitalisti che sfruttano al massimo possibile uomini e macchinari, con la manutenzione dei macchinari che è ovviamente e regolarmente in difetto se non assente del tutto. Gli alti signori delle istituzioni e della politica in occasioni come queste sono sempre pronti a spargere le loro lacrime rilasciando dichiarazioni vergognosamente ipocrite di grande preoccupazione per le condizioni di lavoro operaie, ma sanno benissimo che la sicurezza sui posti di lavoro oramai è un'emergenza. Le leggi ci sono, ma vanno rispettate e questo purtroppo invece non avviene, i controlli devono funzionare, ma nessuno fa nulla perchè ciò avvenga, tutti lo sanno ma nessuno fa nulla e chi si lamenta viene mandato a casa con un bel calcio nel culo. E intanto gli operai muoiono nelle fabbriche, nei cantieri, nelle miniere e non ci sono mai capitalisti che paghino salati i loro assassinii! Il modo per obbligare i capitalisti ad applicare le misure di sicurezza sul posto di lavoro c'è, e non è quello seguito fino ad oggi dai cosiddetti uffici competenti, nè quello seguito dai sindacati collaborazionisti, tante chiacchiere, ma fatti reali non se sono mai visti! Quindi è giunta l'ora di dire BASTA, non si può continuare a morire, a mutilarsi, ad invalidarsi per ingrassare i profitti di questi fottuti padroni capitalisti. E' giunta l'ora di riprendere la lotta nelle nostre mani, organizzarci nelle assemblee e nei comitati, nelle azioni di sabotaggio contro questi fottuti padroni e contro questo vile sfruttamento indiscriminato senza scrupoli, combattere strenuamente con ogni mezzo non solo per la difesa delle condizioni di sicurezza sui posti di lavoro e di vita degli operai! Ma anche e soprattutto per far si che siano finalmente gli operai a gestire la fabbrica ed il proprio lavoro, non viceversa. E ad ogni minimo soppruso sul lavoro, avviare subito uno sciopero immediato fino a quando tutte le richieste non siano state esaudite, e senza sospensione della paga. E se muore un operaio sul posto lavoro, sciopero generale, immediato, ad oltranza, con la mobilitazione di tutte le categorie. Perchè quando un operaio perde la vita per colpa dei fottuti padroni capitalisti, tutti i fottuti padroni capitalisti sono egualmente responsabili, così come lo sono le fottute istituzioni che li proteggono, quindi la lotta dovrà colpirli tutti, nessuno escluso !

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L'acciaio del führer.
Nel 1933 Gustav Krupp, il proprietario delle acciaierie Krupp, finanziava generosamente il partito nazional-socialista tedesco e la sua ascesa al potere. Negli anni successivi la Krupp guida il riarmo della Germania, sviluppando il famigerato cannone antiaereo da 88 cm ed i primi panzer con motore diesel ma soprattutto continua a guadagnare e sguazzare nel terzo reich. Alla fine della II Guerra Mondiale si scoprì poi che Herr Alfried Krupp affittava direttamente dalle SS prigionieri politici a 4 marchi al giorno. I giudici del processo di Norimberga infatti lo condannano per uso ed abuso assassino di lavoro forzato a 12 anni di carcere ed alla cessione del 75% degli averi di famiglia. A riprova ulteriore che i processi siano un mero esercizio di potere, la condanna nei confronti dell’ariano Alfried non viene eseguita e l’ultimo Krupp in ordine di tempo ritorna al comando dell’azienda di famiglia. Nel 1999 il gruppo Krupp si fonde con le acciaierie di un’altra dinastia tedesca di aperti sostenitori della dittatura nazista: i Thyssen.
sabato, 13 settembre 2008
 ANTIFASCISTA 
 SEMPRE, OVUNQUE E COMUNQUE ! 
mercoledì, 13 agosto 2008
pugno
I deboli non combattono.
Quelli piu' forti lottano forse per un'ora.
Quelli ancora piu' forti lottano per molti anni.
Ma quelli fortissimi lottano per tutta la vita.
Costoro sono indispensabili.
(B.Brecht)



giovedì, 07 agosto 2008
Questo non è un bollettino di guerra, ma lo sconvolgente e vergognoso elenco delle vittime sul lavoro dall'inizio del 2008 !

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In continuo aggiornamento...Purtroppo !



29 novembre Montanera (Cuneo)

28 novembre Caltanissetta
28 novembre Caltanissetta

27 novembre Napoli
27 novembre Lizza (Levanto)

26 novembre Agrigento
26 novembre Roseto degli Abruzzi (Teramo)
26 novembre Vaiano (Prato)

24 novembre Briosco (Milano)
24 novembre Atessa (Chieti)
24 novembre Santa Croce Camerina (Ragusa)

19 novembre Casalvelino (Salerno)
19 novembre Brindisi
19 novembre Città di Castello (Perugia)
19 novembre Siena
19 novembre Irsina (Matera)
19 novembre Cerano (Bari)
19 novembre Agrigento
All`Ospedale `Perrino` di Brindisi è deceduto Vincenzo Manderino, 54 anni, dipendente della ditta Nuovo Leucci srl, che il 4 novembre scorso si era sentito male ed era caduto mentre si trovava su un cestello e stava effettuando lavori di manutenzione straordinaria del gruppo due della Centrale Enel. Gerlando Tedesco, 32 anni, di Agrigento, impiegato alla “Riplast”, un’azienda che si occupa di riciclaggio della plastica, è morto schiacciato dal muletto che stava guidando dopo essersi ribaltato in un dirupo. Un agricoltore di 72 anni, Vito Vincenzo Milano, di Irsina (Matera) è morto in contrada Notargiacomo, dopo che il suo trattore si è ribaltato, mentre conduceva all’ovile il proprio gregge di pecore.
18 novembre Fiumedinisi (Messina)
18 novembre M.S.Giovanni Campano (Frosinone)
Un operaio di 58 anni, Giuseppe Oliveri, e' morto nel pomeriggio in un incidente sul lavoro a Fiumedinisi, in provincia di Messina. Per cause ancora da accertare l'uomo e' precipitato da una impalcatura, facendo un volo di circa 10 metri. L'operaio edile stava lavorando in un cantiere di una ditta di Caltanissetta per la realizzazione di una scuola degli antichi mestieri. Secondo quanto si apprende i lavori erano stati appaltati dal Comune. Per Oliveri non c'e' stato nulla da fare, l'uomo e' morto sul colpo. Mario Massoli invece è morto dopo essere caduto da un’altezza di tre metri mentre raccoglieva le olive in località Girape alla periferia di Monte San Giovanni Campano.
17 novembre Lamezia Terme (Catanzaro)
17 novembre Sasso Marconi (Bologna)
17 novembre Sasso Marconi (Bologna)
Un operaio, Domenico Sesto, di 43 anni, è morto cadendo da un’impalcatura a Lamezia Terme mentre stava lavorando alla ristrutturazione di una casa. Nel Bolognese a Sasso Marconi, due lavoratori sono morti bruciati in una fabbrica di gomma. A morire carbonizzati per una fiammata seguita a una esplosione in un capannone della MarconiGomme, sono stati il direttore tecnico e commerciale dell’ azienda, Fabio Costanzi, 56 anni, e un operaio indiano di 46 anni, Iadav Ramjaz. I due stavano caricando la macchina quando è avvenuta l’ esplosione e poi il fuoco li ha avvolti.

15 novembre Guasticce (Livorno)
Riza Stazimiri, 25 anni, albanese abitante a Livorno è morto morto cadendo dal tetto di un capannone in costruzione all’Interporto di Guasticce.  Riza è volato per una dozzina di metri ed è finito sulla piattaforma di cemento all’interno del capannone.
14 novembre Modugno (Bari)
Si chiamava Francesco Piedigrotta e aveva 43 anni. Ma nessuno, nel cantiere dove l’hanno trovato morto, dice di averlo mai conosciuto. È successo a Modugno, in provincia di Bari, in un cantiere dove sono in corso i lavori di intonacatura della facciata di uno stabile. I testimoni raccontano che l’uomo si è accasciato su un tramezzo dell’impalcatura, all’altezza del terzo piano. Mentre si accasciava ha urtato la testa ed è morto.
13 novembre Riva Trigoso (Genova)
Francesco Bellagotti di 32 anni, è morto in un incidente sul lavoro avvenuto nello stabilimento Solvay di Rosignano. Sceso dalla ruspa per controllarla è stato travolto dalla benna che si è staccata dal mezzo.
11 novembre Roma
11 novembre Robassomero (Torino)
Un operaio della impresa Sag è stato travolto da un’auto mentre stava lavorando nella corsia di emergenza dell’autostrada A1 Milano-Napoli. Nello stesso incidente è rimasto ferito un collega. Un operaio romeno, Costantin Vasile, della Gfg di Robassomero, e’ morto oggi pomeriggio, in un incidente sul lavoro. E’ rimasto schiacciato da una lastra di metallo che si e’ sganciata da una gru.
10 novembre Trappato (Palermo)
10 novembre Tasullo (Trento)
10 novembre San Michele (Bari)
10 novembre Messina
10 novembre San Giovanni Teatino (Chieti)
10 novembre Bastia di Rovolon (Padova)
Piero Ferri, l’uomo di fiducia della famiglia Di Donato titolare dell’omonimo colorificio e della ditta Ivc di Sambuceto. Quando la signora si è affacciata, il rottweiler di undici anni, Devil (“diavolo” in inglese), stava dilaniando l’operaio che lo accudiva da quando era un cucciolo. Per Ferri una breve agonia, e poi la morte, causata dalle gravi lesioni alla testa. A 61 anni, originario di Loreto Aprutino e residente a Castellana di Pianella, Luciano Monaco, 79 anni, stava raccogliendo olive quando, per ritirare le reti, è sceso dal trattore lasciandolo acceso. Il mezzo si e’ mosso e lo ha schiacciato. Un bracciante agricolo di 49 anni, Salvatore Militello, e’ morto schiacciato dal trattore su cui si trovava in contrada Bosco Falconeria a Trappeto, in provincia di Palermo. L’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo, che e’ scivolato lungo una scarpata ribaltandosi e finendo addosso all’uomo. Genci Binozzi, albanese, 34 anni, è morto al mobilificio Astor, a Bastia di Rovolon (Padova). Dipendente della ditta G.M. Traporti logistici stava scaricando un pesante macchinario per la verniciatura del legno quando parte della macchina lo ha travolto, uccidendolo. Omar Valentini, 29 anni, è morto colpito alla testa da un cavo mentre stava eseguendo dei lavori in un campo di sua proprietà a Tassullo, in val di Non, mentre stava montando dei cavi di ferro a sostegno delle piante. Davico Luigi, 54 anni , è morto mentre con una trivella stava operando all’interno di un’azienda agricola per piazzare dei pali nel terreno, durante la costruzione di un recinto per cavalli: la trivella meccanica si è agganciata ad una rete alla quale è rimasto impigliato l’uomo, che è deceduto a causa dei numerosi traumi diffusi in molte parti del corpo. A Messina Rosario Leonardi, 64 anni titolare di una impresa edile che stava eseguendo lavori di ristrutturazione, è caduto da una scala sfondando una finestra ed cadendo dal quinto piano.
8 novembre Mascalucia (Catania)
È morto folgorato dopo avere urtato un cavo dell’energia elettrica mentre era all’opera in un cantiere per la costruzione di una villetta. L’uomo, mentre maneggiava un asta in alluminio alta 4 metri su un ballatoio al primo piano dell’abitazione, ha urtato un filo dell’alta tensione che si trovava nelle vicinanze. È successo a Mascalucia, nel catanese.
7 novembre Andora (Savona)
Lauro Pisi, 73 anni, stava lavorando con la ruspa per trasportare del materiale da un deposito all’altro, quando il mezzo meccanico è finito nel greto del torrente Merula. L’uomo è rimasto schiacciato sotto il peso della ruspa ed e’ morto poco dopo.
6 novembre Spoltore (Pescara)
L'operaio morto si chiamava Gerald Meta, albanese di 23 anni. Il giovane e' stato schiacciato dal braccio di una gru mentre stava smontando dei pali. L'incidente sul lavoro si e' verificato intorno alle 10 in via Tratturo, nella zona artigianale di Spoltore. L'allarme e' stato lanciato da un collega.
5 novembre Caivano (Napoli)
5 novembre Fossano (Cuneo)
5 novembre San Cono (Vibo Valentia)
Un uomo di 73 anni, Domenico Costanzo, bracciante agricolo, è morto in seguito alle lesioni riportate mentre stava lavorando con il proprio trattore. Il fatto e’ avvenuto a San Cono, una frazione di Cessaniti, nel Vibonese. Un allevatore di Caivano, nel napoletano, è morto schiacciato da una balla di fieno di 6 quintali. L'uomo, Giovanni Saviano di 86 anni, era alla guida di un trattore che si è ribaltato. Giovanni Gazzera, 43 anni,  è morto investito sulla Torino-Savona nel tratto tra Fossano e Carrù all’altezza del casello di Fossano. Dalle prime ricostruzioni sembra che un autotreno, che procedeva verso Savona, abbia tamponato un furgoncino con a bordo due operai incaricati di eseguire lavori sul tratto di autostrada.
3 novembre Monreale (Palermo)
3 novembre Vigo di Ton (Trento)
Valerio Melchiori è morto in seguito al ribaltamento del proprio trattore avvenuto nei pressi di Vigo di Ton, in val di Non. Stava percorrendo una stradina in direzione di malga Boldrina quando, per cause da accertare, ha perso il controllo del mezzo agricolo che si e’ ribaltato su un fianco. Rosario Nicoletti, 54 anni, operaio dell’impresa Ceit incaricata di effettuare lavori su una linea elettrica per conto dell’Enel,  è morto questo pomeriggio in un incidente sul lavoro avvenuto a Monreale. Da una prima ricostruzione sembra che il mezzo su cui la vittima stava lavorando, dotato di cestello elevatore, sia scivolato lateralmente in una scarpata per la mancanza dei cunei di sicurezza.
2 novembre Minervino Murge (Bari)
Uno degli operai caduti in una cisterna a Minervino Murge, 46 anni, è morto. Michele Preziosi, socio dipendente, insieme al compagno, un cittadino rumeno di 24 anni, era stato tirato fuori dalla cisterna ed era vivo tanto che è stato avvicinato anche dai compagni di lavoro. Ma poi ha perso conoscenza e sono state vane le manovre di rianimazione. Gli operai stavano introducendo mosto nella cisterna.
1 novembre Mortegliano (Udine)
1 novembre Niardo (Brescia)
 Un operaio di 56 anni, Severino Zinzone, di Mortegliano (Udine), e' morto questa mattina in un incidente sul lavoro avvenuto alla ditta 'Lombardo', specializzata nella produzione di pannelli truciolati, di Mortegliano. L'uomo, secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, e' rimasto impigliato negli ingranaggi di un macchinario che di fatto lo ha triturato. Zinzone e' morto sul colpo. Un agricoltore di 31 anni e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto a Niardo (Brescia) in valle Camonica. Giacomo Romelli e' stato stritolato dagli ingranaggi dell'impastatrice per il mangime delle mucche, in cui e' scivolato. Ad accorgersi della tragedia e' stata la moglie, accorsa nella stalla dopo aver sentito le urla di dolore del marito.
sabato, 14 giugno 2008

"Stato Assassino"

E' un film dell'orrore, è uno di quei racconti paradossali, fatti per generare nel pubblico il senso dell'impotenza, dell'ingiustizia, fatti per mostrare l'arroganza spietata di chi comanda e lo strapotere di alcune cosche criminali. E hai la sensazione che non c'è niente da fare: ti rivolgi allo Stato, ma lo Stato sta con i tuoi aguzzini, ti rivolgi alla stampa, ma la stampa sta coi tuoi aguzzini, ti rivolgi ai partiti, ai sindacati, ma anche loro o stanno coi potenti o hanno paura. Sei solo, solo, ti possono massacrare, vali zero, e vale zero la realtà, l'evidenza. Mercoledì 10 operai sono stati uccisi sul lavoro. Dieci persone. Giovedì altri quattro, ieri altri tre. In tutto ci sono stati in tre giorni più morti che nella strage di piazza Fontana (quella famosa, del '69). Ieri il tema dei morti sul lavoro era già scomparso dalle prime pagine dei giornali, soppiantato da due frasi cretine di Bush e da questa noia infame delle intercettazioni. Diciassette morti? E che volete che sia? Vi sembra questo il problema? Ci sono i clandestini da cacciare, ci sono gli accattoni, i rom, la gente seduta a bivaccare per terra, le cartacce! E così, sempre ieri (con tre morti sul campo, e il fatto che dei tre morti, due, più un ferito grave, sono egiziani ) i ministri della Difesa e dell'Interno si sono incontrati e hanno deciso di schierare l'esercito nelle grandi città. L'esercito per impedire gli abusi degli imprenditori e il ripristino della sicurezza sul lavoro? No, l'esercito contro i migranti clandestini (quelli scampati alla morte in cantiere) e i piccoli scippatori. L'emergenza è la strage? No, l'emergenza sono i borseggi. Delle morti sul lavoro non gliene frega un cazzo a nessuno.

Fonte: Liberazione(14-6-08) P.Sansonetti
giovedì, 12 giugno 2008
Questo non è un bollettino di guerra, ma lo sconvolgente e vergognoso elenco delle vittime sul lavoro dall'inizio del 2008 !

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In continuo aggiornamento...Purtroppo !

Luglio :
30 luglio Cermenate (Como)
30 luglio Chiampo (Vicenza)
30 luglio Romanengo (Cremona)
Placido Fusco è stato travolto in pieno dall'idropulitrice azionata da un collega. L'uomo che era ai comandi della pala meccanica si è accorto dell'accaduto dopo l'impatto. È sceso immediatamente dal mezzo pesante ed è stato il primo a gridare per chiedere aiuto. Nonostante fosse illeso è stato colto da malore per lo schock non appena si è reso conto delle condizioni disperate del collega investito. Un immigrato serbo di 35 anni, Nenad Markovic, è morto stritolato da uno dei macchinari della conceria dove lavorava a Chiampo (Vicenza). L’uomo era impegnato nelle operazioni di pulizia all’interno della fabbrica “Nuova Mini”, quando i suoi abiti sono rimasti impigliati in una parte in movimento del macchinario. Un operaio è morto e un altro è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro a Romanengo (Cremona), in un cantiere per la realizzazione degli spogliatoi di un impianto sportivo. A perdere la vita è stato un moldavo di 22 anni, non ancora identificato. Il ferito, un italiano di 42 anni, residente e Brescello (Reggio Emilia) è stato ricoverato all’ospedale di Crema per trauma cranico. Entrambi sono stati schiacciati dal braccio pompante di una betoniera, mentre si procedeva a una colata di calcestruzzo.
29 luglio Campomarino (Campobasso)
29 luglio Castelnuovo del Garda (Verona)
29 luglio Cesa (Caserta)
Un operaio di 40 anni, Umberto Pucci, è morto cadendo da una gru in un cantiere edile del Casertano. E’ successo questa mattina alle 11.30 a Cesa, in un edificio in costruzione sulla strada provinciale Aversa-Caivano. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’operaio si trovava sulla parte più alta del mezzo quando, nell’eseguire la manovra di aggancio della cintura di sicurezza alla gru, è caduto da un’altezza di circa dieci metri. Alessandro Fasoli, 18 anni, di Sona (Verona), è morto in un incidente all’interno del parco divertimenti Gardaland, a Castelnuovo del Garda dove lavorava. Il giovane era uno stagionale, si occupava dei cancelletti di ingresso e uscita di una delle stazioni della monorotaia  nel parco. Fasoli sarebbe rimasto schiacciato tra due convogli del trenino mentre era chinato verso terra. È invece morto in un campo di pomodori, soffocato dal caldo, stroncato dalla fatica, un immigrato rumeno. Con il fondato sospetto che non sia stato aiutato di proposito per nascondere il suo contratto in nero, , Radu Gheorghe, 35 anni, rumeno. Il cadavere è stato trovato privo di vita in una zona isolata al margine delle campagne di Campomarino dove si trovava fin dalle prime ore del mattino per lavorare come bracciate. Probabilmente la morte risale alle ore del mattino di martedì, ma il corpo è stato rinvenuto soltanto nel pomeriggio da alcuni passanti. Il rumeno era in Italia da tempo, viveva a Torremaggiore (Foggia) ed era in regola con il permesso di soggiorno.
27 luglio Palù di Giovo (Trento)
Enzo Moser, fratello del famoso ciclista, si trovava con il suo trattore, con al gancio un macchinario per sfoltire le foglie delle viti,  nella vigna di un amico. Intorno alle 13.30 il mezzo, mentre scendeva attraverso i filari, si è ribaltato. Inutili i soccorsi. Il corpo senza vita di Enzo Moser, è stato estratto dopo alcuni minuti dai vigili del fuoco. Sposato, quattro figli, insieme ai fratelli curava anche l’azienda agricola di famiglia a Palù di Giovo, in provincia di Trento, la sua terra d’origine.
26 luglio Carrè (Vicenza)
26 luglio Pozzuolo del Friuli (Udine)
26 luglio Belpasso (Parma)
Mortale infortunio sul lavoro avvenuto alle acciaierie Abs di Carniacco alle porte di Udine. Un operaio di 39 anni di origine rumena - L.V. le sue iniziali - e’ precipitato dal tetto di un capannone. L’uomo ha fatto un volo di una decina di metri schiantandosi al suolo. Un operaio catanese di 43 anni, Mario Ranno, e’ morto precipitando all’interno di un capannone Parmalat, da un’altezza di nove metri, in contrada Valcorrenti, a Belpasso. Dipendente della ditta “Zitelli Franco”, e’ caduto nel vuoto spostandosi sul tetto del vecchio deposito in uso. Un autotrasportatore vicentino e’ morto schiacciato dal cassone del suo camion mentre stava eseguendo una manutenzione del mezzo. La vittima e’ Leopoldo Bassi, 55 anni, di Carre’ (Vicenza), socio di una ditta di trasporti. Un’improvvisa fuoriuscita dell’olio del pistone avrebbe fatto precipitare il cassone, che ha schiacciato il camionista.
23 luglio Sassari
23 luglio Riva del Garda (Trento)
23 luglio Grosseto
Un tagliaboschi di 26 anni e’ morto in un incidente sul lavoro avvenuto questo pomeriggio vicino ad Arcidosso. In base a una prima ricostruzione, l’uomo, un romeno residente a Santa Fiora, sarebbe stato travolto dal pino che stava abbattendo: il tronco sarebbe finito a terra colpendo alla testa il tagliaboschi. Un operaio e’ morto in seguito al crollo di un’impalcatura a Riva del Garda, caduto da un’altezza di cinque metri, mentre stava eseguendo lavori nella ditta Chc, vicino alla cartiera di Riva. Un agricoltore, Domenico Stoccoro, di 61 anni, è rimasto schiacciato dal suo trattore che si è ribaltato mentre arava un campo alla periferia di Siligo, in località Mesu Mondu.

20 luglio Vigliano (Firenze)
E' morto per una ferita profonda alla gola, tagliandosi forse dopo essere finito contro un cartello stradale o con la fresa che era agganciata al trattore che stava guidando. E' accaduto stamani intorno alle 9.30 lungo via di Carcheri, a Vigliano, località del comune di Lastra a Signa (Fi). La vittima è un uomo di 71 anni. Secondo una prima ricostruzione l'anziano avrebbe agganciato con la fresa un paletto che segnala la conduttura del gas lungo la strada che stava percorrendo col trattore. Il veicolo si sarebbe così piegato e l'uomo sarebbe stato sbalzato finendo probabilmente contro un cartello stradale. Non è escluso però che l'anziano si sia ferito finendo sulla fresa.

19 luglio
Massafra (Taranto)

19 luglio Longiarù (Bolzano)
Luis Valentin, un 20enne di San Vigilio di Marebbe, e’ morto a Longiaru’, in Val Badia, dopo essere stato travolto dal tronco di un albero trasportato con una teleferica. Secondo quanto riferito dai carabinieri della stazione di Brunico, il giovane, impegnato ad aiutare un gruppo di boscaioli, stava manovrando a valle una teleferica utilizzata per il trasporto di tronchi, uno di questi, di grosse dimensioni, si e’ staccato e gli e’ piombato addosso, procurandogli lesioni, risultate mortali. Un operaio di 40 anni Antonio Scarci e’ morto folgorato mentre tinteggiava la parete esterna di un capannone industriale sulla SS.7, alla periferia di Massafra (Ta). L’operaio era salito su un macchinario elevatore dotato di un cestello, e probabilmente ha urtato i cavi della linea elettrica da 20 Kv, restando fulminato all’istante.

18 luglio Acquasparta (Terni)
18 luglio Briosco (Milano)
Tragico incidente sul lavoro a rimetterci la vita un giovane operaio, che è morto nel pomeriggio in un cantiere edile in via Manzoni, a Briosco (Milano). La vittima si chiamava Patrizio Guglielmana ed aveva 22 anni, ed era residente a Samolaco, in provincia di Sondrio. L'operaio era alla guida di un escavatore ed è rimasto sepolto sotto un'enorme massa di terra e un muro di contenimento di cemento armato alto tre metri. Il grave incidente si è verificato intorno alle 15 e un quarto. Ad Acquasparta,  un uomo di 73 anni, Angelo Sperandei, è deceduto in seguito al ribaltamento del trattore con il quale stava lavorando in un suo appezzamento di terreno. L’anziano sarebbe rimasto schiacciato dal mezzo agricolo e a nulla sono valsi i soccorsi.
17 luglio Roncadelle (Brescia)
Lorenzo Verzelletti un muratore di 62 anni e' morto in un incidente sul lavoro avvenuto stamani intorno alle 8 in un cantiere edile a Roncadelle (Brescia). L'uomo, secondo una prima ricostruzione, e' caduto da un' altezza di circa due metri ed e' morto dopo aver battuto il capo.
16 luglio
Erba
16 luglio
Ravenna
Un altro morto sul lavoro, questa volta a Ravenna. Un operaio di una ditta di pulizie e' morto e un altro e' rimasto gravemente ferito a causa di un incidente alle porte di Ravenna. I due uomini avevano appena finito il turno di pulizia delle strade dei lidi ravennati, quando sono stati travolti da un furgone. Illeso un terzo operaio che era con loro. Luigi Moiana, 72 anni, residente a Suello, è improvvisamente caduto da un albero su cui era salito per delle operazioni di potatura. Un volo pauroso di tre, quattro metri che l’ha fatto rovinare pesantemente al suolo e che gli ha provocato diverse ferite poi risultate mortali. A Erba l’uomo pare si trovasse con dei colleghi di un’azienda florovivaistica di Eupilio per eseguire lavori di sistemazione di un giardino.
15 luglio
Genova
15 luglio Migliarino (Ferrara)
È morto martedì sera, travolto da un albero. Amabile Corbelli, operaio 50enne di Brescia stava lavorando alla pulizia di un bosco nell’entroterra genovese, sul passo del Faiallo. La zona era impervia, piena di fili elettrici dell'alta tensione, e Corbelli è finito morto sotto ad un tronco. Un artigiano edile romeno, C. T., 44 anni,  è morto cadendo dal tetto di una stalla in ristrutturazione. Secondo i primi accertamenti, l’uomo e’ caduto da un’altezza di otto metri. Lavorava come artigiano per una ditta in subappalto.
14 luglio
Termoli (Napoli)

14 luglio
Carinaro (Napoli)
E’ precipitato da un altezza di quattro metri mentre, su una scala, stava riparando le luminarie di un “giglio”, una delle alte strutture da portare in processione durante la tradizionale “Festa dei Gigli”, a Casavatore, nel napoletano.
Paolo Di Biase, 34 anni, di Carinaro, che lavorava per conto di una ditta di Aversa, è morto sul colpo. Sull’incidente indagano i carabinieri della stazione di Casavatore, i quali già hanno accertato che non erano state osservate le norme sulla sicurezza del lavoro, in quanto l’operaio non era dotato delle apposite protezioni antinfortunistiche. I militari stanno svolgendo accertamenti anche sulla posizione lavorativa della vittima. Intanto, gli organizzatori hanno sospeso i festeggiamenti a Casavatore in segno di lutto. un furgone Fiat Ducato con tre giovani operai ha tamponato con violenza un autocarro e uno dei passeggeri è morto sul colpo. L'incidente si è verificato questa mattina 14 luglio alle 7 lungo l'A14, vicino al casello di Termoli in direzione nord. Mario Molinaro, operaio 19enne di Ariano Irpino che viaggiava al lato del conducente del furgone, è morto sul colpo. Il giovane dipendente della Sitec, ditta che installa impianti di condizionamento, stava raggiungendo Terni per lavoro. È stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco per liberare il corpo, incastrato tra le lamiere del Ducato. La parte anteriore del furgone era completamente sfondata per l'impatto con il camion della Costeldati, ditta di Foggia che produce impianti telefonici e per le segnalazioni ferroviarie con a bordo due operai diretti a Ravenna. Gli occupanti dell'autocarro sono usciti illesi, mentre gli altri due ragazzi di ventidue anni che erano nel furgone sono rimasti feriti gravemente. F. D. e S. L. A. sono stati trasportati d'urgenza al San Timoteo dall'ambulanza del 118 e dalla Misericordia e hanno riportato un trauma facciale e una frattura del femore, per la quale si è reso necessario un intervento chirurgico. È sempre stato di allerta per la sicurezza in A 14. Gli agenti della Polizia autostradale hanno potenziato i controlli, considerando che negli ultimi giorni il traffico si è intensificato notevolmente.
12 luglio Castelnuovo (Napoli)
Un giovane operaio è morto a Casalnuovo, in provincia di Napoli. Il ragazzo, Raffaele C., secondo una prima ricostruzione, stava provvedendo all'installazione di un condizionatore quando è precipitato al suolo da circa quindici metri di altezza all'esterno di un edificio. Residente a Scampia, il giovane avrebbe compiuto 18 anni il prossimo ottobre. Secondo quanto accertato dai carabinieri il giovane operaio è salito sul terrazzo di un edificio per montare un condizionatore per un appartamento attiguo. Sembra che all'improvviso abbia perso l'equilibrio, precipitando al suolo. Per lui non c'è stato nulla da fare. Sul posto c'era anche il titolare della ditta di Napoli «Top Edil Project», altri due operai e un elettricista. Ora gli investigatori stanno accertando la posizione lavorativa del minorenne morto. Al momento è però emerso dagli accertamento condotti dai carabinieri della locale tenenza che non erano state adottate tutte le prescritte misure antinfortunistiche.

11 luglio Viadana (Mantova)
Non hai il permesso di soggiorno? E allora non ti soccorro. Anzi, ti nascondo. È così che è morto Vijai Kumar, l'indiano di 44 anni clandestino in Italia trovato morto in un campo a Viadana. L'uomo si è sentito male il 27 giugno scorso sul campo dove stava lavorando in nero ma il proprietario avrebbe dato ordine ad altri braccianti di spostarlo in un altro luogo. Per non rischiare una multa, lo ha fatto morire. Vijai è stato poi trovato distante dal campo, accanto ad un filare di alberi dove poi i soccorritori, lo stesso giorno, lo hanno trovato ormai morto. Il titolare dell'azienda agricola "Mario Costa" in cui lavorava l'indiano è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo e multato di 90 mila euro per utilizzo di manodopera irregolare. Ma ora indagato per omicidio volontario e omissione di soccorso. Anche la moglie dell'imprenditore, C.A., di 43 anni, è stata accusata degli stessi reati. La Procura della Repubblica di Mantova, infatti, la riterrebbe in qualche modo coinvolta nello spostamento dell'extracomunitario, colto da malore, lontano dal campo dove stava lavorando, causa prima del ritardo con cui è stato soccorso.La Procura ha disposto per il prossimo 15 luglio, all'ospedale di Mantova, l'autopsia sulla salma dell'indiano. Le campagne del ricco nord si confermano prontissime a sfruttare la manodopera in nero, sfruttando i disperati che arrivano, sottopagandoli con il ricatto del mancato permesso di soggiorno. Il titolare di una cooperativa viadanese (cooperativa Facchini Vitellini, G.M. 63enne residente a Viadana) che aveva fornito all'azienda otto lavoratori, oltre all'indiano morto, è stato denunciato per caporalato. Durante il blitz dei carabinieri e dei funzionari dell'ispettorato del lavoro sono stati trovati al lavoro altri quattro extracomunitari impiegati in nero.

9 luglio Monte di Procida (Napoli)
9 luglio Brescia
9 luglio Vibo Valentia (Reggio Calabria)
E anche oggi mercoledì sono tre. Muoiono sul lavoro un meccanico di 48 anni e due agricoltori, uno di 43 e l'altro di 52 anni. Il primo incidente è successo a Monte di Procida, in provincia di Napoli: Giuseppe Carbone, dipendente di una officina elettromeccanica: l’operaio è salito su una scala per cambiare un neon, quando è improvvisamente caduto da una altezza di circa 3 metri. Ha battuto il capo, ed è morto sul colpo. Sempre mercoledì mattina si muore sul lavoro anche a Brescia. Qui la vittima è un agricoltore di 43 anni che lavorava nelle campagne di Borgo San Giacomo: un silos gli è improvvisamente caduto addosso e lo ha schiacciato uccidendolo.E sempre in campagna è morto anche un bracciante di Vibo Valentia: si chiamava Francesco Gentile e aveva 52 anni. Un trattore lo ha travolto e a nulla sono serviti i soccorsi.

8 luglio Maerne (Venezia)
Un operaio albanese di 48 anni è morto oggi in seguito ai traumi e le ferite riportati in un incidente sul lavoro accaduto a Maerne (Venezia). L'uomo era stato travolto ieri pomeriggio dalla caduta di un muro all'interno di un cantiere edile, mentre erano in corso lavori con una ruspa. Le condizioni dell'albanese erano apparse subito gravi. Sulla vicenda sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri e dei tecnici dello Spisal.
7 luglio S.Paolo Belsito (Nola)
7 luglio Bitritto (Bari)
7 luglio S.Onofrio (V.Valentia)
Altri tre morti nel tragico bollettino degli incidenti sul lavoro nel Belpaese. Un operaio edile di 47 anni è morto cadendo da un'impalcatura mentre stava restaurando la facciata di un'abitazione a Bitritto, un piccolo comune in provincia di Bari. L'uomo, Raffaele Masiello, sposato e con due figli, era originario di Bitonto (Bari). Sarebbe caduto da un’altezza di sei metri battendo violentemente la testa. E' morto sul colpo. La seconda vittima è Pasquale Cugliari, un bracciante agricolo di 35 anni morto schiacciato dal proprio trattore. L’incidente è avvenuto a Sant’Onofrio, un comune nei pressi di Vibo Valentia. A dare l’allarme sono stati alcuni familiari di Cugliari, ma i soccorsi si sono rivelati vani. Terza vittima un marocchino di 42 anni, carpentiere di professione e regolare, e' morto nel tardo pomeriggio di oggi a seguito di un incidente sul lavoro avvenuto a San Paolo Belsito, area Nolana. La vittima stava eseguendo dei lavori all'interno di un cantiere dove e' in costruzione un edificio a due piani quando un muro di contenimento e' franato e lo ha sepolto. Inutili i soccorsi: l'uomo e' morto subito dopo l'arrivo in ospedale. I carabinieri di Nola si sono recati sul luogo della tragedia dove hanno avviato le indagini per chiarire cause e responsabilita' di questa morte.
6 luglio Valmontone (Roma)
È accaduto a Valmontone, in provincia di Roma, dove un operaio di 52 anni, Umberto De Luca, dipendente della Terna, è morto folgorato mentre lavorava alla manutenzione della linea ad alta tensione. Di Luca aveva cominciato alle 8.30 il suo turno di lavoro sul cestello mobile, quando una scarica elettrica lo ha colpito. Immediato l’arrivo dei medici del 118, che lo hanno trasportato all'ospedale di Colleferro dove è morto qualche ora dopo. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Colleferro che hanno sequestrato il macchinario sul quale lavorava la vittima. Per il 7 luglio i sindacati del settore elettrico Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil hanno annunciato un'ora di sciopero in tutte le fabbriche Terna-Enel del Lazio.
3 luglio Mores (Sassari)
Iniziava appena la sua giornata di lavoro, e pure la sua vita, Pietro Ghiani, l’operaio di 22 anni che giovedì mattina è morto a Mores, vicino Sassari. Nel cantiere si lavorava alla costruzione di un depuratore, ad uccidere il giovane lavoratore sarebbe stata una quantità di terra e sassi che gli è crollata addosso durante gli scavi.
2 luglio Custoza (Verona)
2 luglio Modugno (Bari)

Un operaio, Giuseppe Gigante, è morto mentre era al lavoro nello stabilimento "Bridgestone" (Ex Firestone), nella zona industriale di Bari. Nell'incidente è rimasto ferito un altro operaio, che è stato ricoverato nel vicino Ospedale San Paolo. La vittima era dipendente di un'impresa edilizia, Vinella, che aveva avuto l'appalto per la costruzione di un nuovo capannone per la "Bridgestone". La costruzione è un deposito all'esterno dell'unità produttiva. L'impresa edilizia - a quanto si è saputo - stava realizzando i solai e i due operai erano impegnati sul solaio del secondo livello che, per cause non ancora accertate, ha ceduto. Gigante era stato regolarmente assunto. Un altro morto anche in provincia di Verona, a Custoza. A perdere la vita è un giovane operaio che stava lavorando alla ristrutturazione di un fabbricato: si chiamava Andrea Ghisi e aveva 26 anni. È morto dopo che gli è precipitata addosso una carriola piena di materiale, crollata perché si è rotto il cavo di acciaio della gru che la sorreggeva.
1 luglio Taranto
1 luglio Chiavari (Genova)
1 luglio Terni
1 luglio Parma

Ed anche martedì è confermata la media altissima delle morti sul lavoro (ben quattro). La prima vittima è all’Ilva di Taranto, già teatro di un'altra tragedia, solo due mesi fa: l'incidente è accaduto a un operaio di una azienda appaltatrice che è morto nel reparto di «acciaieria 1», schiacciato da un carico sospeso. L'operaio si chiamava Antonio Avagni, di 45 anni, ed era dipendente di una ditta subappaltrice di Casoria, era alla guida di un automezzo per la movimentazione, su un piazzale dell'Acciaieria 1, quando è stato schiacciato dal «bozzello», improvvisamente sganciatosi da un braccio meccanico. L'operaio, immediatamente soccorso dai compagni di lavoro, è morto sul colpo. Subito dopo l'incidente, i colleghi della vittima hanno proclamato uno sciopero, mentre a partire dal turno delle 23 si incroceranno le braccia in tutto lo stabilimento per 24 ore. Ma martedì, sul lavoro, muore anche una donna. Si chiamava Mariarosa Garibaldi e aveva 52 anni: e' morta dopo essere precipitata nella tromba delle scale al quarto piano di un palazzo di via Orsi, a Chiavari. La donna era dipendente di una cooperativa di pulizie. Sulle cause dell'incidente, che sono ancora in fase di accertamento, stanno indagando i carabinieri. Infine, vicino Terni ha perso la vita un idraulico di 28 anni, che stava lavorando sul tetto del castello di Parrano: è precipitato probabilmente mentre sistemava alcune grondaie. Il giovane era originario di Città della Pieve ma residente a Perugia. È deceduto la scorsa notte all'ospedale Maggiore Leonardo Carrara, l'operaio ustionato nell'incendio divampato venerdì alla clinica "Città di Parma". L'uomo, che nel rogo divampato la mattina al secondo piano della struttura in cui stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione aveva riportato ustioni su circa il 90 per cento del corpo, è spirato alle 2 di notte a causa di un arresto cardio-circolatorio.
lunedì, 26 maggio 2008

 ...Super Skender E.T.Q... 
 (Eroe Tecnico Quotidiano) 

venerdì, 02 maggio 2008
non ho lavoro e quindi non ho paura
di perdere il lavoro
Mi alzo col botto alle otto
bisticcio col bassotto dell'inquilino sotto
rientro che già piove, mi pagano alle nove
discuto gli arretrati che son rimasti indietro
ma dovunque siano andati per andare sono andati
ho una vita da condurre, con due banconote azzurre
con sù scritto ad una 20, 20 e 20 fa 40
ed a me che serve 100, me ne mancano 60
a te servono 300, il fatto va a finire in banca
ma a lui servono 3000 e già gli manca una pistola
a chi serve 30mila, manca solo una carriola
ma di banconote gialle, che poi il vento porta in aria.
Ed al posto delle foglie, c'è che il vento le raduna
le conta e le riconta, ma ne manca sempre una
non ho lavoro e quindi non ho paura
di perdere il lavoro
Rientro col botto alle otto
minaccio quel bassotto dell'inquilino sotto
per tutti e due già piove, prendo sonno per le nove
così immagino il domani, ma poi sogno "l'inventore"
che ha prestato le sue mani per sostituir le foglie
con le banconote gialle da 50 sopra ai rami
chi ha prestato le sue mani per sostituir le foglie
con le banconote gialle da 50 sopra ai rami?
chi ha prestato le sue mani per convincere gli umani
ad inseguir le foglie gialle appese sopra ai rami?
non ho lavoro e quindi non ho paura
di perdere il lavoro !


2 milioni di morti l’anno nel mondo, di cui migliaia in Italia, 270 milioni  coinvolti in incidenti non mortali, ma non pensiate che questo sia il bollettino dell’ultima “missione di pace” ! Assolutamente No, questo è il risultato della quotidiana battaglia di uomini e donne contro i ritmi strazianti imposti loro dal comune nemico Lavoro. E se nel triste bilancio includessimo anche le migliaia di persone al giorno che soccombono alla guida delle loro auto, magari nel tornare alle proprie case, a causa della stanchezza e tutte quelle che subiscono danni alla salute, talvolta fatali, provocati da sostanze cancerogene con cui sono entrate a contatto durante l’assolvimento del proprio compito, non avremmo sicuramente dubbi nell’apostrofare il Lavoro come il più pericoloso killer della storia. C'è chi ha ancora il coraggio di parlare di "incidenti", e sono le stesse persone che reputano il lavoratore il pari della macchina, che una volta rotta si cambi e via, senza troppi problemi o scrupoli. Ma sarebbe molto più coerente e realistico chiamare le cose con il proprio nome: omicidi. Si si tratta proprio di Omicidi, perchè lo stesso incidente non può capitare centinaia di volte al giorno, per settimane, mesi, anni. Perchè nell'imporre dei ritmi strazianti di lavoro, strettamente collegati alla produzione, con il ricatto della paga, ed ancora peggio, nel non garantire le necessarie misure di sicurezza per ridurre gli "sprechi", non c'è nulla che possa essere definito accidentale. Il lavoro è una guerra, una strage premeditata da chi pensa solo a riempire le proprie tasche, "sfruttando" l'opera di altre persone. Quante sono inoltre le ore, la forza e la fantasia scippateci da questo, aggiungerei, insaziabile ladro? "Il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia, che tiene ciascuno a freno e riesce ad impedire validamente il potenziarsi della ragione, della personalità, del desiderio di indipendenza. Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, al rilassamento, al sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'esistere”. Lavoro è alienazione, poichè la naturale indole dell’essere umano non dovrebbe mirare alla squallida competizione e all’asservimento di molti per interesse di pochi,ma alla vita in comune dove ognuno dà secondo le proprie capacità e riceve secondo i propri bisogni. Solo grazie all’imposizione delle prime tasse monetarie, infatti, gli antenati degli attuali “capitalisti” costrinsero la maggior parte delle popolazioni tradizionali alla trasformazione dell'energia umana in denaro, mutando gradualmente l’uomo in servo e la sua vita in merce, da acquistare al miglior prezzo. Nel 1867 i lavoratori di tutto il mondo decisero che da quell’anno in poi ogni primo Maggio si sarebbero riappropriati della propria giornata mettendo in atto azioni di lotta per rivendicare migliori condizioni di vita. Tenendo presente, quindi, la vera essenza del Primo Maggio, non sarebbe il caso di abbandonare l’ipocrisia dei festeggiamenti per ritrovarsi nelle strade, uniti e determinati, a costruire insieme quel giorno in cui la creatività esploderà sulla noia della vita quotidiana e del lavoro assassino?